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pubblicato il 10 gennaio 2012

Fiat-Chrysler tratta con Peugeot-Citroen?

Marchionne a Detroit ammette di cercare un terzo partner e annuncia molto altro

Fiat-Chrysler tratta con Peugeot-Citroen?

La fusione tra Fiat e Chrysler sarà realtà entro la fine del 2015, ma prima di quella data Sergio Marchionne vuole condividere sforzi industriali e costi di sviluppo per nuovi modelli con un terzo partner. "Può essere di qualsiasi colore", ha detto ai giornalisti al Salone di Detroit e, secondo il Corriere della Sera, i francesi di PSA Peugeot-Citroen sarebbero pronti a negoziare. Ma anche altre affermazioni di Marchionne hanno fatto notizia. Ieri vi abbiamo spiegato come il flop della Fiat 500 negli USA ha frenato il ritorno dell'Alfa, di seguito riportiamo le altre dichiarazioni.

FIAT NON CENTRERA' GLI OBIETTIVI DI VENDITA
Per il 2014 l'obiettivo del Gruppo Fiat insieme a quello Chrysler era di raggiungere almeno le 5,9 milioni di unità, perché 6 milioni era la cifra minima indicata da Marchionne come indispensabile per competere sul mercato mondiale. Tuttavia il target, molto probabilmente, non verrà raggiunto senza un terzo partner e anche quest'anno, per via del crollo delle immatricolazioni in Europa, i risultati di Fiat saranno frenati. "Se il mercato europeo continuerà su questa strada, a Fiat mancheranno almeno 4/500mila unità rispetto agli obiettivi fissati nel 2010; potremmo recuperarne solo una parte in Brasile e qui con Chrysler in America", ha detto Marchionne al Salone di Detroit [IlSole24Ore].

CHRYSLER POTREBBE CRESCERE ANCORA NEGLI USA
Negli Stati Uniti invece Chrysler è andata bene e nel 2011 ha consegnato circa 2 milioni di auto. Nel 2012 "potrebbe guadagnare ancora quote di mercato negli USA, grazie al lancio della Dodge Dart in un segmento in cui non eravamo di fatto presenti", ha aggiunto Marchionne.

LA PRODUZIONE NEGLI USA AUMENTERA'
Per questo investire a Detroit, secondo Marchionne, "è la cosa più intelligente da fare in questo momento". "Devo sfruttare tutte le opportunità per poter ridare fiato all'Italia, che rimane il centro dei nostri interessi", ha aggiunto e così l'anno prossimo lo stabilimento di Jefferson North, dove viene assemblata la Jeep Grand Cherokee, verrà ampliato creando 1.100 nuovi posti di lavoro. Altri 150 nasceranno nella fabbrica di Conner Avenue.

LA DODGE VERRA' ASSEMBLATA IN CINA
Vista la crescente importanza del mercato cinese, si aggiunge all'ipotesi di Alfa RomeoMade in China quella di Dodge Made in China entro la fine dell'anno. Lo stabilimento di Guanzhou è stato già indicato da alcuni giornali come probabile culla di una berlina con il marchio Fiat nata dal pianale della Dart.

DOPO LA FUSIONE, VIA DA TORINO?
Al Salone di Detroit Marchionne è stato nuovamente interrogato anche sulla sede del Colosso che nascerà dalla fusione tra i due Gruppi. Al Wall Street Journal ha detto che "l'attaccamento emotivo al proprio Paese come produttore va ripensato. E questo non significa tradirlo, significa crescere. Sia Auburn Hill sia Torino sono in grado di ospitare" il quartier generale del gruppo. Tuttavia, a Sky Tg24, Marchionne ha riservato parole più dure: "Come si fa ad incoraggiare investimenti stranieri in Italia con i continui ostacoli che le parti sociali pongono alle imprese che vogliono fare impresa? Il problema non è Marchionne e non è la Fiat. L'Italia si deve aprire al mondo intero, deve smettere di chiudersi in se stessa. Non può andare avanti così, non si può dire no a tutto". E ad altri giornalisti italiani che gli chiedevano che fine avessero fatto le sue parole sul "cuore" di Fiat radicato a Torino ha replicato: "Ma se il cuore non ha funzionato granché e io ne trovo uno migliore, che facciamo?".

[Foto copertina: wallstreetitalia.com]

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Tag: Attualità , detroit , dall'estero , torino


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