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pubblicato il 9 febbraio 2012

P Zero Silver, la prova su strada in Spagna

Da da Jerez de la Frontera a Siviglia per testare le gomme arrivate dalla F1

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C'è un rebus da risolvere: è possibile prendere una Mercedes CLS o un'Audi A5, berline comode e spaziose, non certo delle super sportive e montargli delle gomme high performance? Questo non è un problema, ma se pretendete anche che quegli pneumatici vi assicurino una percorrenza maggiore a quella a cui siete stati abituati, senza pagare dazio in performance, beh allora la fascia di chi sa offrire questo servizio si stringe e di molto.

ANDALUSIA
Pirelli, per il lancio del P Zero Silver ha scelto le ondulate strade Andaluse, offrendoci il terreno ideale per trovare risposta alla nostra domanda, oltre che per scoprire magici scenari che cambiano come sfondi di quadri d'autore. Un percorso su strada da Jerez de la Frontera, dove abbiamo assistito al via dei test invernali di F.1, fino a Siviglia, e poi dal capoluogo andaluso al Circuito di Monteblanco con l'Audi A5. In pista c'è stata la scoperta della gomma su un tracciato bagnato artificialmente con un'agile Audi TT e, infine, sull'asciutto con la scattante Vw Scirocco ci siamo cimentati in un tratto rally cronometrato.

COCKTAIL DI MODELLI
Siccome la Casa milanese ha l'ambizione di diventare leader nel segmento Premium entro il 2015, il segreto è aprire il mercato dei prodotti di fascia alta a macchine che hanno anche la sportività nel loro DNA, ma che sappiano abbinare la durata, la lunga percorrenza alle prestazioni. Ecco perché nel test è venuto fuori un curioso cocktail di modelli (berline e coupé), in rappresentanza dei segmenti a cui il Silver si propone. Automobilisti che percorrono oltre 20 mila km l'anno e che cercano una serie di prodotti ad alta specializzazione. Una quadratura del cerchio non facile da trovare, perché i due aspetti sono stati sempre in antitesi: ora Pirelli cerca una convergenza dei due mondi. Pirelli con il Silver, quindi, ha l'ambizione di aprire una... strada: allungare la vita del P Zero fino al 20%, con un aumento di costo limitato al 5%. (il P Zero per le otto misure già disponibili del Silver parte da un prezzo di listino di 486 euro e arriva a 791 euro senza IVA). È interessante capire, quindi, se il piccolo aumento di prezzo è ripagato nel rapporto qualità/prezzo, con una durata maggiore del pneumatico, per cui alla fine si può ottenere un effettivo risparmio, senza mettere nel costo la maggiore sicurezza che al dunque eccome se conta! Le chiacchiere diventano fatti quando dalle parole si passa al test su strada.

DERIVATO DALLA F.1
Silver non è un nome scelto a caso: riprende la denominazione della copertura di F.1 con mescola dura, vale a dire quella che nei Gp è sottoposta agli stress maggiori: alte temperature, curvoni in appoggio con forti carichi laterali o circuiti con asfalti particolarmente abrasivi. L'esperienza di un anno di Circus è servita a raccogliere un'infinita quantità di informazioni che ha permesso ai tecnici della Casa della Bicocca di sfornare in soli sei mesi il P Zero Silver. Pneumatico che nasce specificatamente per il calettamento da 19 pollici (c'è anche una misura per il 20") e che avrà una fase di lancio in aprile di 50 mila pezzi, prima di definire quale sarà l'effettivo posizionamento di mercato, aggiungendo altri calettamenti alla gamma.

AUDI A5 TDI
Nel percorso urbano ci si destreggia con grande agilità, sebbene l'aumento dell'impronta a terra dovrebbe rendere il volante leggermente più duro. Niente di tutto questo e la direzionalità resta precisa. Uscendo dal centro di Siviglia si imbocca l'autostrada che conduce a Nord verso Huelva: l'asfalto spagnolo è rugoso, ma non si percepiscono eccessivi rumori di rotolamento, nonostante la maggiore superficie di contatto. Colpisce il fatto che si possano affrontare i tratti più sinuosi con un angolo di sterzo molto limitato, per cui la mescola bi-zona non viene sollecitata (dura all'interno e più morbida verso la spalla). Ed è facile sottolineare come l'unico "sottofondo" che si intona al diesel tre litri da 240 CV (176 Kw) sia il fruscio aerodinamico degli specchietti retrovisori. Il P Zero Silver consente una guida sportiva, ma non impegnativa, con contenuti di sicurezza di classe superiore.

MONTEBLANCO
L'autodromo di Monteblanco è un tracciato polifunzionale, ideale per i test, immerso in un habitat tipicamente andaluso: si adagia fra molli colline ricche di alberi di ulivo. Un vento gelido che soffia dall'Oceano, rende meno bucolico in primo mattino un circuito molto guidato con alcuni punti molto tecnici, che sanno esaltare le doti di vetture e gomme.

AUDI TT
Nel paddock lasciamo l'A5 e ci togliamo di dosso i panni del "commendatore" che corre in autostrada da una riunione all'altra. Saliamo sull'Audi TT 1800 TFI da 160 CV (118 Kw). E subito cambia lo scenario. È necessario indossare cuffia e casco. Ci aspetta una pista bagnata artificialmente con pozze di aquaplaning subito dopo le staccate più violente. Un tracciato di handling con un curvone in appoggio da quarta marcia che mette alla prova il coraggio di chi vuole provare qualche emozione.

BAGNATO
Il P Zero Silver in queste condizioni si esalta: è stato volutamente creato uno zig-zag con i birilli dove è consigliabile anticipare leggermente la manovra di inserimento nel transitorio per vedere la TT tenere una traiettoria corretta, senza troppa deriva. Insomma, bisogna fare i conti con un inizio di sottosterzo, ma basta rialzare un pelo il piede dal gas per riallineare la vettura sui binari voluti.

TRAIETTORIE DA ASCIUTTO
Il grip è superiore alle più rosee attese e anche la sensazione di sicurezza infonde una grande tranquillità nell'affrontare le altre insidie del tracciato, con i frequenti getti d'acqua a ricordare che il fondo è uniformemente bagnato. L'ultimo tratto della pista è un uncino che si apre in una lunga curva a destra dove si scaricano le marce dalla seconda alla quinta senza togliere il piede dall'acceleratore: l'Audi chiede strada e si può lasciarla scorrere per prendere velocità. Ci si può avventurare sui cordoli verniciati di bianco-rosso senza percepire improvvise perdite di aderenza. Sul rettilineo si "stacca" a soli 50 metri dalla sinistra che chiude e la frenata è precisa se si completa la manovra a ruote dritte. Il sottosterzo segnala che non si deve esagerare, ma il recupero di trazione è repentino, quasi immediato!

BI-MESCOLA
Il Silver, abbiamo detto, è un pneumatico bi-mescola: la parte interna e centrale serve al rotolamento con una mescola dura. Per un attimo immaginatevi al posto delle gomma, tante mani che con le dita si aggrappano all'asfalto con un movimento longitudinale al moto garantendo il grip e lo scarico dell'acqua fra un dito e l'altro. Sul dritto, quindi, su questa Pirelli lavora solo l'impasto più duro, sfruttando al meglio tutta l'impronta a terra.

LE MANINE
Non appena si sterza, figuratevi altre manine, questa volta con le dita che si aggrappano all'asfalto con un angolo che è quello di sterzo: l'azione combinata delle due forze porta a disegnare una traiettoria quasi da asciutto anche sul bagnato. In curva, infatti, entra in azione la mescola morbida che caratterizza la spalla e l'aumento di grip gli permette di lottare con l'inerzia della vettura che innescherebbe il rollio.

VW SCIROCCO
Le Pirelli, quindi, non sfidano le leggi della fisica, ma le esaltano. Lasciamo la TT che sgocciola e ci dirigiamo nella pit lane di Monteblanco: il corpo dei box sembra la facciata di una plaza de toros. Sul rettilineo troviamo due Volkswagen Scirocco, una con il cambio manuale e l'altra con il DSG a palette sul volante nella versione 2 litri TFSI da 211 CV (160 Kw).

SCORREVOLEZZA
Ci fanno fare tre passaggi cronometrati in una sezione di pista molto tecnica che alterna chicane a curvoni in appoggio raccordate da brevi allunghi: con la Scirocco manuale si imparano le traiettorie e i punti di frenata nella speranza di migliorare la propria prestazione con la versione sequenziale. Nei curvoni lunghi e veloci è meglio cercare la scorrevolezza della Silver, senza impegnare troppo angolo di sterzo, mentre nelle chicane e in generale nello stretto conviene percorrere meno strada possibile, perché la spalla fa sempre il suo dovere.

STACCATA SUPER
L'azione combinata del bi-mescola è tale che si mette in crisi la gestione elettronica della cambiata: si può osare la frenata molto oltre i "parametri" che consentono alla trasmissione di accettare una scalata di marcia, per cui si scopre che non conviene esasperare la staccata, perché a protestare non sono quelle cose tonde e nere, ma la centralina che gestisce l'elettronica (certamente tarata in modo più soft per evitare che i giornalisti possano fare guai!).

QUADRATURA DEL CERCHIO
Concludendo: abbiamo trovato una risposta convincente alla domanda iniziale. Con le gomme derivate dalla F.1 (prototipazione e simulazione sono frutto delle esperienze di Pirelli da mono-fornitore nei Gp) ora è possibile sommare buone prestazioni a un 20% di durata in più (le coperture a fine giornata non erano ancora da buttare via nonostante siano state maltrattate brutalmente in pista). La Casa milanese, che crede nell'innovazione e investe nella ricerca, ha tracciato nuova strada, tutta da percorrere...

Autore: Franco Nugnes

Tag: Test , pneumatici


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