Mercato

pubblicato il 3 febbraio 2012

Ford EcoBoost 1.0, al via la produzione

Messo in funzione lo stabilimento tedesco di Saarlouis

Ford EcoBoost 1.0, al via la produzione

E' iniziata oggi a Colonia, in Germania la produzione della nuova Ford Focus EcoBoost 1.0, equipaggiata con il nuovo 3 cilindri turbo a benzina proposto in due differenti versioni: la prima sviluppa 100 CV e dichiara un consumo medio di 4,8 litri/100 km e 109 g/km di CO2, mentre la variante da 125 CV sale a 5 litri/100 km ed emissioni di 114 g/km di CO2. Nel Regno Unito, dove è già iniziata la commercializzazione, Il listino della Focus vede il nuovo motore posizionarsi 299 euro sopra il 4 cilindri 1.6 Zetec aspirato da 125 CV.

Motori come il 1.0 turbo EcoBoost rappresentano bene l’evoluzione attraversata negli anni dall’industria motoristica. Prendendo d’esempio proprio la Ford, il motore della Model T - la prima vettura prodotta in serie utilizzando la tecnica della catena di montaggio del 1908 - aveva infatti una cilindrata di 2.9 litri, consumava 11,3 litri/100km e disponeva di 20 CV. Un esempio più recente è rappresentato dal motore a benzina della Fiesta del 1976, di cilindrata simile all'unità della nuova Focus, che però possiede il 64% in più di potenza e il 38% in meno per quanto riguarda i consumi.

Nuovo commento 16 Commenti

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Ma'che bravi quelli della Ford!!

007

Pubblicato il 04/02/2012 alle 10:46

Continuano a investire in Germania e allo stesso momento il suo rappresentante in Italia, chiede gli incentivi di vendita al nostro governo !! Da questa gente,che vuole solo vendere e non investire nel nostro paese,non ci comprerei nemmeno una bicicletta!ci prendono in giro! Loro hanno solo fortuna di trovare tanti italioti complessati di cartapesta,che per loro orgoglio nazionale e' una parola sconosciuta.

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siete in ritardo...

caesar

Pubblicato il 04/02/2012 alle 10:55

siete in ritardo...

3

@007

John

Pubblicato il 04/02/2012 alle 12:22

Perchè il nostro governo non convoca costruttori non nazionali per proporre degli incentivi per farli venire in Italia? La Serbia lo fa benissimo con la Fiat, tra l'altro Ford non è una casa tedesca, eppure investe in Germania dove il lavoro costa di più che in Italia (operaio a 2500 euro netti)... La domanda da farsi non è "perchè stup*di italiani comprano le auto della Ford se questa investe in Germania" ma è "perchè altre case automobilistiche non vogliono venire in Italia?"... penso che la risposta non sia da cercare tra la non volontà degli operai italiani, il loro costo eccessivo (1000 euro netti al mese... sic)... il problema è storico, Fiat ha fatto il padrone per anni con gli Agnelli infilati in tutti i livelli politici, blindando l'Italia all'unica azienda automobilistica che opera in Italia, e che oggi minaccia di lasciare l'Italia perchè un paese di me*da e perchè gli "agnelli" si sono trasformati in "cani"... riflettiamo su questo.... se io fossi Monti, una delle prime cose che farei per accrescere il lavoro in Italia è cercare di capire cosa potenzialmente chiedono imprese estere per venire in Italia a produrre e poi insieme a loro cercare di individuare cosa si può dare e cosa no (scopriremo che l'articolo 18 è l'ultimo dei nostri problemi?)... questa è la vera liberalizzazione che finora non c'è mai stata. La causa di tutti i mali italiani! Ciao

4

@John

Arcady80

Pubblicato il 04/02/2012 alle 12:47

ti quoto in pieno, hai centrato pienamente il problema! Qui in Italia confondiamo il Made in Italy con il concetto di italianità di una azienda, penalizzando quelle straniere. Ma quando arriva una Fiat 500 subito pensiamo sia Made in Italy ma di italiano non ha nulla!

5

x Arcady

Alex

Pubblicato il 04/02/2012 alle 13:32

ma di italiano non ha nulla!.....e per fortuna aggiungerei! guarda caso il top dell'affidabilità fiat è rappresentato da 500 e Panda modello uscente, non è un caso che siano le piu vendute! Possiedo una evo prodotta a Mirafiori, con motore e cambio prodotti a pratola serra (AV). la macchina si smonta dopo 1 anno di vita, scricchiola, anche se per fortuna in modo non eccessivo. fortunatamente il reparto meccanico dell'auto è perfetto, dato che è prodotto nel migliore stabilimento al mondo. Questo sta a significare che finche il made in italy è rappresentato dall'eccellenza, come quello di Pratola Serra, allora il tuo discorso ha un senso. Ma se questo è rappresentato dall'inefficienza e inoperosità italiana di Pomigliano, Termini Imerese, Mirafiori, ecc. dove si sentono solo scioperi, e battagli di sindacati, allora si che la Fiat vuole scappare dall'Italia. Il problema dell'italia, e degli investimenti in italia, sono i lavoratori e i sindacati; ed è facile notarlo quando, appena la fiat è uscita da confindustria e ha fatto firmare un contratto unico tutto suo, sono arrivati gli investimenti pesanti nel nostro paese (Nuova Panda).

6

i costruttori stranieri...

007

Pubblicato il 04/02/2012 alle 13:36

E'vero,i costruttori stranieri in Italia , non vengono e non verranno mai in Italia a investire,anche se a questi dassimo anche incentivi miliardari.(li incassano anche negli altri paesi)Loro sono abituati a che fare con : governi e sindacati non alla frutta come i nostri,che la parola Serieta',non sanno nemmeno cosa vuol dire ! A proposito della cinquecento :solo in Italia si fanno queste distinzioni.andate allora in Germania,e vedrette che loro,del fatto che i Suv della MB,BMW,VW sono costruiti fuori dalla Germania ,i motori V8,V10 dell'Audi e Lamborghini vengono costruiti in Ungheria. in pratica il 60 per cento della produzione automobilistica tedesca e prodotta fuori dalla Germania !! l'importante per loro e',che sia una marca tedesca.

7

@5 e @6

John

Pubblicato il 04/02/2012 alle 14:10

per Alex, volevo solo informarti che la tua Punto Evo è costruita a Melfi, in Basilicata, a Mirafiori attualmente si fa solo la MiTo. A parte questo, la qualità del prodotto che esce dalla linea di montaggio non è da imputare agli operatori che assemblano il prodotto, ma a tutta la progettazione dello stesso prodotto che parte dal concept su un pezzo di carta fino alla definizione delle politiche industriali per produrlo, se la tua auto cade a pezzi non è colpa dell'operaio che ha assemblato il cruscotto appoggiandolo alla scossa con la strumentazione della linea e usando sempre i medesimi strumenti per fissarlo in non più di 60 secondi. L'operaio in linea è un robot che deve fare una piccolissima operazione che sommate a tutte le altre piccolissime degli altri operai portano ad avere una vettura intera a fine linea. Se il prodotto che esce dallo stabilimento ha una scarsa qualità non è colpa degli operai ma di chi ha progettato e messo in piedi il processo industriale di produzione che va dagli strumenti usati, ai tempi di montaggio, alle operazioni che deve fare il singolo operaio etc etc... se la tua punto evo internamente ha cominciato a smontarsi una delle cause può essere la qualità dei materiali usati, che non sono decisi dagli operai.... spero tu abbia capito cosa voglio dire.... la Lancia Y di termini imerese era molto affidabile per la semplice e collaudata meccanica ed in più era costosa da produrre perchè la qualità dei materiali usati era migliore da quelle delle FIAT, era pur sempre una Lancia che doveva fare la differenza, e la Y precedente ha tenuto per 10 anni, come la 147 che aveva interni con plastiche di qualità (10 anni fa morbide al tatto cosa che la Giulietta non ha più), tutti elementi che costano di più al costruttore. FIAT a differenza degli altri costruttori non ha mai curato il vestito della meccanica e storicamente tutti siamo convinti che queste si smontano per strada... magari non rimarrai mai a piedi (la vecchia FIAT UNO DS era un mulo! ma andavi senza sedili a momenti)... Per 007 invece, i tedeschi non hanno problemi nel scegliere una VW fatta in Slovenia... perchè la VW cmq satura tutti i suoi impianti nazionali, mantiene un'alta immagine radicata nella Germania e non decanta mai il suo prodotto come made in Germany, semmai senti parlare di qualità tedesca indipendentemente da dove viene assemblata... noi possiamo dire lo stesso di Fiat? Qualità Italiana? Personalmente a me importa poco se ci sarà FIAT o meno, l'importante è che l'Italia abbia un'industria manifatturiera automobilistica, che venga Ford, VW, GM, PSA, Renault, Toyota e chi altro a costruire automobili o parti di essa. Sono convinto che un'impianto di produzione VW in Italia, garantirà lo stesso standard qualitativo di un impianto localizzato in Germania e di uno localizzato in Repubblica Ceca! Apriamo la mente, compriamo ciò che viene prodotto in Italia e non ciò che pensiamo possa essere italiano. PS FIAT in Italia si è affossata da sola con le operazioni Freemont e Lancia Thema (a Torino si vedono pochissime Freemont e senz'altro sono quelle dei dirigenti obbligati dall'azienda a portarle a spasso e zero Thema!!!)

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Bah...

Micio

Pubblicato il 04/02/2012 alle 15:13

Io di Freemont ne vedo in giro e non abito a torino...mentre di Thema no ovviamente, ma dubito che in questo periodo si vendono auto di quel tipo. Qualità italiana - qualità tedesca...la qualità non ha bandiera. Se nessuno viene a investire in Italia non è solo un problema di operai, ma anche di altri costi come il costo dell'energia...come il costo del trasporto delle merci...il costo dei servizi...le tasse...la flessibilità nel licenziare. Si parla tanto di art. 18 ma perchè, perchè un'azienda non può licenziare facilmente un dipendente che appena lo licenzi lui si aggrappa al giudice che è uno che si trova per caso a decidere se il licenziamento è legittimo o illegittimo e più delle volte è considerato illegittimo (perchè?) 4 operai di una fabbrica da 1000 persone bloccano la produzione con uno sciopero - boicottaggio improvvisato, c'è un danno per l'azienda, l'azienda licenzia i 4 e il giudice considera il licenziamento illegittimo.

9

Sogni a occhi aperti?

007

Pubblicato il 04/02/2012 alle 15:19

....Che venga ,Ford,VW,GM,PSA,Renault,Toyota ...a costruire inItalia...ecc.Sai cosa dico?prima che succeda una cosa cosi',puoi aspettare la fine del mondo! Loro,oltre non venire in Italia a produrrere auto, ci vogliono anche prendere in giro ,con le loro pretese riguardanti i premi di rottamazione ecc !! a noi ci manca solo,che anche i Vu'Cumpra',che in tutto il paese,vendono merce taroccata e tutte le loro altre porcherie (Cinesi ?)chiedano anche loro un incentivo per tutto lo schifo che vendono!! ,

10

Non vengono xkè tra scioperei degli operai e dei trasportatori la produzione si ferma...

AndreaSZ

Pubblicato il 04/02/2012 alle 15:26

....troppo spesso. I salari più alti che in Ungheria e Repubblica Ceca è un problema marginale, se gli impianti fossero efficienti con tutto il sistema basterebbero quattro accordi con Regioni o Governo per vedere un paio di stabilimenti non Fiat in Italia. Infatti il costo della manodopera non è stato un problema per i Giapponesi in Inghilterra o per Volvo in Olanda. Voglio anche allacciarmi al post1. Dipendesse da me i prossimi incentivi li imposterei diversamente dal solito, farei qualcosa di più protezionistico, ma purtroppo ciò solleverebbe polemiche e soprattutto credo che andrebbe contro le regole UE. Ma due anni fa, mentre il Governo Italiano dava incentivi alle vendite, quindi a tutte le concessionarie e quindi a tutti vari marchi, altrove in Europa, particament eovunque, i Governi, compreso quello tedesco, versava liquidità direttamente nelle tasche dei produttori locali. Se propio si hanno dei soldi disponibili per qualche incentivo, incentiviamo il Made in Italy ed il lavoro in Italia. Chi disloca o chi produce già all'estero può anche rimanere a bocca asciutta. La Crisi è Crisi, bisogna essere di larghe vedute e lungimiranti ma i sostegni temporanei fatti a spesa degli italiani che siano al 100% per l'Italia.

11

@Micio

John

Pubblicato il 04/02/2012 alle 15:58

L'articolo 18 è la risposta ad una storica pratica scorretta da parte degli italiani. Se io sono un imprenditore e datore di lavoro e tu lavori per me, ti faccio una proposta di contratto che tu accetti, con delle clausole sopra, per legge italiana tutti i tipi di contratti non possono propendere verso una delle due parti creando squilibri, quindi tornando a me datore di lavoro e te mio dipendente, arriviamo lunedì a lavoro e io ho voglia di licenziarti perchè tu il weekend hai ciulato mentre io no. Senza articolo 18 è possibile, mi viene permesso di licenziarti senza giusta causa, e tra l'altro io posso continuare il mio business senza di te e sostituendoti con uno che magari la prossima volta che ciulerà mi inviterà sapendo che mi fa piacere e io non lo licenzierò per questo... Un'azienda che ha un'operaio/impiegato con età 50 anni, non può lasciarlo a casa con motivazione: "non è adatto alla mansione perchè vecchio e inefficiente, lo mando a casa e al suo posto metto un 30enne fresco fresco e molto più affidabile che si rompe di meno"... in Italia se togli l'articolo 18, succederebbe un disastro in tutte le aziende che potrebbero non farsi scrupoli a mandar via gente per portarne dentro altra a un costo inferiori (gli italiani hanno concorrenza con gli extra comunitari...) e magari senza esperienza nella mansione... Probabilmente non conosci bene la materia o comunque mancano degli argomentazione di società evoluta e democratica nei concetti che hai in merito al lavoro (forse hai sempre lavorato a nero per disonesti padroni che sono liberi di mandarti a casa). Il problema non è la flessibilità in uscita, un'azienda seria tende a tenersi le competenze dei suoi e gli permette di fare carriera all'interno, l'azienda la fanno i dipendenti e non l'imprenditore... questo fanno aziende come VW, Toyota, ma non solo automotive, FIAT non fa così... Per 007, hai ragione, sarà la fine del mondo quando l'Italia diventerà un paese migliore... ma la rivoluzione potrebbe essere vicina. Per AndreaSZ, condivido le tue osservazioni che vanno nel calderone dei motivi per cui l'Italia è una paese di me*da senza lavoro. Un ultimo pensiero al topic, il 1.0 della ford, senz'altro un ottimo esercizio, 125CV di potenza ci possono stare, vorrei vedere i valori di coppia che sono quelli che trainano il barcone focus. Personalmente vedo questo motore molto adatto al segmento Ka, e Fiesta, lo vedo una forzatura sulla focus, dove forse sarebbe più adatto un 1.3/1.4 con circa 120CV, che è poi la tendenza che si sta seguendo, non tralasciando poi il mercato del bifuel che su queste motorizzazioni ha da guadagnare! Auguri alla ford! (PS. mi piacerebbe una Grande Punto 1.2 turbo con un centinaio di cavalli a GPL, si può?)

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1.0 100cv...

Arcady80

Pubblicato il 05/02/2012 alle 16:37

Un motore così piccolo, con così tanti cavalli, turbo... 3 cilindri... mi fa venire in mente quando ho comprato la mia vecchia Opel Corsa 1.0 12V. Aveva 3 cilindri e 55 cavalli, ma in salita per evitare che si spegnesse dovevi fare slittare la frizione di brutto! e si spegneva anche in seconda senza tanti complimenti. Dopo circa un anno di vita c'era stato un richiamo per la rimappatura ed era migliora un pochino ma secondo me aveva perso qualche cavallo... Immagino questo nuovo motore, che addirittura promette 100 cv, ma a che regimi? e soprattutto che coppia sviluppa allo stacco della frizione? In più è turbo, ma come? TwinScroll? a geometria variabile? immagino che sotto i 2000 giri avrà un buco di potenza assurda! Naturale concorrente di questo motore è il TwinAir della Fiat. Ma il TwinAir dichiara la massima coppia di 155 Nm a 2000 giri e la potenza massima è di 85Cv a 5500 giri... e di certo non è montato sulla Bravo! Tornando al resto del discorso, io ho una Alfa Romeo GT e ne vado fiero.

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ecoboost

pumista

Pubblicato il 05/02/2012 alle 20:43

il downsizing qui è veramente sbalorditivo , specie la variante da 125cv , non vedo l'ora di leggere la prova di quattroruote sulla pista di vairano.

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Italia - costruttori stranieri

ex vw

Pubblicato il 05/02/2012 alle 23:25

Ford vuole gli incentivi dal governo italiano.... 2 dita negli occhi e basta!!!! gli incentivi si potrebbero dare solo per le auto prodotte in Italia nessuno escluso, quindi la regola vale (no incentivi) anche per quelle del gruppo Fiat prodotte all'estero chissà perchè la grande VW voleva comprare Alfa ma di produzione in Italia non ne parlava, le loro vere Alfa le avrebbero fatte in Spagna o in Ungheria

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@14

John

Pubblicato il 06/02/2012 alle 09:37

Ford non vuole incentivi, ma ha sollevato un problema, secondo l'UNRAE, che riguarda il mercato dell'auto in Italia: non si vendono auto! e grazie, con le politiche si super Mario è un lusso comprare un'utilitaria nuova, mentre i ricchi, quelli veri che però per lo Stato sono sufficientemente benestanti, non comprano più grosse auto perchè esposti ai controlli del fisco e magari rischiano di essere beccati. La situazione esposta dall'UNRAE insieme al tizio della Ford è comunque preoccupante, perchè nelle reti di vendita italiane dei costruttori stranieri ci lavorano italiani, forse anche più di tutti gli operai della Fiat, quindi è chiaro che oltre a far gli interessi della casa madre, si fanno gli interessi dei singoli imprenditori che fanno parte della rete di vendita. Non sono comunque d'accordo a dare incentivi al mercato dell'auto in questo periodo, e comunque l'idea delle 800 euro è bizzarra, praticamente 800 euro sono i costi per mettere su strada la nuova auto. siano le case costruttrici insieme alle reti di vendita a trovare delle soluzioni per i singoli mercati, non ci vuole la laurea, in questo periodo FIAT e OPEL danno il GPL allo stesso prezzo della benzina, e considerando che attualmente il GPL (il gasolio a 1.7 euro mentre il gas va a 0.75 euro) è l'unico carburante che può attrarre chi vorrebbe/potrebbe cambiare l'aut,o va bene che ci siano questo tipo di campagne. Il settore auto in Italia è bersagliato fiscalmente da tutte le parti. Se le case vogliono vendere, rinuncino a del margine di guadagno per tirare su le vendite, si taglino i listini di 1000 euro... altrimenti... io continuerò a tenere la mia auto immatricolata nel 2006, efficientissima, a gasolio usandola solo se strettamente necessario. La propensione attuale non è comprare nuove auto, ma vendere la propria perchè non è possibile mantenerla. Ciao!

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John

sergio m.

Pubblicato il 06/02/2012 alle 09:55

nella prima parte leggo un ragionamento sensato che purtroppo se ne leggono pochi in queste pagine se non sbaglio la Francia negli anni passati ha aiutato le sue case automob., capisco la situazione dei concessionari stranieri ed italiani ma con un eventuale incentivo preferirei aiutare sia i concessionari (di case italiane e straniere) che i NS. OPERAI. Quindi per non farla alla francese piuttosto niente incentivi, forse la bolla dell'auto è ora che scoppi altrimenti fra anni siamo ancora qua a drogare il mercato. la seconda parte mi trovi completamente d'accordo con te ciao

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