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pubblicato il 16 marzo 2012

Lo sciopero delle bisarche inchioda l'auto

Concessionari con l'acqua alla gola. Fabbriche Fiat ferme

Lo sciopero delle bisarche inchioda l'auto

Lo sciopero delle bisarche contro il decreto sulle liberalizzazioni sta pesando sempre di più sull'industria automobilistica, già indebolita dal calo delle immatricolazioni. Oggi le fabbriche Fiat sono ferme e dall'inizio della protesta circa 20.000 auto sono rimaste incompiute. Vetture che secondo il costruttore "sarà molto difficile recuperare nel corso dell'anno. I danni causati finora avranno un impatto negativo di circa il 10% sulle quote di mercato del mese di marzo in Italia e all'estero", dice Torino. E anche nelle concessionarie la situazione è peggiore di giorno in giorno. Federauto ha chiesto con una nota stampa l'intervento immediato del Governo "per arginare gli effetti di questo non più sostenibile blocco dell'autotrasporto". "Questa situazione - come precisa anche il Lingotto - ha generato e continua a generare lunghi e numerosi ritardi nelle consegne delle vetture ai concessionari e ai clienti. Attuato da alcune associazioni di autotrasportatori, il fermo sta di fatto paralizzando tutta la logistica automotive soprattutto al Centro Sud e in tutti gli snodi portuali".

FABBRICHE FERME, MARCHIONNE ED ELKANN DA MARIO MONTI
A Mirafiori non si lavora per la cassa integrazione, ma a Melfi, Pomigliano, Cassino e Sevel si è fermi per lo sciopero delle bisarche e oggi pomeriggio i vertici del Lingotto incontrano per la prima volta il Governo Monti per discutere del futuro dell'industria dell'auto in Italia. Secondo le parti sociali, escluse dal vertice odierno, Sergio Marchionne dovrebbe mettere nero su bianco la promessa di non chiudere stabilimenti, ma l'ad aveva già detto pochi giorni fa che l'attività nazionale dipende dall'andamento del mercato auto negli Stati Uniti. Anche per questo il faccia a faccia di oggi è determinante. "Mi auguro che il governo non perda l'occasione di strappare impegni alla Fiat nell'interesse del Paese", ha detto Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom.

CONCESSIONARIE ALLO STREMO
Lo sciopero delle bisarche, che oramai si prolunga da quasi un mese, "sta mettendo in ginocchio i concessionari di auto, già pesantemente colpiti dalla negativa congiuntura economica e dalla flessione delle vendite", spiega in una nota Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto. "Lo stop degli approvvigionamenti di veicoli sta determinando ritardi oramai ingestibili nelle consegne ai clienti - aggiunge -. E i concessionari, in palese sofferenza da mesi, stanno sopportando impropriamente anche gli enormi costi di questo stallo".

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Tag: Attualità , scioperi


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