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pubblicato il 27 febbraio 2012

Licenze dei taxi, dietrofront

Il Governo ci ripensa: saranno gli enti locali e non l'Autorità dei trasporti a decidere

Licenze dei taxi, dietrofront

Colpo di scena: Comuni e Regioni decideranno su un eventuale incremento delle licenze per i taxi. E non l'Autorità dei trasporti, come prevedeva il Decreto liberalizzazioni. Infatti, il Governo ha dato il via libera all'emendamento al Decreto "Cresci Italia" proposto da Filippo Bubbico del Pd e Simona Vicari del Pdl. In definitiva, l'Autorità dei trasporti dovrà monitorare e verificare la corrispondenza dei livelli di offerta del servizio taxi, delle tariffe e della qualità delle prestazioni, alle esigenze dei diversi contesti urbani. Saranno però Comuni e Regioni a intervenire dopo aver acquisito il parere non vincolante dell'Autorità stessa. E per l'incremento delle licenze, serviranno concorsi straordinari.

INVERSIONE A U
L'accordo raggiunto in commissione Industria del Senato, con l'ok del Governo, inverte i termini della questione. Il testo originario del Decreto liberalizzazioni, all'articolo 36, affidava questa valutazione all'Autorità stessa sentiti i sindaci. Ora è al contrario. E se i Comuni si discosteranno senza adeguata motivazione dal parere dell'Autorità, quest'ultima potrà ricorrere al Tar del Lazio.

SOLDI
I proventi derivanti dal rilascio di nuove licenze adegueranno le compensazioni da corrispondere a chi è già titolare di licenza. Ci sarà anche una maggior libertà per la fissazione delle tariffe con una corretta e trasparente pubblicizzazione a tutela dei consumatori. Altro obiettivo, migliorare la qualità dell'offerta ampliando la formazione professionale.

IL NO DEI SINDACATI
Il dietrofront del Governo in materia di taxi ha scatenato le polemiche: "È un mese e mezzo - ha dichiarato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni - che lo dico: il Governo non può essere forte con i deboli e debole con i forti". Le associazioni dei consumatori aderenti al Casper (Comitato contro le speculazioni e per il risparmio che riunisce) hanno protestato: "Si tratta dell'ennesima sconfitta per il Governo Monti, nuovamente battuto dalla lobby dei tassisti". E ancora: "Una liberalizzazione dei taxi come quella che si starebbe profilando, con un'Autorità dei trasporti inutile e che non può decidere un bel nulla e il potere di stabilire licenze e tariffe in capo ai sindaci, di fatto annulla qualsiasi beneficio in favore degli utenti". Tutto come prima? Per il Casper, sì: "Con questo emendamento, non ci sarà alcun cambiamento rispetto alla situazione attuale: le licenze non aumenteranno, le tariffe continueranno ad essere le più alte del mondo, e lo strapotere della lobby dei tassisti resterà, a tutto danno dei consumatori fruitori del servizio".

SINDACI A FAVORE
Sono soddisfatti invece i sindaci, che mantengono una prerogativa importante: assegnare le licenze dei taxi. Ecco il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: "È un importante riconoscimento dell'autonomia e delle prerogative degli enti locali. È un bene mantenere ai Comuni la competenza sul numero delle licenze taxi e la facoltà di incrementarle se necessario. I taxi sono un trasporto pubblico locale non di linea che non può non essere regolato dai Comuni".

TASSISTI: NON BASTA
Ma l'emendamento suscita perplessità perfino fra i rappresentanti delle auto bianche: la categoria offrirebbe disponibilità senza ottenere contropartite reali. È così? Difficile a dirsi. Tuttavia, pare sia cancellata la possibilità di licenze a tempo parziale, mentre viene mantenuta la possibilità di sperimentare nuove forme di trasporto come il taxi collettivo: iniziative che sembrano a favore dei tassisti.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , trasporto pubblico , taxi


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