Eventi

pubblicato il 20 febbraio 2012

AutoClassica, buona la prima

Un tour al salone milanese di vetture d’epoca alla ricerca dell’eccellenza automobilistica italiana

AutoClassica, buona la prima

Alfa Romeo, Bianchi e Isotta Fraschini. E carrozzieri come Zagato, Castagna e Carrozzeria Touring. Aziende nel quale sono cresciuti personaggi del calibro di Enzo Ferrari ed Ettore Bugatti. Milano è fin dai primi anni del Novecento una delle culle della storia italiana dell’auto. Qui si è svolta la prima mostra di vetture nel 1901, da qui è partito il primo Giro d’Italia in automobile nel 1902 e nel Castello Sforzesco è stata ospitata la prima grande Esposizione Internazionale di veicoli. Una tradizione secolare rivissuta ad AutoClassica, il salone del veicolo d’epoca andato in scena dal 17 al 19 febbraio a Fiera Milano. Una rassegna alla prima edizione che non ha lasciato delusi gli appassionati dell’automobilismo storico.

LE REGINE DELLA RASSEGNA
A dominare la scena è la tradizione motoristica nostrana. Con alcuni esemplari di assoluto valore. A cominciare dalla “padrona” di casa, la Fiat Torpedo 2800 del 1939 di proprietà della Fondazione Fiera di Milano. Un modello costruito in soli 12 esemplari, con un valore stimato di oltre 250.000 euro e che per anni è stato il veicolo di rappresentanza di re e presidenti della Penisola. Sui loro sedili si sono seduti Vittorio Emanuele III, Hitler, Italo Balbo, Einaudi e, in tempi recenti, Carlo Azeglio Ciampi. A contenderle lo scettro di regina è l’Isotta Fraschini Tipo 8 esposta allo stand del CMAE, Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca. Una lussuosa Torpedo carrozzata Castagna nel 1923 con un prezioso 8 cilindri in linea da 6 litri che contribuì a rendere celebre nel mondo il marchio di Cesare Isotta e dei fratelli Faschini.

DALLA CASA DI ENZO AL TRIDENTE
Per gli amanti dei marchi sportivi nazionali gli stand “doc” sono quelli riservati a Ferrari e Maserati. La Casa di Maranello è rappresentata dal Museo Ferrari, dove a celebrare la festa per i 60 anni della serie 250 è una 250 GT SWB con un 12 cilindri di 3 litri da 280 CV, e dal Museo Casa Enzo Ferrari. Una nuova struttura (sarà inaugurata il 10 marzo) che sorge intorno alla casa natale di Modena e che narra le vicende dell’uomo, del corridore e del costruttore del Cavallino rampante.
A rappresentare il Tridente un trittico di fascino: una 6C 34 del 1934, monoposto da 270 CV condotta tra gli altri da Tazio Nuvolari e Achille Varzi, una Birdcage Tipo 61, una biposto degli anni Sessanta che nella sua versione aerodinamica superava i 300 km/h, e la classica Ghibli del 1966 disegnata da Giorgetto Giugiaro per la Ghia. Tra gli stand di Auto Classica si trovano pure altre supersportive “Made in Italy” d’eccezione. Prima tra tutte la Lamborghini 350 GT Superleggera di Touring esposta allo stand del carrozziere milanese.

I REGISTRI DI ALFA, FIAT E LANCIA
A rappresentare le vicende dei marchi dell’attuale Gruppo Fiat i tre Registri storici. Con quello Lancia dedicato a tre varianti scoperte che hanno fatto epoca: una Lambda Torpedo, considerato il primo capolavoro di Vincenzo Lancia che oggi compie 90 anni, la Astura Cabriolet del 1938 con capote elettrica appartenuta al Conte Gaetano Marzotto di Valdagno, e l’Aurelia B24 S Convertibile tipo America protagonista del celebre film “Il Sorpasso” di Dino Risi. Alla Fiat l’omaggio è tutto per la 508 Balilla, splendida ottantenne che arrivò a detenere il 46% del mercato interno nel 1936. Dei sei modelli presenti citiamola prima versione esposta nel 1932 al Salone di Milano, l’esemplare unico con carrozzeria spider di Castagna e la 508 Spider. Meglio nota come “Coppa d’Oro”, nome che si meritò dopo che nel 1934 conquistò i primi quattro posti di categoria al primo Giro Automobilistico d’Italia che assegnava vincitore la famosa Coppa d’Oro del Littorio. Grande festa allo stand del Registro Alfa Romeo che nel 2012 festeggia i primi 50 anni dalla fondazione. Insieme a quelli della Giulia e ai 40 anni di Alfetta e Alfasud. A commemorare le auto del Biscione è pure la Scuderia del Portello, che ha celebrato i propri 30 anni di attività agonistiche con il Trofeo del trentennale, la Premiazione dei Campioni Alfa Romeo e proiezione di un film commemorativo.

LE AUTO DEL BARONE E QUELLE DI CHAPRON
Tra i 163 espositori presenti altri stand di notevole valore sono quelli del Concorso d’Eleganza Barone Alberto Fianchetti e del Registro Italiano Auto Storiche Citroen. Nel primo si mostrano 13 vetture di sicuro impatto, dalla Fiat 509 A “Delfino” del 1926 alla Itala 55 Competizione del 1928, dalla Aston Martin Le Mans del 1933 all’Alfa Romeo 8C della Scuderia Ferrari del 1935, dalla Allard J2X del 1952 alla Ford GT40 Sbarro del 1984. Nel secondo l’omaggio è tutto per Henry Chapron, carrozziere che ha vestito alcune delle più belle auto del “double chevron”. Come i tre esemplari in mostra: una ID19 Cabriolet “Le Croisette” del 1959, una DS19 Coupé “Le Concorde” del 1964 ed una DS21 Cabriolet “Le Caddy” del 1966. Modelli che nel Dna hanno la firma di un altro genio italiano, Flaminio Bertoni. A completare la rassegna tanti altri club di marca e generici, gli stand di rivenditori e restauratori, le bancarelle di ricambi e dell’editoria specializzata e molte altre attrattive.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Eventi , auto storiche , anniversari

Nuovo commento 3 Commenti

1

Buona la prima?

Fra832

Pubblicato il 20/02/2012 alle 20:57

Un esposizione alquanto scadente, con le stesse auto riciclate dai soliti finti collezionisti, viste e riviste da ormai anni (già a Padova erano esposte col cartello "venduta"). Ferrari con 1 cm di polvere e ditate, per un "salone" che di salone non ha proprio nulla: esposizione buttata la come un campo di auto export, auto brutte, sporche, con le caratteristiche scritte a "gesso" sul parabrezza, posteggiate a 5 cm l'una dall'altra. Illuminazione inesistente. Tutto questo campo di nomadi per la modica cifra di 15 euro, più 15.50 per il posteggio. L'Italia dell'automobilismo si riconferma le sue qualità: incopetente e ladra. Andate a vedere "Geneve Classic", se volete vedere un salone di auto classiche. Basta con questi campi di nomadi all'italiana...

2

bella fiera

drew

Pubblicato il 22/02/2012 alle 15:48

Prima di visitare questa fiera avevo qualche perplessità nella sua riuscita perché temevo che la vicinanza con altre fiere di settore potesse ridurre la qualità degli espositori ma devo dire che mi sono dovuto ricredere. Il colpo d’occhio all’ingresso era veramente suggestivo, la presenza del museo Ferrari piuttosto che di Maserati mi hanno subito fatto capire che stavo per visitare qualcosa di nuovo. Veri e propri cimeli in mostra che probabilmente avrò la possibilità di rivedere soltanto in qualche concorso d’eleganza o in qualche museo. Molto ricca e interessante anche la parte dei commercianti con ottime auto, forse, come commentava Fra832, alcune erano riviste, ma devo dire che la maggior parte di esse erano veramente di ottimo livello (di polverose non ne ho viste). Sono rimasto anche piacevolmente sorpreso dalla loro disposizione, molti espositori avevano lasciato parecchio spazio tra le auto e questo ha agevolato la mia visita. Devo dire che mi avrebbe fatto piacere trovare qualche ricambista in più e fare un po’ meno coda per entrare, ma nel complesso ho visto veramente una bella fiera.

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Pensare che il bicarbonato possa arrcue un cancro risulta un po' assurdo:sarebbe come credere che l'acqua calda curi l'alzahimer! La cosa pif9 certa

Alondra

Pubblicato il 11/03/2012 alle 06:35

Pensare che il bicarbonato possa arrcue un cancro risulta un po' assurdo:sarebbe come credere che l'acqua calda curi l'alzahimer! La cosa pif9 certa e reale perf2 e8 che di persone guarite con metodi alternativi ce ne sono state diverse e sommate tutte assieme fanno un consistente nb0, cosec come tanti sono i malati guariti con la chemioterapia. Di pazienti che seguivano cure alternative ce ne sono stati molti che sono morti (sempre targati come morti perche8 seguivano metodi alternativi ), cosec come tanti sono morti mentre seguivano la chemioterapia (sempre targati come morti per cancro ). Perche8 in un primo caso la causa della morte e8 SEMPRE il metodo e nel secondo e8 SEMPRE la malattia? Perche8 in quasi un secolo di ricerche scientifiche si e8 sempre studiato solo la chemioterapia e non si sono cercati di analizzare scientificamente anche altri metodi? Perche8 continuare a fare la guerra a tutto cif2 che non e8 chemioterapia? Se la chemioterapia e8 veramente la via perche8 ancora tanti muoiono? ..Quando una persona e8 disperata .perche8 sa bene che al verdetto di tal malattia equivale un conto alla rovescia molto vicino perche8 non puf2 ritenersi libero di scegliere come curarsi? Perche8 non si studiano anche i metodi alternativi per valorizzare quelli che effettivamente servono e quelli che sono da mettere al bando? Perche8 tutti questi perche8 dietro ad una persona che chiede solo di vivere?

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