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pubblicato il 16 febbraio 2012

Hyundai i30, lei vuol fare la tedesca

Pensata in Germania, sfida la Golf con stile, efficienza, qualità e prezzo

Hyundai i30, lei vuol fare la tedesca
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La Hyundai ci riprova con la i30 o - meglio - C riprova, alludendo al segmento cui appartiene e nel quale da sempre giganteggia l'immagine della Volkswagen Golf, seguita da Ford Focus e Opel Astra più altre sfidanti, principalmente francesi e giapponesi, che da sempre tentano invano di scalfire un dominio tedesco, molto spesso imitandone la formula. La nuova i30 fa la stessa cosa, anzi lo fa sapere a chiare lettere dicendo di essere pensata, disegnata e sviluppata a Russelsheim e costruita a Novosice, in Repubblica Ceca. Anche da questo si vede la convinzione di Hyundai che con quest'auto, così come con la i40, vuole entrare tra le 5 auto più vendute del segmento e rimarcare la consistenza della propria sfida ai mostri sacri dell'auto.

ORMAI LA FLUIDITÀ È DI CASA
Lunga 4,3 metri esatti, la i30 si allunga di soli 20 mm, si allarga di 5 mm e si abbassa di 10 mm fissando le quote di larghezza e altezza rispettivamente a 1.780 e 1.470 mm. Inalterato il passo di 2.650 mm, crescono le carreggiata anteriore di 24 mm e posteriore di 17 mm. Descritta così sembra quella di prima, in realtà la nuova i30 è totalmente diversa per il parabrezza, più avanzato, basso ed inclinato, ma soprattutto per lo stile che sposa in pieno la filosofia Fluidic Sculpture già vista su ix35, ix20 e i40. I passaruota ad arco, i gruppi ottici che delimitano il corpo della vettura e il taglio della coda danno origine ad un'auto dall'aspetto dinamico al quale non mancano l'efficienza (Cx di 0,30) e dettagli sofisticati come i fari a occhio di aquila, i LED diurni che disegnano due zigomi intorno ai fari di profondità e infine la tipica calandra esagonale, dominata al centro dal logo chiuso sopra e sotto da due lame singole o a coppie, a seconda dell'allestimento.

IL PUNTO DI VISTA INTERNO È TEDESCO
La lezione tedesca si vede soprattutto all'interno. Nero e metallo sono le tinte che detengono il monopolio insieme all'azzurro con il quale sono illuminati strumentazione e comandi, il tutto senza dimenticare il giusto equilibrio tra forma e funzione. Lo stile infatti non è hi-tech come quello di una Focus e neppure severo come quello di una Golf, ma il tutto è ordinato e facile da usare con una qualità sorprendente. E se uno esigente come Martin Winterkorn, presidente del gruppo Volkswagen, ebbe di ché arrabbiarsi al Salone di Francoforte di fronte a tutti con i suoi ingegneri quando esaminò la i30 per la prima volta, qualcosa vorrà pur dire... La plancia è morbida, montata con precisione e con una solidità che appare granitica. Basta poi premere qualche pulsante, manovrare le poche manopole o aprire e chiudere le portiere per ricevere sensazioni "robuste" e rassicuranti. In tanta cura del dettaglio spiccano mancanze che altrove sarebbero ampiamente tollerate come il rivestimento economico utilizzato per il brancardo e il bagagliaio e i comandi degli alzacristalli che non hanno lo stesso eccellente feeling di quelli che si trovano sul volante e sulla console.

L'ERGONOMIA TROVA SPAZIO
Ben studiato anche lo spazio interno. Sul tunnel, grazie anche al freno di stazionamento elettrico, c'è lo spazio per i portabicchieri, la chiave, e altri oggetti come il telecomando del garage e il telefonino. In più ci sono ben 2 prese, mentre sono a portata di mano la presa USB e del jack per i dispositivi esterni del sistema infotelematico con schermo a sfioramento da 7 pollici. C'è persino un vano chiuso a soffietto e il cassetto di fronte al passeggero inoltre si apre senza cadere sulle gambe. La capacità è cresciuta e così anche quella del bagagliaio - da 378 a 1.316 litri abbattendo lo schienale 40-60 - tra i migliori della categoria nel quale non mancano la presa di corrente, due pozzetti laterali, 4 ganci cromati sul pavimento e altri punti dove ancorare borse e altro. La soglia di accesso è non troppo alta, ma non molto protetta, con uno scalino leggero con il piano e il comando di apertura in una comoda feritoia tra portellone e paraurti. Il logo cromato invece nasconde un'altra chicca e basta innestare la retromarcia per accorgersene: si solleva a compasso scoprendo l'obiettivo della telecamera di parcheggio. Quanto ai passeggeri, l'accessibilità è migliorata e lo spazio per testa e spalle è cresciuto, e anche le gambe di chi sta dietro hanno maggiore libertà grazie a qualche mm in più e a un tunnel che emerge appena dal piano. Il divano posteriore ha una seduta lunga e, per essere perfetto, dovrebbe avere solo lo schienale leggermente più inclinato, ma davvero non ci si può lamentare. Comodi i sedili anteriori che, come il resto della selleria, possono essere rivestiti in tessuto, pelle/tessuto o pelle traforata. È arrivato il momento di provarla su strada.

POSTO GUIDA ED EFFICIENZA DA MANUALE
Facile trovare la giusta posizione con volante, pedaliera e leva del cambio ben disposti. L'avviamento a pulsante - optional - avviene solo con il pedale della frizione premuto. Sei le motorizzazioni presenti: tre a benzina (1.4 da 100 CV, 1.6 da 120 CV e 1.6 a iniezione diretta da 135 CV) e altrettante a gasolio (1.4 da 90 CV, 1.6 da 110 CV o 128 CV), tutti con distribuzione bialbero 16 valvole e cambio a 6 rapporti. Abbiamo provato il Diesel più potente che dichiara 4 litri/100 km e 104 g/km di CO2 mentre la versione da 110 CV - che dovrebbe essere la più venduta in Italia - ha la stessa coppia di 260 Nm e, con il pacchetto Blue Drive (stop&start, recupero dell'energia in rilascio e pneumatici a bassa resistenza di rotolamento), scende ai valori record rispettivamente di 3,7 litri/100 km e 97 g/km. Chi desidera l'automatico-sequenziale, sappia che è possibile averlo solo con i millesei e che il riposo del piede sinistro comporta un aggravio di 1.200 euro all'acquisto e poi sul conto carburante: dati di omologazione alla mano, si oscilla dal 9% del benzina al 37% del Diesel.

PIATTA E LISCIA, IN TUTTI I SENSI
Questo motore preferisce mostrare i suoi newtonmetri (260) piuttosto che i suoi tanti cavalli, nel senso che, pur avendo buone prestazioni (197 km/h, 0-100 km/h in 10,9 secondi), non è un mostro di aggressività e brillantezza, ma ha una fluidità e una disponibilità ai bassi regimi encomiabili, accompagnate da vibrazioni praticamente inesistenti e da qualche rombosità di scarico. Il cambio è fluido e preciso, con rapporti intermedi lunghi, ma ben scalati, una sesta da 2.600 giri/min a 130 km/h e una frizione non pesante, giusta per lunghezza a progressività. Convincono i freni e lo sterzo con Flex Steer, ovvero regolabile in tre gradi di assistenza (Normal, Comfort e Sport). Il comando è in ogni caso preciso e progressivo nella risposta, complemento ideale di un assetto anche questo "tedesco": dunque solido e sicuro, piatto ma preciso nel copiare le imperfezioni del manto stradale. Ne viene fuori una guida facile, riposante e confortevole, apprezzabile tanto per la compostezza sui curvoni veloci quanto per l'agilità nel misto dove, anche andando oltre le righe, è davvero difficile sentire stridere gli pneumatici o sentire le correzioni dell'elettronica. Disturbano invece un po' di più i montanti anteriori con la loro base, alquanto massiccia.

VETTURA INTERESSANTE, IL PREZZO PURE
La Hyundai i30 è un'automobile coerente, ben fatta e che punta al cuore del segmento, della quale è difficile innamorarsi, ma che ha tanti argomenti per convincere ed è pronta a dimostrarli su strada. Tra questi ci sono la famosa garanzia "Tripla 5" - 5 anni di garanzia a chilometraggio illimitato, 5 anni di assistenza stradale e 5 anni di controllo gratuiti - e anche il prezzo che parte da 16.300 euro per una gamma che prevede 3 allestimenti (Classic, Comfort e Style) con quello di accesso già completo di climatizzatore manuale, ESP con assistenza per la partenza in salita, Flex Steer, specchietti elettrici e persino le luci diurne a LED. A disposizione ci sono pochi optional singoli e alcuni pacchetti con i quali arricchire ulteriormente la vettura per il comfort, la sicurezza e l'estetica.

E QUESTO È SOLO L'INIZIO...
Per avere un'arma in più, la compatta coreana avrà presto una versione giardinetta CW che sarà presentata al prossimo Salone di Ginevra (8-18 marzo) e sarà caratterizzata, al contrario delle sue concorrenti, di una lunghezza superiore alla berlina di soli 30 mm. Previste poi altre motorizzazioni più prestanti e cambi più evoluti tra i quali un doppia frizione che sarà un'ulteriore evoluzione di quello che per ora è riservato solo al coupé Veloster. Queste ultime alternative saranno dedicate soprattutto alla prevista versione 3 porte che avrà uno stile e un carattere ben definiti e ancora più dinamici, come del resto fanno già da tempo Astra GTC, Megane e la cugina Kia pro_cee'd. Le vendite della 5 porte intanto partiranno nel fine settimana del 17 e 18 marzo con un listino che va da 16.300 a 23.700 euro. Che lo sappiano i clienti italiani, quelli che finora avrebbero comprato solo tedesco.

Scheda Versione

Hyundai i30 5 porte
Nome
i30 5 porte
Anno
2012 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Nicola Desiderio

Tag: Test , Hyundai , auto coreane


Listino Hyundai i30

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.4 MPI Classic anteriore benzina 100 1.4 5 € 16.700

LISTINO

1.4 CRDi Classic anteriore diesel 90 1.4 5 € 18.625

LISTINO

1.4 MPI Comfort Plus anteriore benzina 100 1.4 5 € 18.650

LISTINO

1.4 MPI Econext Comfort Plus anteriore GPL 97 1.4 5 € 20.600

LISTINO

1.6 CRDi Comfort Plus anteriore diesel 110 1.6 5 € 21.300

LISTINO

1.6 CRDi Comfort Plus A/T anteriore diesel 110 1.6 5 € 22.500

LISTINO

1.6 CRDi GO! BRASIL anteriore diesel 110 1.4 5 € 22.500

LISTINO

1.6 CRDi 128kW GO! BRASIL anteriore diesel 128 1.4 5 € 23.150

LISTINO

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