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pubblicato il 10 agosto 2006

Il ritorno dell'Alfa Romeo negli USA

Il ritorno dell'Alfa Romeo negli USA
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Era il 1994; le nuove Alfa Romeo Gtv e Spider erano prossime al debutto. In alcune immagini "rubate", erano presentate in veste pressoché definitiva e in allestimento "America". Erano prototipi di pre-serie, ma tutto sembrava procedere come previsto. L'anno dopo, con pochissime righe, la Fiat annunciò invece (e a sorpresa) il ritiro del marchio Alfa Romeo dal mercato del Nordamerica: troppi problemi logistici, questa la motivazione ufficiale.

La realtà, però, era ben diversa. La casa di Arese soffriva di una gravissima emoraggia di clienti che, già in gruppo limitato, hanno visto frantumarsi, letteralmente, il valore del "Mito" nel quale si riconoscevano.
Il tutto è riconducibile alle scelte fatte nel biennio 1989-1990, quando al pensionamento della vecchia Gtv6, avvenuto nel 1987, seguì l'avvicendamento tra l'Alfa Romeo Milano e la nuova 164. La Milano era una versione della 75 allestita "ad-hoc" per gli Stati Uniti. Non che fosse una vettura infallibile, ma non tradì minimamente le aspettative dell'appassionato d'Oltreoceano. D'altra parte il progetto dell'Alfa 75, seppur mutilato dalla scarsità di fondi, prevedeva, già in origine, una versione a norme USA. Era piccola per gli standard americani, è vero, ma era più moderna, sicura e meglio abitabile rispetto alla vecchia Gtv6 e, soprattutto nelle versioni tre litri, regalava anche un maggior piacere di guida. La Milano esordì nel 1986 e nel 1989 era già a fine carriera: la dirigenza dell'allora polo "Alfa-Lancia" aveva scommesso molto sulla 164, trasformando la Milano da protagonista in semplice comparsa. Nella clientela americana si era creata un'enorme aspettativa intorno alla 164, complice anche una discreta opera di promozione, destinata a far conoscere il modello al più ampio bacino di utenti possibile. Effettivamente, l'ammiraglia milanese presentava molti punti di forza rispetto alla Milano. Era molto spaziosa, grazie anche a dimensioni più generose e vantava dotazioni ed equipaggiamenti specifici e all'avanguardia: doppio airbag, impianto audio dedicato e integrato in plancia, interni in pelle, sedili a totale regolazione elettrica, clima automatico e un'infinità di altri gadget; tra cui alcuni mai stati adottati sui modelli europei. Unici difetti: la posizione di guida poco sportiva e la trazione anteriore. "Cose di poco conto", avranno pensato ai piani alti di Torino. Cose di poco conto che si sono rivelate un problema gravissimo: tra il 1990 e il 1995, l'Alfa vide assottigliarsi sempre più la già piccola quota di mercato che aveva negli Stati Uniti, fino al ritiro. E così, nonostante le nuove Gtv-Spider fossero pronte, la crisi era tale da scoraggiarne le operazioni di omologazione negli USA.

Da allora, di illazioni circa il possibile ritorno in America del Biscione ne sono state fatte tante. Nel 1998, poco prima dell'esordio ufficiale della 166, alcuni prototipi sorpresi in Nordamerica fecero pensare che potesse essere questa la vettura del ritorno. Ipotesi disattesa. Se ne è parlato, quindi, per l'esordio della 159: "entro il 2005, con l'erede della 156, l'Alfa tornerà in America". Il 2005 è finito, la 159 è sulle strade (e con lei la Brera e la nuova Spider), e ora esiste una nuova data, il 2009, e una nuova tappa, il restyling dell'attuale gamma. Questa volta, però, sembrano tutti decisi.

Nel 2009, a rilanciare il marchio Alfa Romeo ci saranno la 159 restyling, la Brera e la Spider, motorizzate con due sole unità, il 2.2 JTS (che è soffocato dalla massa notevole dei modelli milanesi) e il 3.2 JTS Q4. Forse la berlina riceverà anche il potente 2.4 JTDM. Esclusa dai giochi, per ora, la piccola 149. Oltreoceano aspettano con ansia il ritorno ufficiale del marchio milanese, c'è grande attesa per questi primi tre modelli, per la probabile SUV e per l'ammiraglia che "prima o poi" (possibile nel 2012), rimpiazzerà la 166. L'organizzazione si baserà su 50 dealers, locati nelle più grandi aree urbane, il cui numero varierà a seconda dell'accoglimento da parte del pubblico. Si punterà molto sul legame tra Alfa Romeo e Maserati, soprattutto in vista dello sviluppo, oltre che dei modelli di nicchia, della nuova media del Tridente, destinata a rinverdire i fasti della famiglia Biturbo 420, che prevedibilmente avrà una forte parentela con la 159.

Bene, visti i precedenti, questo scenario è preoccupante e non va preso sottogamba. Il mercato americano, benché apparentemente poco incline a certe raffinatezze all'europea, è in realtà molto più complesso di quanto si pensi. Si sta creando tra i potenziali clienti d'Oltreoceano un pericoloso clima di attesa e, perdonate il gioco di parole, più si aspetta più crescono le aspettative. Al Lingotto devono andarci con i piedi di piombo, ma osservando da profani l'impostazione iniziale dell'operazione, qualche dubbio nasce spontaneamente: si esordirà con modelli già oltre la "mezza età", con una berlina riutilizzata ma strutturalmente vecchia (non dimentichiamo che la 159 è parente stretta delle ben più anziane Saab 93 e Opel Vectra) e con una gamma di motori molto limitata. Ma non vogliamo improvvisarci analisti di mercato, per carità: quelli ci sono e pare siano infallibili. Limitiamoci a ricordare a chi di dovere che gli americani ci aspettano da quattordici anni, e questa volta non sono ammessi errori.

Autore: Alessandro Lago

Tag: Attualità , Alfa Romeo


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