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pubblicato il 24 gennaio 2012

Sciopero dei benzinai, ci siamo quasi

Le date sono da decidere, ma le ragioni sono già scritte nero su bianco

Sciopero dei benzinai, ci siamo quasi

Il decreto liberalizzazioni varato dal Governo Monti proprio non piace ai benzinai. E' "tutto come prima, peggio di prima", si legge in una nota della Federazione Autonoma Italiana Benzinai (Faib), in cui si spiega che la categoria si riserva di leggere il testo ufficiale in Gazzetta Ufficiale e insieme agli organismi statutari, e al coordinamento, "conferma le azioni di lotta e mobilitazione", in pratica lo sciopero. Non si conoscono ancora le date della serrata, ma dalle uniche anticipazioni rilasciate si parla di un fermo di 7-10 giorni. La conferma potrebbe arrivare da un giorno all'altro, intanto la Faib ha pubblicato le proprie ragioni in rete motivando la protesta e annunciando che i primi a pagare il decreto liberalizzazioni saranno i cittadini.

IL VINCOLO DI ESCLUSIVA NON E' STATO SUPERATO
Il Faib ha interpretato le prime bozze del decreto come "un netto passo indietro dell'esecutivo riferito alla possibilità di una riforma vera e concreta del settore, della serie 'vorrei, ma non posso', 'forti con i deboli e deboli con i forti'. Il vincolo d'esclusiva a favore dei gestori sembra - dicono - impossibile da superare: "Tale possibilità rimane solo per i proprietari di impianti a favore dei quali peraltro viene prevista la facoltà di allargare gli spazi di mercato - si legge nella nota -. Rimane dubbia l'opzione a favore dei gestori, o di aggregazioni di gestori, che delinea la possibilità di riscattare gli impianti, enunciando una chiara scelta legislativa che prefigurerebbe un diritto di prelazione. Il decreto ribadisce la nozione di dipendenza economica sancendone il divieto di pratiche che possano ostacolare le facoltà stabilite dal decreto e attribuite ai gestori. Resta da specificare meglio quali esse siano, perché al momento non se ne vedono".

NULLA DI NUOVO, AD ECCEZIONE DEI TABACCHI
Sul fonte del "non oil" non c'è alcuna novità secondo la Federazione, ad eccezione dei tabacchi "che però potranno essere venduti solo dall'elite della rete - dice la nota -; solo nel caso di superfici almeno di 1500 mq., circoscivendo dunque la previsione e operando una selezione solo a favore dei grandi impianti. Vengono nuovamente attaccate le potestà legislative rimesse alle regioni con la modificazione dell'articolo 83 bis della 133/08 laddove vieta vincoli all'apertura di impianti senza carburanti ecologici, se questo comporta eccessivi oneri. Un regalo alla GDO, tanto per non scontentare nessuno".

GLI IMPIANTI "GHOST"
La questione più spinosa, secondo i benzinai, "al momento è rappresentata dalla previsione dell'art. 19 che prevede la possibilità di installare impianti ghost fuori dai centri urbani. Eravamo partiti con la denuncia fatta dalla X commissione del Senato meno di un anno fa, sulla rete dominata dall'oligopolio verticalmente integrato - recita la nota -, e siamo arrivati al gestore capro espiatorio, sul quale ricade la responsabilità del caro benzina- con il suo scarso 2% del prezzo finale. Dopo la clamorosa marcia indietro sul superamento del vincolo d'esclusiva auspicato da tanta parte della società civile, della politica e dell'associazionismo, il Governo ha pensato bene di spruzzare un po' di self in più, ben sapendo che questo comporterà l'espulsione e la perdita di lavoro per migliaia e miglia di gestori e per decine di migliaia di addetti e collaboratori. E senza alcuna compensazione, come pure è previsto per altre categorie di lavoratori autonomi: una decisione inaccettabile e che rigettiamo, verso la quale confermiamo la dichiarazione di stato di agitazione e la messa in atto di tutti gli strumenti di contrasto.
Una previsione contraddittoria con i processi d'innovazione e ammodernamento della rete: la possibilità di riconvertire i vecchi impianti in ghost frenerà gli investimenti e metterà in difficoltà le stazioni più strutturate, togliendo servizi agli automobilisti. Altro che sviluppo del non oil. Chi investirà su impianti nuovi e costosi quando ci saranno piccoli impianti low cost? Questa decisione frenerà anche il processo di chiusura degli impianti marginali- che saranno trasformati in ghost- annullando venti anni di politiche di settore tese alla razionalizzazione della rete e ci consegnerà una distribuzione carburanti vecchia e arretrata, da terzo mondo".

"L'AUTOMOBILISTA NON E' UN INCAPACE"
La Faib conclude il comunicato stampa con un'accesa critica alla previsione dell'indicazione del differenziale prezzo in crescita tra servito e self, che viene giudicata "fastidiosa", "come se il consumatore, che già oggi può verificare la differenza dei prezzi tra le due modalità, fosse un incapace, persino di leggere - c'è scritto nella nota -. L'obiettivo evidente è che si vuole far pesare in termini economici la presenza degli operatori sugli impianti e favorire la loro espulsione". Il testo è stato quindi giudicato dai benzinai "deludente, con la montagna che partorisce un topolino, e addirittura peggiorativo per la categoria che viene aggredita con la previsione di impianti ghost e messa nelle condizioni di pesare sul consumatore con l'indicazione del differenziale del prezzo in salita".

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Tag: Attualità , gpl , metano , carburanti alternativi , lavoro , scioperi , carburanti


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