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pubblicato il 9 febbraio 2012

Rc auto: la lotta dei carrozzieri in Parlamento

Decreto liberalizzazioni: i carrozzieri indipendenti contro il risarcimento in forma specifica

Rc auto: la lotta dei carrozzieri in Parlamento

Decreto liberalizzazioni: va in onda la battaglia degli emendamenti in Parlamento. Ogni parte interessata al propone cioè modifiche da apportare al testo, per la conversione in Legge, con la Rc auto che rappresenta uno degli argomenti più caldi e controversi. In particolare, i carrozzieri indipendenti (la Cna, Confederazione nazionale dell'artigianato) propongono di rimuovere la disposizione in materia di risarcimento in forma specifica di cui al comma 2 dell'articolo 29 del Decreto "Cresci Italia". Sulla base della norma l'assicurato che, ai fini del risarcimento del danno subìto, intende utilizzare la forma del risarcimento per equivalente (il denaro, insomma) come previsto dal Codice civile, si vedrà decurtato del 30% il risarcimento. Se invece il cliente si rivolge a una carrozzeria convenzionata con la Compagnia, il rimborso è del 100%. E qui i carrozzieri indipendenti puntano i piedi.

TRA TEORIA E REALTÀ
Tale disposizione - sostengono i carrozzieri indipendenti - appare incoerente con i princìpi ispiratori del Decreto liberalizzazioni: sembra alterare la libera concorrenza nel mercato dell'autoriparazione, limitando al contempo la libertà di scelta dell'assicurato. È vero che, formalmente, è mantenuta la facoltatività della forma specifica, ma viene introdotta una pesante penalizzazione (il 30% in meno del risarcimento) per chi non intende utilizzare tale istituto e preferisce rivolgersi al carrozziere di fiducia e non a quello convenzionato con la Compagnia. Questo, di fatto, rende obbligatorio il risarcimento in forma specifica.

INDENNIZZO DIRETTO
Altro problema evidenziato dai carrozzieri indipendenti: col risarcimento in forma specifica sostanzialmente inevitabile, il Decreto liberalizzazioni aggira quanto stabilito dalla Corte costituzionale con sentenza 180 del 19 giugno 2009, dove veniva confermato che il sistema del risarcimento diretto (l'indennizzo da parte della propria Compagnia) è facoltativo. Cioè un'alternativa rispetto al sistema tradizionale (risarcimento corrisposto dall'Assicurazione del responsabile del sinistro).

PAROLA ALL'ANTITRUST
I carrozzieri indipendenti sottolineano che, nei contratti Rc auto con la "forma specifica", c'è l'obbligo di recarsi solo nelle carrozzerie convenzionate. Ecco un'altra nota dolente: l'Antitrust (in sede di audizione al Senato il 29 settembre 2010) fece notare un'incongruenza: tutto questo, se posto "in essere da un ristretto numero di Imprese assicurative che detengono un'elevata quota di mercato complessiva (condizione che rispecchia esattamente la situazione del mercato assicurativo nel nostro Paese), può presentare problemi sotto il profilo concorrenziale soprattutto nei rapporti con le Imprese di riparazione: proposte di convenzioni, irragionevolmente selettive, potrebbero causare pregiudizi a quelle Imprese di auto riparazione escluse dalle convenzioni. Nei confronti dei consumatori, invece, il pregiudizio si sostanzia nella perdita di possibilità di scelta dell'autoriparatore di fiducia".

QUALI NUMERI
In Italia, esistono 17.000 Imprese di carrozzeria e meno di un terzo ha rapporti di convenzione con le Compagnie. Ergo, due terzi di questo sistema di impresa ha scelto l'indipendenza imprenditoriale e intende operare nel mercato in aperta e leale concorrenza. Ma con il Decreto liberalizzazioni, la loro esistenza è a rischio.

TARIFFE RCA
Dopodiché, i carrozzieri indipendenti argomentano la proposta di emendamento con dati precisi. Fatto 100 il costo medio di un sinistro, il 65% è imputabile ai risarcimenti per il danno fisico, il 25% serve a coprire alcuni costi fissi e indiretti delle Compagnie (non collegabili ai singoli sinistri) e solo il 10% copre il puro costo della riparazione. Quest'ultimo, per il 60% è imputabile al prezzo dei ricambi, e il 40% riguarda la manodopera delle carrozzerie: poco. Pertanto, secondo i carrozzieri, se l'obiettivo è quello di ridurre i costi dei sinistri, e quindi le tariffe Rca, si deve agire in altre direzioni. Ora la palla passa ai parlamentari, con le inevitabili pressioni delle lobby (ci sono interessi enormi in gioco), attività peraltro perfettamente lecita.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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