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pubblicato il 7 febbraio 2012

Rc auto, lo straniero paga di più: ingiusto?

Infuria la polemica sulle Rca degli stranieri, molto care

Rc auto, lo straniero paga di più: ingiusto?

L'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) della presidenza del Consiglio le chiama polizze etniche: Rc auto più costose per gli stranieri, in particolare romeni e polacchi. Un fenomeno che riguarderebbe un quarto delle Compagnie e che l'Unar denuncia a gran voce: "La problematica, relativa a un ambito particolarmente complesso come quello delle assicurazioni auto, è nata da segnalazioni ricevute dal contact center dell'Unar da parte di cittadini stranieri che hanno lamentato premi assicurativi differenziali in relazione alla cittadinanza". In sostanza, a parità di altre caratteristiche (come residenza, età, classe di merito, auto), il solo fatto di essere stranieri comporta un rincaro della Rca.

MOTIVI SEMPLICI
Che cosa c'è alla base della scelta delle Assicurazioni? L'ufficio antidiscriminazioni ha aperto un tavolo tecnico con ANIA (la Confindustria delle Assicurazioni) e Isvap (vigila sulle Compagnie) per lo studio del fenomeno. Dall'analisi conclusiva dell'Isvap, è emerso che il 25% del campione applica premi assicurativi maggiorati in relazione alla nazionalità. Ed ecco la risposta dell'ANIA: le Imprese che hanno adottato il parametro del rischio legato alla nazionalità ai fini delle rispettive tariffazioni, si sono avvalse di dati interni aziendali, perché non esiste un'analisi associativa in merito. Quindi se, in base alle statistiche di una Compagnia, emerge che gli automobilisti di una certa nazionalità causano più incidenti, il cliente di quella nazionalità si vedrà offrire una Rca più costosa. Maggiore il rischio incidenti e più salata la tariffa. "L'ANIA - spiega l'UNAR - ha sempre ribadito che la differenziazione tariffaria in base alla nazionalità non ha mai avuto un obiettivo discriminatorio". Zero razzismo, insomma: solo freddi numeri, semplicemente.

SEGNALETICA
Stanto all'UNAR, fra le Compagnie interpellate, una ha motivato le tariffe differenziate con la segnaletica stradale diversa nel Paese di origine dello straniero, rispetto a quella italiana. Idem per abitudini di guida, densità di traffico e viabilità. Un'altra Compagnia ha precisato che "ai fini della formazione della tariffa vengono presi in considerazione una serie di fattori tra i quali la cittadinanza, ma non la nazionalità".

COSA CHIEDE L'UNAR
L'Ufficio antidiscriminazioni raccomanda di mantenere ferma l'attenzione sulle situazioni segnalate, evitando un comportamento discriminatorio. L'auspicio è che "tutte le Compagnie offrano la stipula dei contratti Rc auto applicando ai contraenti con cittadinanza non italiana le medesime tariffe previste, a parità di ogni altra condizione, per i cittadini italiani, e comunque tariffe indipendenti dalla cittadinanza dei richiedenti". Non solo: "Un trattamento di sfavore per il non cittadino potrebbe apparire come una deroga a un principio di parità posto a tutela di un valore fondamentale della persona umana".

DUBBI
Ma la domanda che è lecito porsi è: davvero una Rca più costosa per un automobilista straniero rappresenta una deroga al principio di parità? Allora, ragionando in questo modo (senza che si voglia difendere l'operato delle Assicurazioni, da noi criticate in altre occasioni), anche un automobilista del Sud Italia può considerarsi discriminato: a Napoli, si pagano 7.000 euro l'anno di Rca, in certi casi.

CAPRO ESPIATORIO?
Ci va giù ancora più pesante Filippo Miraglia, responsabile Immigrazione Arci (Associazione ricreativa e culturale italiana): "Modificare i prezzi in nome di rischi inesistenti dimostra ancora una volta che il senso comune negativo diffuso in Italia sugli immigrati consente non solo di usarli come capro espiatorio ogni volta che c'è un problema, ma anche di sfruttarli chiedendo sovrapprezzi".

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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