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pubblicato il 21 febbraio 2012

Colpo di frusta: medici legali preoccupati

C'è preoccupazione per le modifiche al Decreto liberalizzazioni

Colpo di frusta: medici legali preoccupati

La battaglia sulle lesioni lievi da incidente stradale, che si sta combattendo in Parlamento, è sempre più calda. Tanto da far intervenire il Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni (Sismla), che in una lettera alla decima commissione del Senato esprime tutta la propria preoccupazione per le proposte di emendamenti avanzata da diversi politici in materia di Rc auto.

LESIONI LIEVI
Infatti, l'articolo 32 del Decreto liberalizzazioni dice che il danneggiato non può rifiutare gli accertamenti strettamente necessari alla valutazione del danno alle cose. Qualora ciò accada, i termini per l'offerta risarcitoria o per la comunicazione dei motivi per i quali l'impresa non ritiene di fare offerta sono sospesi. Ma molti senatori hanno avanzato proposte di emendamenti simili, un po' sulla scia di quanto chiede l'Ania (l'Associazione delle Assicurazioni), per un giro di vite contro i rimborsi da colpi di frusta. Ecco la proposta: rendere non più rimborsabile le lesioni di piccola entità non riscontrabili attraverso accertamenti clinici e strumentali. Quindi, se la lesione al collo si evince dagli esami, può anche scattare il risarcimento; in caso opposto, zero indennizzo. Il solo dolore, se passasse quella proposta di emendamento, non basterebbe a ottenere il rimborso. Così, in teoria, calerebbero le truffe, e di riflesso le tariffe Rca.

TUTTO INUTILE, ANZI DANNOSO
I medici legali di Sismla sostengono che gli emendamenti non solo non sortirebbero gli effetti sperati, ovvero il contrasto delle truffe assicurative, ma determinerebbero l'aumento dei costi assicurativi. Subordinare il risarcimento alla dimostrazione strumentale dei postumi - questa è la tesi - innescherebbe di fatto un meccanismo di ricorso ad accertamenti costosi e spesso superflui, i cui costi ricadrebbero sul Sistema sanitario nazionale e sulle Imprese assicuratrici. Queste ultime vedrebbero lievitare in modo abnorme le spese mediche che comunque, considerata l'obbligatorietà degli accertamenti, dovrebbero risarcire. È facile dunque prevedere - secondo i medici legali - che, pur di essere risarciti, molti danneggiati, soprattutto quelli più organizzati, farebbero un ricorso massiccio ad accertamenti inutili e a volte dannosi, quale l'esame radiografico statico nelle tre proiezioni ortogonali ed eventualmente nelle proiezioni dinamiche per le prove di funzionalità del rachide cervicale (le lesioni da colpo di frusta, per dirla in modo improprio), da eseguire in flesso-estensione forzata. Oppure come l'ecografia dei muscoli lunghi del collo, l'ecodoppler delle arterie vertebrali, l'esame elettronistagmografico ed elettromiografico; e ancora, Tac e risonanze magnetiche. Tutto a carico della sanità nazionale.

INGIUSTO
Per giunta, secondo i medici legali, i danneggiati meno abbienti, non potendo sostenere gli oneri di costosi accertamenti strumentali, vedrebbero negato loro il diritto a un giusto risarcimento e dovrebbero anche sostenere, per la loro parte, la quota di rincaro delle polizze, che ricadrebbe sull'intera collettività. "Come dire: danneggiati e beffati - conclude il Sismla -. Inoltre, il ricorso ad accertamenti inutili e costosi, fatti al solo scopo di proteggersi da eventuali contenziosi giudiziari, è la prassi, ormai, nell'ambito della responsabilità medica, fenomeno meglio conosciuto con il nome di medicina difensiva, i cui costi, secondo uno studio recente, incidono per oltre 15 miliardi di euro sul Sistema sanitario. Non vorremmo che accanto a questa, nascesse un fenomeno analogo in ambito assicurativo: la medicina accertativa".

TUTTO IN REGOLA?
Altro attacco del Sismla: "Alcune perplessità nascono, poi, sui profili di costituzionalità di tali emendamenti. Subordinare il risarcimento alla presenza di accertamenti strumentali, di fatto, costringerebbe i danneggiati ad eseguire tale pratica, in aperto contrasto con l'articolo 32 della nostra Costituzione".

MANNACIO: "PIE ILLUSIONI"
Stefano Mannacio, presidente del Cupsit (Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali italiani, un'associazione senza fini di lucro), parla di "pie illusioni da parte dei senatori che propongono quegli emendamenti: come sostengono i medici legali, tutto sarebbe anzi più costoso, le truffe non diminuirebbero affatto e si creerebbe una disparità fra ceti sociali, ossia fra chi può permettersi gli esami e chi no". E poi Mannacio fa partire una frecciata: "Stendo inoltre un velo pietoso sul fatto che i senatori di tutti quasi tutti i gruppi politici siano divenuti essi stessi medici legali, indicando modifiche al Decreto liberalizzazioni pressoché identiche".

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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