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pubblicato il 15 marzo 2012

Col caro benzina prospera il mercato nero

Contrabbando di carburanti: un fenomeno in crescita dalla Sicilia alla Lombardia

Col caro benzina prospera il mercato nero

Se le tasche degli automobilisti si svuotano per effetto del caro benzina, altre tasche cominciano a riempirsi approfittando dei prezzi esorbitanti: quelle di malintenzionati e malavita. Attorno ai carburanti sta infatti fiorendo molto più che in passato il fenomeno del mercato nero di benzina e Diesel e prova ne è che i controlli della Guardia di Finanza sulle pompe si stanno facendo sempre più intensi. L'ultimo blitz delle Fiamme Gialle in Sicilia, ha addirittura scoperto che su 51 impianti di distribuzione controllati nella provincia di Palermo, 16 avevano commesso diverse irregolarità, dalla mancata esposizione dei prezzi alle pompe che erogavano una quantità inferiore di carburante di quanto indicato.

ORO NERO
A Carini, in provincia di Palermo, due pregiudicati hanno invece deciso di creare un distributore fantasma che vendeva in nero gasolio a 1,10 euro al litro. La Guardia di Finanza è riuscita a smascherare i contrabbandieri grazie alla lunga fila di automobili incolonnate all'ingresso di un piazzale di periferia, dove potevano fare il pieno attingendo a container ed autocisterne. Il prezzo concorrenziale aveva fatto spargere in fretta la voce, tanto che in un solo mese erano stati venduti oltre 55.000 litri di gasolio per 65.000 euro di ricavi. Anche i clienti però non l'hanno passata liscia e si sono beccati una denuncia per ricettazione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Non lontano, a Castelbuono, sono stati sequestrati 1.790 kg di GPL in bombole a un'impresa che lo vendeva senza alcuna autorizzazione.

IL TRAFFICO ALLE FRONTIERE
Il fenomeno non sta crescendo solo al Sud, perché spesso è proprio attraverso il nord che il carburante arriva sul mercato nero italiano. Dalla Svizzera soprattutto, come ha scoperto poche settimane fa la Guardia di Finanza di Gaggiolo che ha fermato un contrabbando di carburanti messo in piedi da una banda di Varese che riusciva a introdurre in Italia gasolio clandestino che poi rivendeva ad un prezzo fra i 40 e i 60 cent inferiore rispetto a quello di mercato. Che sia un fenomeno in crescita lo ha confermato anche il comandante della compagnia della Finanza di Gaggiolo, capitano Leonardo Milone, che ha spiegato che "Possono essere operatori del settore o soggetti che si accordano con qualche trasportatore per ottenere carburante al basso costo da rivendere in Italia. Purtroppo la crisi e l'aumento dei prezzi fanno sì che il ricorso a questi espedienti stia aumentando".

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Tag: Attualità , tasse , carburanti


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