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pubblicato il 9 marzo 2012

Omicidio stradale, il problema delle divisioni

In tanti rivendicano la paternità dell’idea

Omicidio stradale, il problema delle divisioni

Di omicidio stradale si parla da anni: un nuovo reato, simile all'omicidio doloso, intenzionale, per chi in stato alterato, causa un incidente mortale. Alla base della proposta, c'è una considerazione: chi si ubriaca prima di guidare, sa che guiderà in condizioni alterate, rischiando di uccidere. Però ancora non se n'è fatto nulla: perché?

DIVERSI FILONI
Il problema è che manca un fronte compatto che sia davvero incisivo a livello istituzionale. Il sito omicidiostradale.it indica che è stato superata la soglia di 58.000 firme per la proposta di legge popolare a favore dell'omicidio stradale: un'idea portata avanti dall'Associazione Lorenzo Guarnieri. In parallelo, in Parlamento, c'è un Disegno di legge sull'omicidio stradale presentato dall'Associazione vittime della strada. In più, c'è una terza proposta, che punta ad aggravare l'omicidio colposo (per imperizia, negligenza) già esistente. E sull'onda emotiva di due gravissimi incidenti, perfino il Governo Berlusconi era sceso in campo: pareva che potesse arrivare un Decreto sull'omicidio stradale. Zero.

L'OK DEL MINISTRO
Ma ora come stanno le cose? Il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, s'è espresso a favore dell'introduzione dell'omicidio stradale. Anche se ha tenuto a precisare che il tasso alcolemico debba essere superiore a 1,5 grammi di alcol per litro di sangue perché possa scattare quel reato. Quindi, si parla di forte ebbrezza, visto che il limite di legge è di mezzo grammo, contro la tolleranza zero che riguarda i neopatentati.

LA SPINTA DEI GIUDICI
Se il legislatore recepisce con molta lentezza le istanze di un fronte non compatto, però anche diversi giudici spingono per l'omicidio stradale: di recente, hanno aggravato la pena per persone che avevano causato sinistri mortali in condizioni alterate da droga o alcol, o da entrambi. Alla base delle decisioni, il fatto che il guidatore non poteva non sapere che avrebbe potuto uccidere: si è in presenza di dolo eventuale. Il punto debole di queste sentenze è che talvolta vengono ribaltate nei gradi di giudizio successivi, quando le corti si attengono rigidamente al dettato della legge (omicidio colposo).

IN CONTROTENDENZA
A complicare le cose, un possibile Decreto che potrebbe rendere meno dure le pene per chi è stato colto al volante in lieve stato d'ebbrezza: "Il giudice pronuncia sentenza di proscioglimento quando, per le modalità della condotta, la sua occasionalità e l'esiguità delle sue conseguenze dannose o pericolose, il fatto è di particolare tenuità". Si parla di un tasso leggermente superiore al mezzo grammo, e senza sinistri. Pur tuttavia, questo ammorbidimento va un po' in contrasto con l'eventuale inasprimento dovuto all'omicidio stradale.

CONTRO L'INERZIA DEL GOVERNO
Intanto, vista l'inerzia del legislatore nel discutere le proposte di legge in tema di omicidio stradale dell'Associazione vittime della strada e quella dell'Associazione Lorenzo Guarnieri, ritenendo che il cammino di una legge ordinaria impieghi troppo tempo per riuscire a rimediare all'attuale squilibrio tra pene e beni giuridici tutelati, a garanzia delle persone, le Vittime della strada fanno appello al Governo affinché emani senza ritardi un Decreto legge che attui la riforma dell'omicidio stradale in seno al Codice penale, e nel contempo garantisca una corsia preferenziale, esente da oneri, per i processi che riguardano le vittime della strada.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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