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pubblicato il 13 marzo 2012

Nissan DeltaWing, rivoluzione a Le Mans

Nell'edizione 2012 al via una biposto fuori dagli schemi

Nissan DeltaWing, rivoluzione a Le Mans
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Meno peso, meno resistenza aerodinamica, meno consumi, più efficienza: è questo che vuole dimostrare la Nissan DeltaWing, una vettura da competizione progettata su un'architettura inedita che debutterà a Le Mans. Era nata ufficialmente come monoposto destinata alla IndyCar, ma alla fine la IRL ha optato per la Dallara, così il rivoluzionario progetto della DeltaWing ha optato per una configurazione biposto e debutterà il 16 giugno alla prossima 24 Ore di Le Mans. Si tratta di una vettura talmente fuori dall'ordinario che competerà fuori classifica, gareggiando col numero "0" e partendo dalla pit lane. L'ACO, l'organizzatore della Le Mans, l'ha però voluta al via scegliendola fra tre progetti fuori dagli schemi perché la DeltaWing con motore Nissan è in qualche modo una finestra sul futuro tecnico delle competizioni in pista, che sul circuito della Sarthe hanno da sempre un banco di prova fra i più credibili.

LA BIPOSTO... SBILANCIATA
Il nome dice tutto: l'aerodinamica della Nissan DeltaWing si basa su una forma a delta sulla quale il carico è concentrato al 76% sulle ruote posteriori, così come il peso totale di 475 kg grava al 72,5% sul retroreno. In totale la DeltaWing è lunga 4,65 metri, con un passo di 2,9 metri, ma ancora più interessanti sono le quote degli assi: quello anteriore è largo 1,7 metri, mentre quello anteriore è di appena 60 cm. Come accidenti fa a non sottosterzare? "Più del 50% della forza frenante è generata dietro il centro di gravità" mentre la propensione al bloccaggio delle ruote anteriori, larghe appena 10 cm, in curva "è fortemente ridotta a causa dei trasferimenti di carico del frontale che sono virtualmente assenti", spiega il progettista della Nissan DeltaWing, l'inglese Ben Bowlby, tecnico del team di Chip Ganassi. L'ha costruita invece la All American Racers di Dan Gurney con l'appoggio di Don Panoz.



CUORE NISSAN DA 300 CV
Uno dei punti di forza della Nissan DeltaWing è anche il Cx ridotto a quota 0,24, caratteristica che contribuisce a migliorare l'efficienza, parametro particolarmente importante nelle competizioni endurance. Secondo i tecnici della DeltaWing, la loro vettura sarà in grado di girare su tempi non lontani da quelli delle LMP1 che hanno il doppio della potenza e però anche di peso), pur disponendo di un motore Nissan turbocompresso di appena 1.6 litri. Si tratta di un quattro cilindri a iniezione diretta di benzina da circa 300 CV e 312 Nm di coppia massima realizzato da Nissan in partnership con engineering britannica Ray Mallock Limited, che rispetta le specifiche S2000 in vigore per WTCC e WRC. Sulla lunga distanza il pacchetto dovrebbe essere molto efficiente in modo da consentire poche soste, anche perché il serbatoio può contenere appena 40 litri di carburante.

PER GURNEY POTREBBE VINCERE
La Nissan DeltaWing sarà gestita e schierata in gara dalla Highcroft Racing, vincitrice di due titoli della American Le Mans Series. L'ex pilota statunitense Dan Gurney, presidente del team All American Racers che sta costruendo la vettura, presentando la DeltaWing a Londra ha dichiarato: "L'ACO è stata prudente e diplomatica nel consentirci di gareggiare fuori classifica, così se Nissan DeltaWing darà la polvere alle altre concorrenti non si offenderà nessuno! Inutile negarlo: anche il pilota che c'è in noi vuole vincere!". L'equipaggio di tre piloti è formato dallo scozzese Marino Franchitti, dal tedesco Michael Krumm, pilota ufficiale Nissan e campione mondiale FIA GT1 in carica, titolo conquistato al volante della Nissan GT-R e dall'ex F1 Eric Comas.

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Tag: Motorsport , Nissan , le mans


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