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Retrospettive

pubblicato il 22 gennaio 2012

Boxster e Cayman: 15 anni di "baby" Porsche

La "boxer-roadster" è giunta al terzo atto, generando una coupé e concependo una sorella minore

Boxster e Cayman: 15 anni di "baby" Porsche

E' matura ed equilibrata, nonostante abbia appena compiuto 15 anni. E con la terza generazione punta a conquistare i cuori persino dei puristi che in passato l'hanno snobbata, anche ammettendo a volte (e a denti stretti) che per lei avrebbero potuto tradire l'amore della loro vita: che non si tratti di una bella donna lo si può intuire, ma è quantomeno improbabile che qualcuno nel 1996 avesse potuto prevedere che la Porsche Boxster (seguita dopo un decennio dalla Cayman) avrebbe affiancato la 911 senza complessi d'inferiorità. Dall'anno della sua nascita, infatti, la "baby Porsche" è stata prodotta in più di 300.000 esemplari ed è diventata sinonimo di precisione ed efficacia di guida anche per chi "porschista" non è. Ripercorriamo le tappe che hanno portato la roadster biposto a motore centrale - e la sua variante coupé - ad evolversi ed affinarsi nel suo percorso di crescita. Creando così lo spazio, secondo quanto si apprende a Zuffenhausen, a una Porsche ancor più compatta e agile del binomio Boxster/Cayman, spinta da un inedito motore boxer a 4 cilindri e posta alla base della gamma come nuova entry level del marchio.

(1991-1992) - Il CONCEPT
A fine giugno del 2011 le linee produttive dello stabilimento di Zuffenhausen hanno dato vita all'esemplare numero 300.000 (una Spyder dotata di placchetta commemorativa e destinata a un cliente tedesco), proprio 20 anni dopo la nascita concettuale della Boxster. Nel 1991 sono gli uomini del reparto R&D della Porsche, infatti, a illustrare ai vertici aziendali l'idea di affiancare alla 911 una sportiva più compatta. La decisione di investire sul progetto 986 (sigla che identifica la prima generazione della Boxster) viene presa l'anno seguente, quando era chiaro che la condivisione della componentistica dell'erede della 911 (la 996, sostituta della 993 con motore raffreddato ad aria) avrebbe compensato i costi necessari a costruire la piccola biposto a motore centrale.

(1993-1995) - IL PROTOTIPO
Ispirato alle auto da competizione storiche della Casa tedesca (550 e 718) il linguaggio stilistico della Porsche Boxster viene svelato con il prototipo statico (privo di motore e trasmissione) al Salone dell'Auto di Detroit del 1993. Il giudizio del pubblico e della stampa d'Oltreoceano è molto positivo, proprio sul mercato in cui Porsche vuole incrementare le vendite con l'introduzione della Boxster. Al successivo Salone di Ginevra la nuova "boxer-roadster" - parole da cui deriva il nome Boxster - raccoglie consensi anche nel Vecchio Continente, per debuttare nella sua veste definitiva nel 1996, anno di presentazione della prima generazione (o MkI, secondo la denominazione anglosassone).

(1996-2004) - BOXSTER 986
La Boxster 986 debutta come la Porsche che rompe i tabù: prima vettura del marchio con propulsore raffreddato a liquido, nonché prima auto prodotta in serie dalla Casa di Zuffenhausen con motore centrale. Il suo design e l'abbandono del boxer "ad aria" anticipano inoltre il debutto della nuova 911: la 996 nata nel 1998. L'unità a 6 cilindri contrapposti della prima Boxster ha una cilindrata di 2,5 litri e 204 CV. La trasmissione della potenza è affidata alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a 5 rapporti e a un differenziale di tipo "open" (cioé non autobloccante). Destinata soprattutto a USA e Canada è la trasmissione automatica Tiptronic, sempre a 5 marce e disponibile come optional. Come detto in precedenza, la Boxster nasce grazie alla condivisione di molte parti con la 996, dal telaio (opportunamente modificato negli ancoraggi dei rispettivi propulsori) alla componentistica della plancia, passando per la forma dei fari definita dai denigratori a "uovo al tegamino". A differenza della sorella maggiore, caratterizzata dal motore a sbalzo, il retrotreno della Boxster adotta sospensioni posteriori McPherson, con il terminale di scarico posto al centro del paraurti (ancora oggi segno distintivo del modello).

(2000-2005) - BOXSTER S
Tocca al Model Year (MY) 2000 portare a battesimo l'evoluzione naturale della famiglia, che si allarga accogliendo la Boxster S anche sulla scia del successo superiore a quanto preventivato (dopo la produzione dei primi esemplari, lo stabilimento di Stoccarda viene affiancato dal sito finlandese della Valmet Automotive). La versione più prestazionale della roadster adotta un 3.2 da 252 CV, un assetto sportivo da 17 pollici e un cambio manuale a 6 rapporti. All'esterno, il segno distintivo della S è la presa d'aria centrale ricavata nel paraurti, accompagnata in coda dal doppio terminale di scarico, sempre posizionato al centro della vettura. Il 2003 è invece l'anno del restyling (la capote beneficia del lunotto in vetro anziché plastica, così come carrozzeria ed abitacolo subiscono migliorie) e di aggiornamenti tecnici. La potenza sale a 228 CV per la Boxster e a 260 per la Boxster S, mentre viene reso disponibile in opzione il PSM (Porsche Stability Management), la variante Porsche del controllo elettronico di stabilità del veicolo.

(2005-2012) - BOXSTER 987
Dopo più di 100.000 esemplari prodotti, il pubblico del Salone di Parigi del 2004 vede nascere la seconda generazione della Porsche Boxster (sigla di progetto 987). I fari anteriori s'ispirano alla forma ovale della 993, ma ora la baby Porsche non è più strettamente imparentata con la sorella maggiore: la carrozzeria è completamente rinnovata e i tratti somatici, semmai, sono quelli della hypercar Carrera GT. Sul 3.2 della Boxster S è installato il variatore della fasatura delle valvole Variocam e sviluppa 280 CV, ma il variatore di fase incrementa anche la potenza del motore 2.7 della Boxster (da 228 a 240 CV). L'assetto di base prevede pneumatici da 17 pollici (da 18 sulla S) - con opzioni da 18 e 19 pollici (solo 19 per la S) - e si abbina al controllo di stabilità PSM di serie e ai dischi freno carboceramici, optional per la Boxster S.

BOXSTER O 911? RISPOSTA: CAYMAN
Che sia il frutto di freddi ragionamenti di marketing o della volontà di progettare un'auto focalizzata sul piacere di guida, la Porsche Cayman S nasce nel 2005 come variante coupé della Boxster. Il suo motore 3.4 da 295 CV viene trapiantato nel 2006 anche sulla Boxster S in occasione del primo aggiornamento della 987: il variatore di fase delle valvole evolve diventando Variocam Plus, mentre il 6 cilindri 2.7 della Boxster tocca i 245 CV prima di equipaggiare, sempre nel 2006, l'entry level della coupé: la Cayman. L'immancabile restyling arriva due anni più tardi, rinfrescando l'estetica della carrozzeria e aggiornando la componentistica dell'abitacolo. Ulteriori upgrade sotto il cofano portano la cilindrata del 2.7 a 2.9 litri (per un incremento di potenza da 245 a 255 CV) e danno diritto al 3.4 delle versioni S di dotarsi dell'iniezione diretta di benzina: risultato, 310 CV di potenza, velocità massima di 274 km/h e 0-100 km/h coperto in 5,2 secondi. La presenza del differenziale autobloccante, inoltre, migliora la trazione e rende più godibile la guida delle baby Porsche al limite. Sempre al comparto trasmissione, un'altra novità riguarda l'arrivo del cambio doppia-frizione PDK (Porsche Doppel Kupplung) a 7 marce della 911, ottenibile a richiesta e dal 2010 dotato di paddle al volante, molto più intuitive dei tasti posti sopra le razze . Ultima in ordine cronologico, ma regina in termini prestazionali, è la Cayman R (2010), spinta dai 330 CV del 6 cilindri potenziato delle versioni S, alleggerita di 55 kg e ribassata di 20 mm.

C'E' SPAZIO PER LE NUOVE (PICCOLE) LEVE
Assieme alla variante Boxster Spyder (nata nel 2009 come terzo modello della famiglia), le serie limitate e speciali RS 60 Spyder, Boxster Limited Edition, Boxster e Cayman Design Edition 1 e 2, SportDesign, Boxster Black Edition, Cayman Black Edition e il prototipo eletrico Boxster E hanno contributo a scrivere la storia della piccola Porsche fino ad oggi, anno 2012. Ora tocca alla nuova Boxster (progetto 981Toyota GT-86 e Subaru BRZ), che faccia della leggerezza e dell'handling la sua carta d'identità.

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