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pubblicato il 28 febbraio 2012

Autorità dei trasporti: come si evolve

In Parlamento, sta mutando la futura Authority

Autorità dei trasporti: come si evolve

Il Grande Fratello dei trasporti sta prendendo forma: parliamo dell'Autorità dei trasporti, prevista dall'articolo 36 del Decreto liberalizzazioni. Non più, come prevede il testo originario, una Authority nata attraverso un Disegno di legge, entro tre mesi dalla data di conversione del Decreto. Ma un'Autorità di regolazione dei trasporti che opererà in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione, da costituire entro il 31 maggio 2012. Così vuole un emendamento, approvato dal Governo. Sempre ché, ovviamente, il Parlamento dia l'ok al Decreto.

AUTOSTRADE
Una Authority che interessa da vicino gli automobilisti, perché garantirà, secondo metodologie che incentivino la concorrenza, l'efficienza produttiva delle gestioni e il contenimento dei costi per gli utenti, le imprese e consumatori, le condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, alle reti autostradali. Con particolare riferimento al settore autostradale, l'Autorità stabilirà per le nuove concessioni sistemi tariffari dei pedaggi basati sul metodo del price cap, con determinazione dell'indicatore di produttività X a cadenza quinquennale per ciascuna concessione. Definirà inoltre gli ambiti ottimali di gestione delle tratte autostradali, allo scopo di promuovere una gestione plurale sulle diverse tratte e stimolare la concorrenza per confronto. Insomma, pedaggi più bassi e servizi migliori a chi guida: l'Authority vigilerà su questo.

ALTA MORALITÀ
La composizione dell'Autorità dei trasporti sarà di prim'ordine: presidente, due componenti, segretario generale, di indiscussa moralità e indipendenza e di comprovata professionalità e competenza. Con la possibilità di multare chi non sta al gioco (concorrenza, prezzi adeguati), gestori autostradali inclusi.

RIVOLUZIONE TAXI
Per i taxi, però, il peso dell'Autorità sarà inferiore rispetto alla previsione del Decreto liberalizzazioni: in origine, doveva stabilire l'incremento del numero delle licenze, ove ritenuto necessario anche in base a un'analisi per confronto di realtà comunitarie comparabili, a seguito di istruttoria sui costi-benefici anche ambientali e sentiti i sindaci. Ora invece, per un emendamento che ha l'ok del Governo, saranno Comuni e Regioni a fissare le tariffe. Sì, servirà un preventivo parere dell'Authority, ma non vincolante.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , infrastrutture , autostrade , tasse , taxi


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