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pubblicato il 22 febbraio 2012

MINI Roadster: go kart feeling per due a cielo aperto

Capote manuale e tanto carattere. Da subito, a partire da 24.950 euro

MINI Roadster: go kart feeling per due a cielo aperto

L'ultimo capitolo della saga MINI non usa mezzi termini nel dichiarare il suo carattere e, a pochi mesi dal lancio della sorella Coupé, ecco arrivare la nuovissima Roadster, una spider a due posti che completa la gamma del costruttore anglo-tedesco alzando ulteriormente il livello di esclusività. Anche se la clientela potrà toccarla con mano il prossimo weekend nel corso del primo "porte aperte" a lei dedicato, l'ultima erede del progetto di Alec Issigonis (creatore della prima Mini, nel lontano 1959) si è già fatta ammirare e guidare dalla stampa nazionale in una cornice non casuale, Venezia, mentre le statali intorno alla laguna ci hanno accompagnato in una prima presa di contatto su strada, in attesa di provarla in maniera più approfondita quando le temperature saranno più miti.

CAPOTE MANUALE, DA SPIDER PURA
Inconfondibilmente derivata della Coupé, questa MINI Roadster sostituisce il tetto rigido della sorella con una capote in tessuto come la tradizione delle roadster esige (per esempio, vedi BMW Z3 e Z4, ad esclusione dell'ultima versione). Contrariamente alla MINI Cabrio, dove è presente di serie un sistema totalmente elettrico, i due occupanti della Roadster dovranno gestire l'apertura e la chiusura della capottina manualmente. Tramite una manopola di sblocco posizionata sull'estremità anteriore del tetto si libera il meccanismo della capote la quale, molto semplicemente e senza sforzi, si dovrà accompagnare fin dietro i due roll-bar fissi, installati dietro ai poggiatesta. Dopo essersi goduti la guida in open-air, per chiudere il tetto, basterà poi premere l'apposito pulsante di sblocco e tirare in avanti la capote, assicurandola al montante del parabrezza. Il meccanismo è di semplice utilizzo, ma qualora si necessitasse di assistenza elettrica MINI offre come optional il tetto semi-automatico al prezzo di 805 euro. Per evitare turbolenze alle medie soprattutto alle alte velocità, visto che siamo in tema di comfort, si consiglia di attingere alla lista optional anche alla voce "frangivento", una manna per mal di gola e messa in piega...

DESIGN E VERSATILITA': NON CHIAMATELA "SOLO" CABRIO
Nonostante le dimensioni esterne (MINI Cooper Roadster; 3 728 mm - MINI John Cooper Works Roadster: 3 758 mm), un passo di 2 467 millimetri e una larghezza di 1 683 millimetri) possano essere paragonate a quelle della Cabrio, l'altezza è inferiore di 20 mm, ma è il parabrezza che contribuisce a differenziare notevolmente i due modelli grazie alla sua inclinazione maggiorata di ben 13 gradi rispetto alla convertibile a quattro posti della gamma, donando alla Roadster un'aggressività unica. Le linee tese, i dettagli cromati, l'alettone posteriore (una chicca condivisa solo con la Coupè) e tutte le attenzioni dedicate ai soli due posti disponibili rendono questa Roadster un oggetto del desiderio per un pubblico giovanissimo che forse, in maniera anche più accentuata rispetto alla sorella Coupè, ricerca in questa versione della gamma MINI un prodotto decisamente al top della gamma, con il plus di poter guidare anche col vento fra i capelli. Del resto, la soluzione di una capote in tessuto manuale non ha penalizzato l'abitabilità interna e nemmeno la capacità di carico che invece si è dimostrata superiore alle aspettative. Due trolley ("cabin size") e un paio di borse morbide entrano senza problemi nel bagagliaio posteriore, confermando che i 240 litri di capienza sulla carta ci sono tutti. Presenti anche in questa Roadster diversi vani porta oggetti e uno sportello apribile (posizionato tra i due sedili) che permette di stivare oggetti lunghi tra il bagagliaio e l'abitacolo.

SU STRADA: IL GO-KART FEELING, SPETTACOLO PER DUE
Dalla MINI Cooper Roadster con i suoi 122 CV, passando ai 184 CV della Cooper S Roadster per arrivare al top di gamma benzina, ovvero la MINI John Cooper Works Roadster con i suoi 211 CV, ma anche diesel, grazie al 2 litri da 143 CV Cooper SD Roadster. La scelta è ampia, è vero, ma se vogliamo parlare di puro piacere di guida e dare un senso concreto a quel Go-Kart feeling che MINI da sempre decanta, allora la decisione è quasi obbligata e si riduce alla Cooper S o alla adrenalinica JCW (rigorosamente con cambio manuale: l'automatico rimane optional su tutta la gamma, Cooper Roadster esclusa). Lo sappiamo, sono le motorizzazione più costose, ma se consideriamo il listino di accesso e le differenze con gli altri allestimenti si può ben pensare che una volta fatto 30 si può fare tranquillamente 31 e in questo caso ne varrà la pena. I circa 30 kg di peso in più rispetto alla Coupè non si sentono e, anzi, il solo dubbio che questa massa possa andare a discapito delle prestazioni si eclissa in un attimo quando si apre della capote. Ed è in questo momento che si può apprezzare quella dote in più rispetto alla Coupé, quell'appagante e coinvolgente sensazione che giustifica la scelta di essersi privati dei due posti posteriori e di aver voluto saltuariamente ricoprirsi solo con un tetto in tela, in barba all'insonorizzazione e alla solidità della lamiera. Percorrere le strade intorno alla laguna veneziana e godersi qualche sottopasso assaporando il sound di ritorno del doppio scarico John Cooper Works ha decisamente posto questa ultima versione di MINI sull'alto podio della desiderabilità della gamma. Sul prevede tratto guidato su strada non abbiamo potuto saggiare fino in fondo le potenzialità di questa Roadster, ma sterzo, assetto e cambio ci sono sembrati molto "familiari" e inclini all'utilizzo sportivo, in piena tradizione MINI.

PRODUZIONE E PREZZI... NON PROPRIO "MINI"
Anche la Roadster viene prodotta in Gran Bretagna insieme alla MINI Hatcback (la versione classica), alla MINI Clubman, alla MINI Cabrio e alla MINI Coupé. Con l'aggiunta del nuovo modello, il centro di assemblaggio di Oxford diviene ancora più importante, analogamente allo stabilimento di presse di Swindon e alla fabbrica di motori di Hams Hall, mentre molto importante rimane lo stabilimento austriaco di Graz dove viene prodotta la Countryman, la rivelazione del mercato (quasi 16.000 unità vendute dal suo debutto, con l'Italia che si conferma il primo recato mondiale).
In Italia, oltre ad una dotazione di serie interessante e ad una lista optional "a prova di maniaco", la MINI Roadster sarà commercializzata da fine febbraio in due colorazioni pastello e sei metallizzate, mentre da marzo si aggiungerà una nuova colorazione blu metallizzato.
I prezzi di questa MINI partono dai 24.950 euro della Cooper e arrivano fino ai 34.800 della John Cooper Works da 211 CV.

Mini MINI Roadster

Mini MINI Roadster
Nome
MINI Roadster
Anno
2012
Tipo
Premium
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
Spider
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Redazione

Tag: Test , Mini , auto europee

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