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pubblicato il 25 gennaio 2012

Progetto SARTRE: tutti in fila, in automatico

Proseguono i test Volvo sui convogli autostradali, dove il pilota non guida

Progetto SARTRE: tutti in fila, in automatico
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Il progetto SARTRE (Safe Road Trains for the Environment) è un programma sperimentale finanziato in parte dalla Commissione europea che da più di 2 anni punta a dimostrare la possibilità di viaggiare automaticamente in convoglio, un'auto dietro l'altra. Dopo i primi test portati avanti da Volvo, Ricardo e numerosi partner tecnici il programma entra ora nella sua fase finale, quella che terminerà il prossimo autunno e permetterà a 4 vetture di seguire un veicolo capofila a 90 km/h, senza interventi da parte del guidatore. Questi dovrà solo sedere al suo posto e fare altro, limitandosi a manovrare il volante solo quando desidera uscire dall'autostrada o abbandonare il convoglio.

FILA INDIANA A 90 KM/H
Le ultime prove pratiche su strada hanno visto coinvolti un camion e 3 vetture Volvo in fila indiana a 90 km/h e separate fra loro di 6 metri. In pratica il sistema permette a questi "trenini" di automobili di viaggiare automaticamente sulle normali autostrade e in mezzo al traffico di auto convenzionali. Per fare questo il progetto SARTRE sta studiando il modo per rendere realtà questi convogli automatici, analizzando le modifiche da apportare alle attuali infrastrutture autostradali, oltre agli aspetti legati al codice della strada, ai risarcimenti assicurativi, all'affidabilità del sistema e alla commerciabilità di un'auto che viaggia senza pilota.

OBIETTIVO SICUREZZA E CONSUMI RIDOTTI
Il principale vantaggio identificato in questo sistema di convoglio automatico è quello della sicurezza. Il mezzo capofila che apre il plotone è infatti guidato da un pilota professionale, come ad esempio un camionista, che ha tempi di reazione rapidi e una buona visione delle dinamiche del traffico. Una seconda prerogativa di questa "fila mobile" è quella ambientale, visto che i consumi si riducono del 20% per via della minore resistenza aerodinamica. Non meno importante è l'utilizzo ottimizzato dello spazio disponibile sulle autostrade. Nonostante questi innegabili vantaggi e i tentativi di realizzare le autostrade automatizzate (AHS) iniziati negli USA ormai 50 anni fa, la tecnologia proposta da SARTRE non sembra al momento matura per l'applicazione pratica sulle strade. Non resta che attendere ulteriori sviluppi e capire se entro qualche anno potremo anche noi viaggiare restando seduti al volante approfittando dei trasferimenti autostradali per leggere un libro, lavorare al computer o guardare un film.

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Tag: Curiosità , auto europee , sicurezza stradale , autostrade


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