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pubblicato il 16 febbraio 2012

Gestione pneumatici fuori uso: inizio ok

Nei primi 4 mesi di gestione, Ecopneus ha centrato gli obiettivi

Gestione pneumatici fuori uso: inizio ok

Ricordate il "contributo ambientale" per il recupero degli pneumatici fuori uso? Quella che polemicamente venne definita ennesima tassa (anche se tale non è, visto che i soldi versati al momento dell'acquisto di uno pneumatico non vanno allo Stato): si tratta di denaro gestito da Ecopneus. Ossia da una società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale delle gomme fuori uso, creata dai principali Produttori di pneumatici. Adesso, sono arrivati i lusinghieri risultati dei primi mesi di operatività: 72.000 tonnellate raccolte e trattate dal 7 settembre al 31 dicembre 2011. Il che vuole dire obiettivo centrato e anzi superato, così come richiesto dal Decreto ministeriale 82 dell'11 aprile 2011.

I NUMERI
Un target raggiunto con oltre 20.000 punti di generazione di pneumatici a fine vita serviti, 31.000 richieste di prelievo, 21.500 missioni di automezzi effettuate, 90 imprese di raccolta, di cui 16 main contractor, 70 impianti di frantumazione e valorizzazione. Ma che succede al materiale raccolto? Viene avviato a frantumazione e quindi a recupero sia di materia sia di energia: di ogni passaggio Ecopneus è in grado di assicurare il monitoraggio, grazie a un sistema informatico che in tempo reale garantisce la tracciabilità di questi rifiuti fino all'invio agli impianti di recupero. Il fine ultima è far salire la quota di recupero di materia, riducendo l'incidenza, sul totale, del recupero energetico. "Il risultato che abbiamo raggiunto in pochissimi mesi - ha dichiarato Giovanni Corbetta, Direttore generale di Ecopneus - dimostra che esiste una parte di Italia che lavora bene e con impegno, che ha a cuore la tutela ambientale del nostro Paese e la salvaguardia della salute di ognuno di noi".

COSA DIVENTANO?
I prodotti che si possono ottenere dal trattamento delle gomme a fine vita variano in base alla tecnologia impiegata nel processo. Per la produzione di granulato di gomma e polverino la soluzione più diffusa è la macinazione meccanica: avvenendo a temperatura ambiente, facilita la lavorazione. In alternativa, granulato e polverino possono essere prodotti in ambienti a bassa temperatura (azoto liquido). E sono in corso di sviluppo modalità basate sulla granulazione con getti d'acqua ad altissima pressione.

FENOMENO IMPORTANTE
Per dare un'idea delle dimensioni del fenomeno, basi dire che ogni anno, in Italia, arrivano a fine vita 380.000 tonnellate di pneumatici: il 20% di questi (prima del Decreto di aprile 2011) veniva raccolto ed avviato ad impianti per il recupero del materiale, oltre il 50% finalizzato a recupero energetico e oltre il 25% si immetteva in circuiti non controllati, facendo sì che se ne perdessero le tracce. Grazie al sistema delineato dal Decreto, si è organizzata anche nel nostro Paese (siamo comunque in ritardo sul resto d'Europa) una gestione corretta degli pneumatici fuori uso. Infatti, se abbandonate,le gomme possono rappresentare un danno per l'ambiente e il paesaggio e un grave rischio per le popolazioni, in caso di incendio.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , pneumatici


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