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pubblicato il 9 gennaio 2012

Il flop della 500 negli USA ha frenato il ritorno dell'Alfa

Marchionne a Detroit stila il bilancio Fiat-Chrysler

Il flop della 500 negli USA ha frenato il ritorno dell'Alfa
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La Fiat 500 è arrivata negli Stati Uniti a marzo 2011 e, nonostante il giudizio positivo dei giornalisti che l'hanno provata, non è riuscita a raggiungere gli obiettivi di vendita prefissati. Questo lo sapevamo già, ma a Detroit il numero uno del Lingotto, Sergio Marchionne, ha ammesso che è per questa ragione che ha deciso di ritardare il ritorno negli USA del marchio Alfa Romeo. Il 2012 doveva essere l'anno decisivo e invece l'arrivo dei modelli è slittato al 2013-14. Un biennio che potrebbe essere cruciale per il Gruppo Fiat e quello Chrysler, perché entro quella data Marchionne vuole fondere le due aziende e potrebbe anche lasciarne le redini a qualcun altro. Come ha ribadito al NAIAS, dove è tornato a ripetersi su temi molto importanti.

FIAT 500: "UN ERRORE, MA L'INVESTIMENTO E' AL SICURO"
Sotto i riflettori del NAIAS il manager ha detto apertamente: "50.000 era un'approssimazione (riferendosi al target della 500, ndr). Ma non voglio essere difensivo, è stato un mio errore". E se questa è stata "una delle ragioni per cui siamo stati molto cauti" sul ritorno dell'Alfa Romeo negli Stati Uniti, il manager ci tiene a precisare che l'investimento è comunque al sicuro, "perchè la macchina - ha spiegato - andrà anche in Brasile, Argentina e Cina". E poi c'è un altro modelli a marchio Fiat che sta per arrivare. La Ellezero che verrà presentata a marzo al Salone di Ginevra.

IL SUCCESSORE DI MARCHIONNE
Il 2015 potrebbe essere l'anno in cui vedremo un'altra persona a capo della Fiat-Chrysler (azienda che per quella data - in base alle previsioni - dovrebbe essere diventata una realtà unica, forse con sede ad Auburn Hills). Lo ha confermato ancora una volta Marchionne a margine del Salone di Detroit. Il nome del successore ovviamente non c'è ancora, ma già in una precedente intervista l'ad aveva detto che ne avrebbe individuato uno all'interno dell'azienda.

RETRIBUZIONI CHE SEGUONO L'ANDAMENTO DELL'AZIENDA
Una novità che è trapelata oggi dalle dichiarazioni di Sergio Marchionne riguarda gli stipendi in Chrysler. L'ad starebbe pensando di adeguarli al livello di redditività della società. E non si tratterebbe di una decisione unilaterale. Il numero uno di Auburn Hills avrebbe già avviato le trattative con il sindacato United Auto Workers. "Dovrebbero fare soldi quando noi facciamo soldi - ha detto Marchionne -. Quando Chrysler va bene, dovrebbero vederne i benefici. Quando non lo facciamo, dovrebbero sentire il dolore". Un piano che a suo giudizio ridurrebbe i licenziamenti e che va sicuramente letto nell'ottica che il 41,5% del Gruppo appartiene al Voluntary Employee Beneficiary Association (VEBA).

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Tag: Curiosità , fiat 500 , dall'estero , torino


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