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pubblicato il 15 febbraio 2012

Decreto liberalizzazioni: Rca, i dubbi del Garante

Il Garante della concorrenza ascoltato in Parlamento

Decreto liberalizzazioni: Rca, i dubbi del Garante

Mentre in Parlamento va in atto la guerra degli emendamenti al Decreto liberalizzazioni del Governo Monti, il Garante della concorrenza Giovanni Pitruzzella espone le proprie considerazioni al Senato. Per quanto riguarda le assicurazioni, uno dei punti più caldi dell'audizione dell'Autorità è la Rc auto.

TRE PREVENTIVI
In particolare, il Garante fa riferimento all'articolo 34, quello sull'obbligo di confronto delle tariffe Rc auto, in base al quale gli agenti assicurativi sono tenuti, prima della sottoscrizione del contratto, a informare il cliente sulla tariffa di tre Compagnie non appartenenti a medesimi Gruppi. Pena, una multa dell'Isvap (vigila sulle Assicurazioni) a carico della Compagnia che ha conferito il mandato all'agente, il quale risponde in solido con questo: fra 50.000 e 100.000 euro. La posizione di Pitruzzella è critica: la norma - spiega - è suscettibile di disincentivare il plurimandato, ossia lo sviluppo di reti di agenti con più contratti di agenzia e come tali in grado di offrire polizze di compagnie diverse con sconti e politiche commerciali in concorrenza. Al contrario, quella norma del Decreto liberalizzazioni - sostiene il Garante - incentiva il permanere di agenti monomandatari (quindi in esclusiva di fatto) che offrono il solo prodotto della Compagnia della quale sono agenti, dopo aver semplicemente scaricato (senza pertanto alcun vero confronto concorrenziale) le offerte già disponibili al pubblico su Internet di altre Compagnie.

DOV'È LA CONCORRENZA?
Risultato: non si innesca nessun processo competitivo, "che al contrario - è l'opinione dell'Autorità - può avvenire esclusivamente attraverso lo sviluppo di reti di agenti realmente plurimandatari, come tali in condizioni di comparare a vantaggio della domanda e delle sue esigenze la miglior polizza qualità/prezzo (ovvero rischi assicurati e contenuto polizza con tariffa)".

E SULLE MULTE...
Premettendo che il Garante apprezza i "contenuti pro‐concorrenziali e la spinta innovatrice che pervadono le misure introdotte nel Decreto Cresci Italia, resta però il problema sanzioni. L'Autorità parla di un "necessario innalzamento, fino a cinque milioni di euro, dei limiti edittali previsti per l'irrogazione delle sanzioni per violazione delle norme dettate in materia di tutela del consumatore". Il riferimento è soprattutto agli illeciti di maggiore gravità e durata: "L'esperienza applicativa ha dimostrato l'inadeguatezza, in termini di deterrenza e proporzionalità delle sanzioni, dei limiti edittali massimi di 500.000 euro e 150.000 euro, attualmente previsti, rispettivamente, in caso di violazione dei divieti normativi in materia di pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole e comparativa illecita e in caso di inottemperanza ai provvedimenti inibitori". E questo è un problema rilevante pure in ambito assicurativo: spesso, per Gruppi assicurativi che macinano utili elevatissimi, sanzioni di poche centinaia di migliaia di euro non paiono avere la forza deterrente necessaria.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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