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pubblicato il 18 gennaio 2012

Liberalizzazioni Taxi, l'assemblea a Roma

La Capitale è la "Stalingrado di Monti", dicono. Chiesto al governo un passo indietro

Liberalizzazioni Taxi, l'assemblea a Roma
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Centinaia di taxi hanno circondato oggi il Circo Massimo di Roma come segno di protesta per il decreto liberalizzazioni del Governo Monti. All'assemblea nazionale organizzata nella Capitale l'affluenza è stata alta con migliaia di persone che hanno esibito striscioni dai toni più che battaglieri. "Monti, Dio t'assista", si leggeva su un lenzuolo bianco. "Solamente uniti possiamo difendere il nostro futuro", recitava un foglio attaccato al finestrino di un taxi. Il decreto liberalizzazioni proprio non soddisfa la categoria, che ha minacciato gli automobilisti ipotizzando blocchi del traffico e che è disposta al massimo ad accettare lo scontrino fiscale. "Se il governo ce lo chiede lo emettiamo. Ma tenga presente che siamo l'unica categoria che paga l'IVA sui beni strumentali", ha detto il presidente di Uritaxi, Loreno Bittarelli, spiegando che per i tassisti "l'IVA è un costo, non una partita di giro".

LE RICHIESTE AL GOVERNO
Dopo l'incontro di ieri a Palazzo Chigi il Governo ha chiesto di produrre una proposta di miglioramento globale del servizio taxi che venisse discussa ed approvata durante l'assemblea nazionale del Circo Massimo. "Chiediamo un passo indietro del governo. Siamo pronti ad andare fino in fondo, faremo di Roma la Stalingrado di Monti", ha detto qualcuno dei partecipanti alle agenzie, mentre i delegati sindacali elaboravano una proposta unitaria. In base alle prime indiscrezioni stampa è stato chiesto di limitare il ruolo dell'Authority dei trasporti al solo coordinamento e controllo delle licenze - e non più alla loro associazione -, mentre l'incremento del numero delle licenze verrebbe rimessa ai sindaci d'intesa con i sindacati di categoria.

GLI STRISCIONI PROVOCATORI
"Siamo infreddoliti, stanchi per la nottata passata in bianco, affamati e incazzati, ma dovremmo farci l'abitudine ad avere fame, perchè se il governo approverà questo decreto finiremo sul lastrico. Monti deve tornare indietro, altrimenti siamo pronti a scioperi ad oltranza", ha detto un tassista all'Agenzia Dire, mentre i colleghi esibivano striscioni su cui abbiamo letto: "Monti giù le mani dai tassisti italiani", "I taxi? Prima i vostri stipendi!".

DISAGI A ROMA, E NON SOLO
Lo sciopero generale dei taxi contro il decreto liberalizzazioni è fissato per il 23 gennaio, ma gli utenti continuano a scontrarsi con disagi in molte città. Oggi i tassisti che non aderivano venivano minacciati da altri e a Roma, come a Napoli, Palermo, Bologna e Milano si sono registrati diversi disservizi. "Impossibile" per molti trovare un taxi all'aeroporto di Roma Fiumicino. "Se il governo non ci ascolta faremo l'inferno", aveva detto Bittarelli.

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Tag: Attualità , roma , taxi


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