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pubblicato il 5 gennaio 2012

Fiat è salita al 58,5% di Chrysler

Il salto è stato immediato grazie alla Dodge Dart, l'auto da 40 miglia per gallone

Fiat è salita al 58,5% di Chrysler
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Fiat ha aumentato la sua partecipazione in Chrysler passando dal 53,5% al 58,5% per aver fatto ottenere al Gruppo americano le approvazioni di legge per un'auto basata su una piattaforma Fiat con una performance in termini di consumi pari a quel minimo di 40 miglia per gallone di benzina (64,4 km con circa 3,8 litri) che era richiesto dagli accordi e che sarà assemblata - "irrevocabilmente" (come si legge nella nota Fiat) - negli Stati Uniti. Il restante 41,5% appartiene al Voluntary Employee Beneficiary Association (VEBA) e il CEO di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, ha commentato questa acquisizione definendola "un passo fondamentale verso il completamento dell'integrazione tra i nostri due gruppi". Il suo obiettivo è infatti quello arrivare alla fusione entro il 2014.

L'AUTO DA 40 MIGLIA PER GALLONE E' LA DODGE DART
A fine dicembre una versione pre-produzione della Dodge Dart basata su una piattaforma Fiat ha superato il Fuel Economy Test con un consumo combinato pari a 40 miglia per gallone. Ieri Chrysler si è quindi impegnata irrevocabilmente verso il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ad avviarne la produzione in uno stabilimento negli Stati Uniti e la scalata al 58,5% è stata immediata. "Il raggiungimento dell'Ecological Event è un traguardo al quale abbiamo lavorato con intensità negli ultimi due anni e mezzo - ha detto Marchionne -. Ci fa particolarmente piacere averlo raggiunto, perché ci permette di ripagare la fiducia riposta nelle capacità della Fiat di portare anche negli Stati Uniti auto e motori a bassi consumi. L'impegno sul fronte della mobilità ecologica e sostenibile, che già oggi vede la Fiat come la casa più ecologica d'Europa, è parte integrante della nostra strategia di business. Si tratta di un patrimonio di grande valore che, unito alle competenze sviluppate da Chrysler, ci rende un costruttore di auto forte e competitivo, con un livello di tecnologia tra le più innovative e avanzate al mondo".

LE PRINCIPALI TAPPE DELLA SCALATA DI FIAT IN CHRYSLER
Questo importante traguardo raggiunto da Fiat merita di essere sottolineato con un riassunto del cammino intrapreso quel 29 aprile 2009, quando - in concomitanza con la richiesta di fallimento della Chrysler LLC per proteggersi dai creditori (come aveva fatto anche la General Motors) - il Presidente Obama ne aveva annunciato "il salvataggio" da parte del Gruppo italiano Fiat. Senza pagare un dollaro, ma mettendo sul piatto le sue tecnologie a basso impatto ambientale, l'azienda di Torino ne aveva ottenuto il 20%. A gennaio 2011 la Fiat aveva poi comunicato a Detroit l'aumento della quota in Chrysler dal 20 al 25% ed era successivamente arrivata al 35% del Gruppo americano aprendogli le porte del mercato brasiliano, dove Fiat è leader da molti anni. A maggio 2011, ripagato il debito di Chrysler, Fiat saliva al 46% e, appena un mese dopo, Marchionne acquistava per 500 milioni di dollari un altro 6% prendendo la maggioranza di Auburn Hills. Il controllo ufficiale arrivava a luglio, altri 30 giorni dopo. Acquisito un altro 1,5% di capitale dal Canada, il Gruppo Fiat entrava in possesso del 53,5% del capitale di Chrysler Group LLC. Ed oggi la comunicazione del passaggio al 58,5%.

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Tag: Mercato , auto americane , auto italiane , dall'estero , torino


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