dalla Home

Attualità

pubblicato il 23 gennaio 2012

Federauto: il mercato auto rischia il naufragio

A Palazzo Chigi i concessionari usano la metafora della Costa Concordia per spiegare la crisi

Federauto: il mercato auto rischia il naufragio

Se non si interviene subito il settore auto in Italia "va incontro a un disastro annunciato, che somiglia allo scoglio dell'Isola del Giglio", ovvero ci sarà un naufragio paragonabile a quello della Costa Concordia. Lo dicono i concessionari, che sabato hanno incontrato a Palazzo Chigi i rappresentanti di governo. Senza interventi mirati "chiuderanno centinaia di concessionari, tutte aziende italiane, che pagano milioni di euro di tasse, distribuite in modo uniforme sul territorio nazionale, e verranno bruciati almeno 45.000 posti di lavoro", si legge in una nota di Federauto.

NUMERI IMPORTANTI
Quando il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, ha incontrato insieme al past president Vincenzo Malagò il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha puntanto molto sui numeri. "Il settore auto vale l'11,4% del PIL, dà lavoro tra diretto e indotto a 1.200.000 persone e contribuisce al gettito fiscale nazionale per il 16,6%". Successivamente, come comunica Federauto, ha illustrato le difficoltà che nascono da un mercato auto in forte contrazione. "Le previsioni del 2012 a 1.650.000 auto immatricolate sono molto lontane dalla soglia minima di sopravvivenza valutata in 2.000.000 di pezzi - ha detto -. Numeri asfittici che danneggiano in primis lo Stato, che ha incassato nel triennio 2009-2011 ben 2,5 miliardi di euro in meno tra imposte e tasse".

LE PROPOSTE
L'incontro di sabato è stato molto importante anche per le proposte che i concessionari hanno avanzato al governo. Per risollevare la domanda di auto in Italia, secondo la Federazione, occorre "premiare le vetture a basso impatto ambientale, disincentivare l'uso dei veicoli industriali vetusti e pericolosi, affrontare la fiscalità delle auto aziendali per parificarla alla media europea, e correggere alcune norme fiscali che sono ritenute inique". Il Cav. Malagò si è quindi soffermato sulla revisione dei provvedimenti varati sulle auto prestazionali, di cui l'Italia è uno dei massimi e famosi produttori mondiali, avanzando delle proposte per mantenere il gettito fiscale previsto, senza però penalizzare le autovetture usate. "L'obiettivo è tornare a un mercato di 2.000.000 di pezzi in attesa che dal 2014 in poi riprenda l'economia e quindi la normale domanda", dice Federauto.

[Foto: Wikipedia]

Autore:

Tag: Attualità


Top