dalla Home

Test

pubblicato il 21 febbraio 2012

Skoda Citigo, cittadina secondo la Freccia Alata

Su strada con la "cugina céca" della up!

Skoda Citigo, cittadina secondo la Freccia Alata
Galleria fotografica - Skoda Citigo 5 porte - TESTGalleria fotografica - Skoda Citigo 5 porte - TEST
  • Skoda Citigo 5 porte - TEST - anteprima 1
  • Skoda Citigo 5 porte - TEST - anteprima 2
  • Skoda Citigo 5 porte - TEST - anteprima 3
  • Skoda Citigo 5 porte - TEST - anteprima 4
  • Skoda Citigo 5 porte - TEST - anteprima 5
  • Skoda Citigo 5 porte - TEST - anteprima 6

Dopo la capofila teutonica up! e la cugina latina Seat Mii, arriva la Skoda Citigo a completare il terzetto cittadino del gruppo Volkswagen. Il progetto, uno e trino, ricorda quello di Peugeot 107, Citroen C1 e Toyota Aygo, ma a Wolfsburg hanno deciso di fare tutto in casa perché anche se la famiglia è grande, a tutti e tre i marchi mancava proprio quel tassello lì, una utilitaria cittadina che si rivolgesse ad un pubblico il più ampio possibile, dallo studente neopatentato alle signore con qualche filo d'argento fra i capelli. La ricetta proposta dalla Citigo è in pratica la stessa delle due colleghe tedesca e iberica: carrozzeria 3 porte o 5 porte, motore 1.000 cc 3 cilindri da 60 o 75 CV e due varianti a metano e elettrica già in programma: arriveranno rispettivamente nel 2013 e 2014. A Lisbona abbiamo provato la Skoda Citigo 5 porte 60 CV Ambition. Ci ha convinto? Complessivamente sì, ma il giudizio definitivo dipenderà dal listino prezzi che verrà ufficializzato solo al lancio previsto per l'estate.

FACCE NUOVE
Guardando la carrozzeria della Citigo, è interessante notare come il centro stile di Wolfsburg (diretto da Walter de Silva) abbia dovuto lavorare di fino per differenziare i tre modelli. Nel caso della Skoda il muso, la parte cioè che conferisce personalità ad ogni vettura, è esteticamente più rigoroso rispetto a Mii e up!, con una calandra squadrata di foggia inedita. Il profilo della 5 porte nasconde bene le due posteriori e solo l'occhio più attento si accorgerà che per fare spazio al finestrino il montante posteriore è più sottile della 3 porte. Una curiosità: la Citigo è la prima Skoda a sfoggiare il nuovo simbolo, sul quale è rimasta la freccia alata in verde ma è scomparsa la scritta "Skoda Auto". Il nuovo corso della Casa céca insomma, comincia dalla Citigo.

CI SIAMO GIA' VISTI?
Per quanto riguarda gli interni non possiamo che confermare le impressioni positive già avute in occasione dei nostri primi contatti con Volkswagen up! e Seat Mii: la componentistica è infatti al 95% identica, fatta eccezione per pochi particolari, come il volante, la leva del cambio, il colore di plastiche e rivestimenti e altri dettagli. Anche la Citigo, dunque, pur essendo fuori una "supermini" da poco più di 3 metri e mezzo, riesce ad essere spaziosa, ariosa e in grado di offrire discreta accoglienza anche alle taglie più forti. Ovviamente c'è un po' meno spazio dietro, ma per trasportare i bimbi con o senza seggiolino, ma anche gli amici in qualche rapido tragitto, l'abitabilità è molto buona. Quanto ai materiali e alla qualità percepita, rispetto agli standard delle vetture di casa Volkswagen, anche sulla Citigo c'è un po' di smalto in meno. Le plastiche sono dure, sugli sportelli è stato adottato un rivestimento parziale che segna un ritorno ad una soluzione in voga tempo addietro, le bocchette di areazione non hanno la regolazione del flusso (si aprono e chiudono solamente) e i vetri posteriori non scorrono, ma sono a compasso. I sedili con poggiatesta integrato, poi, sono molto belli e ricordano quelli delle supersportive, ma viene meno la possibilità di trovare la posizione più ergonomica per la testa. Si fa apprezzare però la disponibilità di vani portaoggetti o alcuni piccoli accessori specifici della Citigo, come il gancio per la borsa sul coperchio del cassettino che piacerà tanto alle signore. Tirate le somme, le pochissime concessioni al lusso offerte dall'abitacolo rischiano di oscurare la qualità del progetto Citigo, che va ricercata nel comfort di marcia, dove la piccola céca eccelle.

CITTADINA FACILE FACILE
Eccellente è innanzitutto la visibilità offerta dai montanti sottili, dalle ampie superfici vetrate e dalla linea di cintura bassa. Dunque, la cittadina di Mlada Boleslav è innanzitutto facile facile da parcheggiare, caratteristica che negli ultimi tempi i progettisti pare ritengano secondaria o almeno sacrificabile sull'altare del design, tanto ci sarà sempre una telecamerina, che si può pure far pagare un occhio, ad assistere nella manovra. Il carattere "easy" della nuova Skoda Citigo emerge anche dalla taratura morbida dei comandi, come quella del pedale della frizione e della leva del cambio, due "strumenti" che nell'habitat naturale della piccola céca si utilizzano frequentemente, a meno di non optare per il cambio robotizzato optional. Una bella e tortuosa strada di campagna con l'Oceano al nostro fianco che ogni tanto si intravede fra le colline ci fa scoprire curva dopo curva uno sterzo morbido ma anche preciso, mentre il 3 cilindri tedesco frulla con discrezione: con 60 CV e 95 Nm di coppia (dunque guidabile da neopatentati) non si può pretendere che faccia filare via la piccola Skoda come una saetta, ma la caparbietà che dimostra nello spingere la nostra Citigo 5 porte anche in salita ne fanno uno fra i propulsori "peso mosca" più convincenti fra quelli provati di recente. Eccellente risulta anche la risposta delle sospensioni alle rugosità del fondo stradale, con pochissime vibrazioni e rumori che filtrano nell'abitacolo. La nostra Citigo 5 porte si è anche dimostrata inaspettatamente stabile anche alle alte velocità. Nei curvoni veloci altre cittadine trasmetterebbero apprensione al conducente, la Citigo no: impostata la curva segue la traiettoria senza allarmanti ondeggiamenti e non c'è bisogno di ricorrere a correzioni del volante o del gas ed anche a velocità autostradali l'abitacolo rimane silenzioso.

IL LISTINO IN ESTATE
Alla nostra prima analisi della Skoda Citigo 5 porte manca un elemento, piuttosto importante per una vettura che vuole essere "democratica" e in particolare per il marchio di Mlada Boleslav, che punta ad un cliente razionale, attento al rapporto qualità/prezzo: il prezzo di listino. Che non è stato infatti ancora diramato, ma lo sarà in estate, al momento del lancio commerciale. Ipotizziamo che costerà meno della up! e più o meno come la Mii, dunque azzardiamo una cifra di partenza intorno ai 9.000 euro per la variante di carrozzeria a 3 porte, che secondo le previsioni di Skoda Italia dovrebbe essere scelta da circa ¼ della clientela italiana. La gamma al lancio sarà composta da tre allestimenti - Active, Ambition e Elegance - e due motorizzazioni pari cilindrata da 60 e 75 CV. Più avanti arriveranno anche la versione a metano e con cambio automatico-robotizzato.

Scegli Versione

Autore:

Tag: Test , Skoda


Top