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pubblicato il 26 gennaio 2012

Decreto liberalizzazioni, agenti assicurativi non soddisfatti

Gli intermediari Rca criticano Antonio Catricalà

Decreto liberalizzazioni, agenti assicurativi non soddisfatti

Rc auto, le polemiche sono appena iniziate e si annunciano roventi: da una parte il Governo Monti; dall'altra gli agenti di assicurazione. Che puntano il dito contro il Decreto "Cresci Italia" sulle liberalizzazioni, tanto che lo Sna, il Sindacato nazionale degli agenti, ha scritto una lettera aperta al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Ma perché proprio a lui? Un passo alla volta.

ESPERIENZA POSITIVA
Il fatto è che Catricalà è stato Garante del mercato sino a novembre 2011, prima di entrare nel Governo Monti. E come Autorità di tutela della concorrenza ha alzato spesso la voce contro i "poteri forti", denunciando anche gli spropositati aumenti delle tariffe Rca, e la mancanza di una vera concorrenza fra le Assicurazioni. Con un simile curriculum, e con il notevole apprezzamento che ne era derivato anche sul Web indipendente [www.automobilista.it], da più parti si sperava - scrivono gli agenti - "che si sarebbe realizzata quella riforma del comparto assicurativo che la lobby delle Compagnie Assicurative e delle banche ha sempre impedito".

CONCENTRAZIONE
Il guaio, denunciano gli agenti, è che si opera "in un mercato in cui il tasso di concentrazione riferito ai primi due Gruppi assicurativi nazionali sarà, a breve, pari a quasi il 50% e che i primi cinque Gruppi possiedono, attualmente, oltre il 70% di quota di mercato". E invece, il Decreto lascia l'amaro in bocca: "Quanto leggiamo invece nel Decreto approvato costituisce addirittura un passo indietro rispetto alle parziali, ma coraggiose aperture dei Decreti Bersani, già ampiamente indebolite dagli interventi del Governo Berlusconi e dalle normative burocratiche 'su misura' di Isvap [vigila sulle Assicurazioni] e Compagnie". In particolare, gli agenti si riferiscono ai tre preventivi obbligatori, nonostante l'agente resti monomandatario.

SOLUZIONI
Stando agli agenti, le soluzioni per arrivare a veri ribassi delle tariffe Rca sarebbero stati altri. Anzitutto, introdurre l'obbligo a carico delle Compagnie di rilasciare, in mancanza di giustificati motivi ostativi, a favore degli agenti iscritti al Rui (Registro unico degli intermediari assicurativi, tenuto dall'Isvap) i "mandati agenziali", con particolare riguardo al ramo Rca. Obiettivo, dare agli intermediari la possibilità di mettere le Compagnie in concorrenza, rispettare (e far rispettare alle Assicurazioni) il noto "obbligo a contrarre" vigente, nello specifico settore della Rca, ed evitare il fenomeno dell'abbandono di interi territori. Il riferimento è alla fuga delle Compagnie dal Sud Italia. Per gli agenti, sarebbe stato importante anche rivedere tutte le norme e delle procedure burocratiche "che di fatto rendono molto difficile se non impossibile la gestione della effettiva concorrenza". E ancora: il plurimandato, ossia la possibilità di rappresentare più Assicurazioni, per metterle davvero in competizione fra loro. Infine, introdurre l'obbligo per le Compagnie di applicare, per la Rca, "tariffe che corrispondano effettivamente a quelle pubblicate, evitando che il sistema attualmente utilizzato di finte scontistiche e di tariffe 'particolari' per alcune categorie e territori sia lo strumento per eludere l'obbligo a contrarre". Ora non resta che attendere un'eventuale risposta di Catricalà, cui daremmo ovviamente spazio sul nostro magazine.

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[Foto: Mario Sayadi, governo.it]

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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