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pubblicato il 2 marzo 2012

Contro la crisi le case hanno un piano

4 le proposte al governo, ma vanno attuate subito. A rischio 10mila posti di lavoro

Contro la crisi le case hanno un piano

Incentivare l'acquisto di auto in base alle emissioni di CO2. Ripensare "all'europea" il trattamento fiscale delle auto aziendali. Cambiare le regole sul superbollo e migliorare l'accesso al credito per le concessionarie virtuose. Le case automobilistiche pensano che questa sia la ricetta anti-crisi. E non c'è tempo per polemizzare troppo. I dati sulle immatricolazioni 2012, a cui è seguito un "no comment" dell'UNRAE, non lasciano ben sperare e anzi rendono ancora più urgente un intervento ad hoc del governo Monti per risollevare il settore auto. Le conseguenze altrimenti sarebbero disastrose: nel 2012 lo Stato perderebbe 2,3 miliardi di euro di IVA; le Reti ufficiali di vendita perderebbero circa 350 mandati e con essi circa 7.000 addetti di concessionari, in gran parte personale altamente specializzato, che avrà difficoltà a trovare nuove collocazioni lavorative; 10.000 persone perderebbero il lavoro senza accesso agli ammortizzatori sociali. "Il crollo della domanda, e quindi delle vendite di nuove auto, porterà con sé minori investimenti pubblicitari, impattando negativamente sulla carta stampata ed è ipotizzabile anche un minor interesse dei lettori per i giornali che trattano di auto", aggiunge ancora l'UNRAE. Vediamo quindi nel dettaglio le sue quattro proposte.

1) UN PIANO TRIENNALE DI RINNOVO DEL PARCO CIRCOLANTE
Più volte l'UNRAE ha ribadito l'esigenza non di incentivi annuali, ma di un piano strutturale che rilanciasse il settore auto. La richiesta, in linea con gli obiettivi dettati dall'Europa sull'abbattimento delle emissioni di CO2, è quindi quella di offrire: 800 euro per l'acquisto di auto che emettono fra 120 e 96 g/km di CO2; 1.200 euro fra 95 e 51 g/km di CO2; 5.000 euro sotto ai 50 g/km di CO2. Nella stima elaborata dall'UNRAE questa misura dovrebbe consentire il recupero di circa 230.000 vendite aggiuntive nel corso dei prossimi 12 mesi. Il costo sopportato per l'operazione (circa 507 milioni di euro) sarebbe totalmente ripagato dal maggiore introito fiscale e, quindi, a costo zero per il bilancio dello Stato e di questa azione beneficerebbe anche la componentistica italiana, attraverso l'aumento degli acquisti delle Case estere, oggi a 44 euro ogni 100 in Italia e 41 euro ogni 100 nel solo Piemonte.

2) NUOVE REGOLE PER L'AUTO AZIENDALE
Rimanendo in linea con l'Europa l'UNRAE chiede la riduzione del periodo minimo di ammortamento a 2 anni e la deducibilità al 100% dei costi, almeno delle auto nuove. Allo stato attuale, il quadro ricordato dall'UNRAE, è il seguente: ammortamento in 4 anni contro la media europea di 2 anni; quota spese deducibili 40% contro il 100% in Europa; detraibilità IVA del 40% contro il 100% in Europa; tetto ammortizzabile fino a 18.076 euro contro il no limit in Europa.

3) NON PENALIZZARE LE AUTO DI LUSSO
Al capitolo "lusso" l'UNRAE sottolinea come le misure governative abbiano "generato una fuga di clienti destinata a rendere poco credibile la previsione di incasso dal cosiddetto superbollo, che lo Stato indica in 168 milioni di euro. Il calo delle vendite stimato al 40% determinerà un minor gettito da IPT, IVA e bollo, valutato attorno ai 105 milioni di euro, e un aumento degli stock di vetture usate con deprezzamenti stimati del 30%, con conseguente notevole danno per gli operatori commerciali". Gli accertamenti, dice l'Associazione, sono "giusti, ma la criminalizzazione generalizzata sta allontanando proprio quel tipo di clientela che, avendo disponibilità economica, può meglio alimentare le entrate dello Stato".

4) DARE CREDITO AI CONCESSIONARI E SGOMINARE L'EVASIONE DAL BOLLO AUTO
L'ultima proposta dell'UNRAE chiama in causa le banche. Secondo i costruttori è necessario che queste recepiscano le raccomandazioni di Banca d'Italia e BCE nell'utilizzo dei 131 miliardi che gli sono stati assegnati al tasso dell'1%, liberando risorse per il credito e aumentando la fiducia verso l'affidabilità degli imprenditori virtuosi. Infine, si ricorda l'importanza del bollo auto e si chiede di serrare la lotta alla sua evasione, valutata in 1 miliardo di euro sui 5,6 che le Regioni incassano. "Gli evasori sono facilmente rintracciabili attraverso i sistemi informatici esistenti e le risorse recuperate potrebbero essere utilizzate per il rilancio del settore".

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Tag: Mercato , bollo auto , incentivi , lavoro , tasse


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