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pubblicato il 10 febbraio 2012

Automobilista versus gelo siberiano

Vittime (e multe) anche fra chi va in auto: una mini guida anti freddo

Automobilista versus gelo siberiano

Neve da Nord a Sud. Questa non è un'ondata di freddo che arriva dalla Siberia, ma una battaglia che vede gli italiani fronteggiare un nemico subdolo e quanto mai insidioso dal nome "gelo". Protagonisti di questa lotta sono anche gli automobilisti: fra le quasi 60 vittime delle nevicate di febbraio, c'è pure una dozzina di guidatori, sorpresi, seppure con modalità diverse, dal maltempo.

DIFESE PERICOLOSE
C'è chi, a L'Aquila, si è addormentato in auto, col riscaldamento acceso per combattere la temperatura bassissima; il monossido di carbonio (unito ad altri veleni) è stato implacabile: morte per soffocamento nel sonno. In presenza di un'elevata concentrazione nell'aria inspirata, il monossido di carbonio viene assorbito rapidamente, formando un solido legame con l'emoglobina: così si limita la capacità di trasporto e di rilascio di ossigeno ai tessuti impedendo all'ossigeno di legarsi ai globuli rossi. Attenzione a sintomi quali nausea, vertigini, cefalea, confusione mentale, spasmi muscolari.

ABITACOLO FATALE
Altri (a Isernia) si sono barricati in macchina, in attesa che la bufera passasse: risultato, assideramento nell'abitacolo; e quando qualcuno s'è accorto che dentro c'era una persona, ormai era troppo tardi. Non si scherza con l'ipotermia, una condizione clinica in cui la temperatura corporea dell'individuo scende molto al di sotto del valore normale, ostacolandone il metabolismo. Meglio non sopravvalutarsi, e se possibile abbandonare la macchina per tempo. Occhio ai sintomi: brividi, pelle secca, battito cardiaco rallentato, forte sonnolenza.

CUORE MATTO
Massima cautela con gli sforzi fisici per spalare la neve, magari davanti al box auto, o per spingere una vettura che non vuole saperne di muoversi, dopo essersi "bloccata" nella fanghiglia. Si tenga presente che quelle azioni vengono compiute quando l'organismo è già in una condizione di forte stress; se poi si soffre da tempo di patologie di cui si è a conoscenza (alta pressione arteriosa, problemi al cuore, qualche malattia parzialmente invalidante), si deve procedere coi piedi di piombo. Quattro automobilisti sono stati colti da malore a causa di un sovraccarico a livello cardiocircolatorio. Fra l'altro, proprio a causa del maltempo, è altamente probabile che i soccorsi tardino.

GHIACCIO ASSASSINO
Fra le vittime, automobilisti traditi da lastre di ghiaccio, che magari si sono formate repentinamente sull'asfalto. Superfluo raccomandare, oltre all'uso di catene o gomme da neve, di procedere elevando la soglia d'attenzione.

SOLDI, NON MALORI
Segnaliamo anche un recente episodio, senza vittima per fortuna, che ha a che vedere con le abbondanti nevicate. Sul Grande raccordo anulare di Roma, una settimana fa, una coppia è stata costretta ad abbandonare la macchina in corsia d'emergenza: la neve e il ghiaccio impedivano al veicolo di procedere. Tornato un paio di giorni dopo sul Gra, il proprietario dell'auto s'è imbattuto in una pessima sorpresa: una multa di 500 euro (400 per macchina in corsia d'emergenza oltre le tre ore, e 100 per la rimozione forzata). Dura lex, sed lex. Che sia di monito anche in vista delle nevicate dei prossimi giorni: se si lascia per più di tre ore la vettura in corsia d'emergenza, si è a rischio verbale. Fra l'altro, l'elevato numero di telecamere presenti sui tratti di autostrade e tangenziali consente al gestore di controllare per quanto tempo il veicolo sia rimasto in sosta: la multa è difficilmente contestabile...

SCHEGGE IMPAZZITE
Per chiudere questa mini guida di difesa dell'automobilista contro il gelo siberiano, cautela se si rimuove neve o ghiaccio dai cristalli della macchina: occhio alle crepe che potreste causare, e che potrebbero addirittura trasformarsi in schegge per chi è in auto. Non usare il sale sul vetro. Non versare acqua bollente sul parabrezza né indirizzare il getto di aria calda sul vetro: è bene riscaldare il parabrezza lentamente. Non tentare di rompere lo strato di ghiaccio con oggetti appuntiti. Spray chimici per lo sbrinamento? Solo se non siano presenti piccole crepe.

Autore: Redazione

Tag: Attualità


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