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pubblicato il 24 gennaio 2012

Pirelli va verso la Green Performance

Ambiente e sicurezza sono al centro del futuro piano industriale di Pirelli

Pirelli va verso la Green Performance
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Tagliare di oltre il 50% l'impiego di acqua e del 15% le emissioni di anidride carbonica entro il 2015. È l'obiettivo del piano industriale 2012-2014 del Gruppo Pirelli presentato durante il Sustainability Day del 23 gennaio presso la sede milanese di Bicocca. Un impegno rimarcato con all'accordo volontario sottoscritto dal presidente Marco Tronchetti Provera con il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Un'intesa con il quale il marchio italiano di pneumatici si impegna a monitorare, e a ridurre, la propria impronta di carbonio per l'intero ciclo di vita di un pneumatico. E ad adottare un sistema di gestione atto a minimizzare il proprio impatto sul clima.

UN PROCESSO GIA' AVVIATO
Una via "verde" che, in realtà, è già iniziata. Nel 2011 Pirelli ha ridotto i consumi specifici (unità utilizzata per quantità di prodotto finito) di energia del 6% e di acqua del 20% rispetto al 2010. Un processo che ha portato al calo delle emissioni di anidride carbonica dell'1%, valore che va ad aggiungersi a quello registrato in precedenza per un complessivo "taglio" del 5% dal 2009. Un periodo dove il produttore nazionale è riuscito a risparmiare oltre due milioni di metri cubi d'acqua all'anno.

INVESTIRE NEGLI PNEUMATICI VERDI
Per ottenere i risultati prefissati Pirelli punta su diverse strategie, quali l'ottimizzazione dei processi produttivi. A fare la parte del leone, però, è l'investimento in ricerca e sviluppo, settore al quale sono destinati circa il 3% dei ricavi aziendali. Con l'obiettivo di sviluppare pneumatici sempre più affini alla filosofia di Green Performance. Che prevede la riduzione della resistenza al rotolamento e il contenimento del peso con il contemporaneo incremento delle prestazioni, intesa come diminuzione degli spazi di frenata e aumento di maneggevolezza e aderenza sul bagnato. Un orientamento che negli ultimi anni ha dato vita a un'intera gamma "green": P1 per le auto piccole e medie, Scorpion Verde per SUV e crossover, PZero Silver per le sportive, Snowcontrol Serie II per l'inverno e Serie 01 per i camion.

UN FUTURO DI RISO E CYBER
Per il futuro Pirelli punta su nuovi materiali e tecnologie. Sul primo fronte il costruttore sta sperimentando componenti a minore impatto ambientale da utilizzare nelle mescole. Come la colla di riso, un sottoprodotto della lavorazione della graminacea che potrebbe sostituire il silicio come collante, attualmente in sperimentazione in Brasile. Sul secondo, la novità (debutterà entro l'anno) si chiama Cyber tyre, un pneumatico con sensori in grado di rilevare pressione e temperatura interna della "gomma" e di "leggere" il fondo stradale. E segnalare al guidatore utili informazioni per mantenere una guida più sicura ed ecologica. Ma si pensa pure a disegni dei battistrada più efficienti nell'incrementare la scorrevolezza, a carcasse con nuove strutture che consentono di incrementarne la durata o, per i TIR, di riutilizzarla per ricostruire il pneumatico. Soluzioni che hanno il merito di abbattere l'impiego di materie prime e, di conseguenza, le emissioni di CO2.

PER L'AMBIENTE, LA SICUREZZA...
A indurre Pirelli sulla via della sostenibilità sono diverse ragioni. La più citata è l'esigenza di avere una responsabilità etica a favore della tutela ambientale e della sicurezza. Un fronte, quest'ultimo, di estrema importanza considerato che sulle strade muoiono ogni anno 1,3 milioni di persone e che le proiezioni per il 2020 dell'Organizzazione mondiale della sanità sono di 2 milioni di decessi. Numeri che gravano pesantemente sulla società, non solo per il valore inestimabile delle vite perse, ma anche per i costi collettivi stimati fino al 3% del PIL in alcuni Paesi. E che deve essere combattuto anche con un maggiore sollecito a curare la manutenzione degli pneumatici. Che si limita al loro corretto gonfiaggio. Operazione che contribuisce pure a ridurre i consumi e, di conseguenza, le emissioni di gas serra e inquinati.

...E PER LA COMPETITIVITA'
A convincere il produttore italiano sono anche ragioni pragmatiche. Come evidenziato da Jeremy Rifkin, uno dei più noti studiosi sui cambiamenti climatici e autore del libro "La terza rivoluzione industriale", i consumatori sono sempre più attenti ai prodotti sicuri e compatibili con l'ambiente. E con l'arrivo a novembre dell'etichetta europea sugli pneumatici, che rileva le qualità di resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e rumorosità, sarà necessario avere prodotti di alto livello per attrarre i gli automobilisti. E gli investimenti finanziari. Che sono sempre più orientati verso la green economy. E se si vuole rimanere competitivi sul mercato, la scelta "verde" diventa quasi d'obbligo. Anche perché il costo di materie prime ed energia è in continua crescita. E usarne meno è un ottimo modo per tagliare i costi.

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Autore: Stefano Panzeri

Tag: Attualità , pneumatici , inquinamento


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