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pubblicato il 1 marzo 2012

Omicidio stradale, fra tanti consensi c'è chi è perplesso

Per Aduc e AssoInterforze non mancano i punti critici

Omicidio stradale, fra tanti consensi c'è chi è perplesso

L'apertura del Ministro dei Trasporti Corrado Passera all'introduzione del reato di omicidio stradale ha sollevato un coro quasi unanime di consensi. Non mancano però le perplessità. Sono quelle che esprime Luca Frongia, presidente dell'Unione delle associazioni Europee Forze di Polizia e Armate - AssoInterforze, per il quale "Il reato di omicidio stradale, di fatto, esiste anche non si chiama così. Il fatto di mettersi alla guida in condizioni di alterazione per uso di alcol o droghe è già ora una condotto illecita che aggrava le pene". L'associazione degli operatori di polizia in una nota fa notare che "Un decreto legge del maggio 2008 ha previsto che, in caso di omicidio colposo, si applica la pena della reclusione da tra tre anni a dieci anni se il fatto è commesso in violazione delle norme sulla circolazione stradale da soggetto in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, aumentabile fino al triplo (ma per un massimo di quindici anni) nel caso di più persone. E' previsto anche l'arresto facoltativo in flagranza (in presenza di alcune circostanze) ma anche il successivo provvedimento di custodia cautelare".

Di diverso parere è anche l'associazione di consumatori ADUC. Per il vicepresidente Pietro Yates Moretti il punto debole della proposta è l'indifferenziazione fra assuntori di alcol e di droga: "Ci lascia fortemente perplessi e spaventati la formulazione proposta: sarà omicida chi guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 o sotto l'influenza di droghe. Perché questa discriminazione fra alcool e droghe? - si chiede Moretti -. Gli esami tossicologici, infatti, possono rilevare presenza di cannabis e altre sostanze per giorni e anche settimane, contrariamente all'alcool. Una legge siffatta rischia di mandare potenzialmente in carcere, e comunque incriminare, migliaia di persone che intossicate non erano al momento dell'incidente, ma risultano comunque positive magari perché la sera prima avevano fumato uno spinello con gli amici. Colui che invece si mette alla guida ubriaco, seppur con un tasso leggermente inferiore all'1,5, la farebbe franca. Chiediamo quindi al Governo di fare molta attenzione all'utilizzo dello strumento penale e alla discriminazione tra alcool e droghe, affinché si interrompa un percorso che ha portato allo sfascio della giustizia e del sistema penitenziario, con l'effetto paradossale di ridurre a zero l'effettività della legge, soprattutto per chi ha i mezzi per difendersi".

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Tag: Attualità , codice della strada


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