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pubblicato il 17 febbraio 2012

Le operaie Fiat scrivono al ministro Fornero

Denunciato un trattamento discriminatorio per chi ha figli. Probabile un incontro

Le operaie Fiat scrivono al ministro Fornero

La polemica sociale a Pomigliano d'Arco (Napoli) non si placa. Nello stabilimento della nuova Panda, quello che per primo ha adottato la riforma contrattuale dettata da Torino, le lavoratrici sono "preoccupate" perchè - dicono - ci sono "elementi discriminatori contenuti nell'accordo separato del gruppo Fiat/Fiat Industrial del 13 dicembre 2011". Chi ha figli verrebbe penalizzato perché, avendo usufruito di permessi per la maternità o paternità, non avrebbe potuto maturare le 870 ore necessarie ad accedere al premio di produzione 2012. Per questo le lavoratrici iscritte alla Fiom-Cgil (la sigla che non ha mai aderito agli accordi con Fiat) hanno scritto ad Elsa Fornero, Ministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle Pari Opportunità.

La risposta è stata immediata: "La maternità obbligatoria è un diritto irrinunciabile, un principio di civiltà". Ora però bisogna vedere in che modo il ministro interverrà. In un comunicato stampa Laura Spezia, segretaria nazionale della Fiom-Cgil, ha detto di "considerare importante la risposta della ministra del Lavoro e delle Pari opportunità, Elsa Fornero, alla lettera aperta delle lavoratrici Fiat, anche perché conferma il fatto che l'accordo Fiat di primo livello viola la Costituzione, le leggi e il contratto nazionale. Ovviamente sarà molto importante che, in tempi rapidi, si svolga l'incontro con le lavoratrici Fiat anche perché si possa ulteriormente discutere e approfondire le altre richieste contenute nella lettera aperta - prosegue la nota -. La Fiom continuerà nelle sue azioni di contrasto e di denuncia per tutelare i diritti, la dignità e le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici". Di seguito riportiamo la lettera scritta alla Fornero:

Gentile Ministra Elsa Fornero,
riteniamo importante l'attenzione da Lei prestata a quanto denunciato nella nostra lettera aperta e la condivisione della nostra preoccupazione per gli elementi discriminatori contenuti nell'accordo separato del gruppo Fiat/Fiat Industrial del 13 dicembre 2011. Anche noi riteniamo le leggi che tutelano la maternità/paternità e la conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari diritti e principi di civiltà irrinunciabili, così come lo è il diritto all'integrità psicofisica e a non ammalarci a causa delle condizioni di lavoro. Purtroppo, come crediamo abbia avuto modo di verificare Lei stessa, nei suoi approfondimenti con FIAT, il rispetto di questi diritti e della dignità del lavoro non sono i principi ispiratori della gestione del personale e dell'organizzazione del lavoro dei nostri stabilimenti.
Per questo riteniamo necessario insistere perché, nonostante i suoi numerosi e pressanti impegni, fissi un incontro con noi su tutte le questioni sollevate nella lettera aperta. Sicure della sua attenzione e disponibilità, restiamo in attesa di una sua convocazione.


[Foto: direttanews.it]

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Tag: Attualità , produzione , lavoro , torino


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