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pubblicato il 6 febbraio 2012

Rc auto, Decreto liberalizzazioni: cosa deciderà il Parlamento?

Il futuro della Rca in mano a Camera e Senato

Rc auto, Decreto liberalizzazioni: cosa deciderà il Parlamento?

Col Decreto liberalizzazioni del 24 gennaio scorso, per il futuro della Rc auto s'è aperta una partita importantissima, che adesso prosegue in Parlamento: se Camera e Senato daranno l'ok, le nuove norme (sono già in vigore) diverranno Legge. Ma si tratta di regole che fanno discutere, e la stessa ANIA (la Confindustria delle Assicurazioni) ha già tenuto a fare numerose precisazioni durante un'audizione al Senato.

IL 30% IN MENO
In alternativa ai risarcimenti "normali", le Compagnie possono offrire, nel caso di danni a cose, il rimborso in forma specifica: se c'è la garanzia sulle riparazioni, di validità non inferiore ai due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria, il risarcimento monetario è ridotto del 30%. In teoria, la disposizione pare diretta a introdurre meccanismi di efficienza economica nella riparazione dei veicoli, incentivando il modello della riparazione da eseguirsi a cura dell'Assicurazione senza anticipo di somme di denaro da parte dei danneggiati. In realtà, i carrozzieri indipendenti temono di scomparire: la norma favorirebbe solo i carrozzieri convenzionati con le Compagnie, visto che unicamente in quel caso ci sarebbe il rimborso al 100%. Anche l'ANIA, comunque, ritiene che l'attuale testo sia impreciso nella parte in cui regola gli effetti del rifiuto del risarcimento in forma specifica da parte del danneggiato: in particolare, non conterrebbe un riferimento cui applicare la riduzione del 30%. Ci penserà il Parlamento a colmare questa lacuna? O addirittura deciderà di non approvare una regola così rivoluzionaria per la Rca?

SCATOLA NERA
Il Decreto liberalizzazioni dispone la progressiva dematerializzazione dei contrassegni e la sostituzione o integrazione con sistemi elettronici o telematici, anche in collegamento con banche dati. Il controllo potrà avvenire anche grazie ad autovelox, Tutor e telecamere di ingresso nelle Zone a traffico limitato. Ma soprattutto il Decreto preme per la scatola nera da installare sulle auto. E qui la materia scotta. Infatti, la questione verte sul costo della scatola nera: chi si accollerà le spese per l'installazione? E per la disinstallazione? E per il servizio di monitoraggio? Attenzione, la stessa Ania s'è affrettata a chiarire: "La questione dei costi associati all'installazione della scatola nera, al suo smontaggio (per cambio macchina o fine del contratto) e al servizio di monitoraggio del veicolo è assai rilevante, perché i costi complessivi sono piuttosto elevati e devono pertanto trovare un ragionevole equilibrio nell'ambito del rapporto Compagnie/clienti, in modo da consentire effettivi vantaggi agli assicurati sul versante della riduzione tariffaria Rc auto ottenibile rispetto a contratti tradizionali". Vedremo se il Parlamento vorrà inserire qualche specifica nel Decreto. E poi, quale sarà lo sconto effettivo per l'automobilista?

ISPEZIONE: TUTTO DA VALUTARE
Ancora più intricata la norma che dà la possibilità alle Assicurazioni di ispezionare il veicolo prima di rilasciare la Rc auto, per formulare tariffe su misura per il cliente. In sostanza, pare di capire che, meno la macchina è a rischio incidente, meno cara sarà la Rca. Tuttavia, resta da capire il costo dell'ispezione stessa da chi sarà sopportato: se dalla Compagnia, allora lo sconto dovrà assorbire anche il costo dell'ispezione. Altrimenti, la norma non avrebbe senso.

TRUFFE
Per i sinistri con soli danni a cose, il Decreto liberalizzazioni prevede che, al fine di consentire l'ispezione diretta ad accertare l'entità dei danni, le cose danneggiate siano messe a disposizione per l'accertamento per cinque giorni consecutivi non festivi, decorrenti dal giorno di ricevimento della richiesta di risarcimento da parte dell'assicuratore. Il danneggiato può procedere alla riparazione delle cose danneggiate solo trascorso quel termine. La Compagnia può non procedere all'offerta di risarcimento qualora emergano dalla "banca dati sinistri" almeno due parametri di significatività con riferimento ai soggetti o ai veicoli indicativi di possibili fenomeni fraudolenti.

TRE PREVENTIVI
Fra le nome del Decreto liberalizzazioni che più hanno suscitato polemiche c'è quella "dei tre preventivi": gli agenti assicuratori devono informare il cliente sulle tariffe e le condizioni contrattuali proposte da almeno tre Compagnie non appartenenti agli stessi Gruppi. In caso di inosservanza dell'obbligo, è disposta la nullità del contratto e l'irrogazione di sanzioni fra 50.000 e 100.000 euro. Dura la reazione dello Sna, Sindacato agenti. Il quale ritiene sia improbabile che un agente offra prezzi di concorrenti più bassi del proprio: sarebbe stato opportuno il plurimandato, ossia la possibilità di rappresentare più Assicurazioni, per metterle davvero in competizione fra loro. Per non parlare della multa: basta una disattenzione dell'agente per metterlo sul lastrico. Il Parlamento confermerà sia la norma sia la sanzione?

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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