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Attualità

pubblicato il 20 febbraio 2012

Ponte sullo Stretto: è l’ora delle decisioni

Entro un mese, se ne saprà di più

Ponte sullo Stretto: è l’ora delle decisioni

Il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, intervenendo a un convegno sulle infrastrutture organizzato dalla fondazione Einaudi, è stato perentorio: "Sul Ponte di Messina contiamo di prendere una decisione entro un mese". Anche se, ha aggiunto, al momento, le priorità indicate dall'Unione europea sono i corridoi, ossia le grandi vie di comunicazione che collegano i vari Stati del Vecchio Continente.

SOLDI
Ciaccia ha ribadito che, per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto "si pone un problema di risorse, visto che al momento non c'è il concorso finanziario dell'Unione europea. Come dire: niente soldi dall'Ue, tocca fare da noi. Magari con l'intervento esterno di finanziatori di Paesi con ampia disponibilità di liquidi (Stati arabi, Cina, Russia)?. Intanto, Pietro Ciucci (amministratore unico dell'Anas e amministratore delegato della Società di Stretto Messina), a chi gli domandava quali siano gli sviluppi sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, ha risposto: "Io ho l'incarico di fare il Ponte. Mi rimetto a quello che decide il Governo, ma naturalmente sarei più contento di farlo. Abbiamo già avuto la valutazione di impatto ambientale favorevole sul progetto preliminare. A questo punto si fa una valutazione di ottemperanza per quanto riguarda il progetto non modificato. Lì dove abbiamo fatto varianti migliorative sulle opere a terra, richieste principalmente dagli enti locali, si fa una valutazione integrativa". Ma Ciucci ha pure sottolineato che "la Società ha già investito 300 milioni di euro".

LOMBARDO
Scende in campo, tramite suo blog, anche il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo: "Il Ponte sullo Stretto è un'opera alla quale non dobbiamo rinunciare. Se il Governo Monti, una volta superata la valutazione di impatto ambientale, dovesse dirci 'fuori dalle risorse pubbliche, promuovete una iniziativa per portare nelle casse della Società 1 o 2 miliardi di euro', io mi farei in quattro e girerei il mondo, a cominciare dalla Sicilia, per raccogliere la disponibilità di chi ci crede". Per poi aggiungere che è è pronto a mettermi in gioco in tal senso perché ha sentito troppa gente disposta a investire, anche piccole cifre, per partecipare a quel grande progetto di finanza che i privati stanno mettendo su: "Avremmo poi tutto il diritto, e anche il dovere, di chiedere a qualunque Governo per quale motivo, se si è spinto fino a questo punto il progetto e la realizzazione del Ponte, da un momento all'altro dovremmo fermarci e riprendere tra 5 o 10 anni". Per quanto riguarda il denaro pubblico, Lombardo è polemico, chiedendosi perché mai si dovrebbe negare una partecipazione pubblica di 1,5 o 2 miliardi di euro quando invece l'alta velocità che attraversa il nord del paese, la pianura Padana partendo dalla Val di Susa, costa 10 volte tanto. Il presidente della Sicilia reputa infine il Ponte sullo stretto di Messina un'opera straordinaria, che proietterebbe una luce positiva sulla Sicilia che anziché essere solo l'isola dei Gattopardi, della mafia e dell'inefficienza diventerebbe anche la terra della più straordinaria opera realizzata al mondo: una delle più grandi infrastrutture mai costruite con ricadute sul nostro turismo, sul mercato del lavoro, sull'intera economia siciliana.

IL PARTITO DEL NO
Chiaramente, si fa sentire anche chi è contrario al Ponte sullo Stretto, temendo infiltrazioni mafiose negli appalti, e reputando che ci siano altre priorità per la Sicilia e per la nazione tutta. Al Mezzogiorno in particolare - è la tesi del partito del no - servirebbero strutture e infrastrutture basilari e investimenti per la difesa idrogeologica.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , ponte sullo stretto , infrastrutture


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