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pubblicato il 2 gennaio 2012

Termini Imerese, il 19 gennaio il piano DR

Nello stabilimento siciliano non ci sono più le insegne della Fiat

Termini Imerese, il 19 gennaio il piano DR

A Termini Imerese non ci sono più operai, in cassa integrazione dal 24 novembre dopo aver ultimato l'ultima Lancia Ypsilon "siciliana". E dopo 41 anni non ci sono più le insegne della Fiat, come da programma. Da ieri si lavora al rilancio dello stabilimento dell'Isola, affidato alla molisana DR che lo ha acquistato da Fiat ad un prezzo simbolico di 1 euro. Massimo Di Risio ha chiesto ancora qualche giorno di tempo e il 19 gennaio illustrerà il suo piano industriale che punta a riassorbire 1.312 dipendenti in cinque anni (il resto saranno prepensionati) di cui 241 nelle prossime settimane.

"Partirò con 241 - ha dichiarato Di Risio nei giorni scorso in un'intervista a Il Fatto Quotidiano - e rispetterò il programma fino a riassumere chiunque non vada in pensione. I nostri modelli produttivi sono diversissimi. Fiat ha impianti che lavorano al 20-30% della capacità. Noi di capacità produttiva abbiamo bisogno per passare da due a sei modelli". E sul fatto che Termini Imerese sia in una posizione geografica sfavorevole, come sosteneva il Lingotto, dice: "Per noi è diverso: con un porto a un chilometro dallo stabilimento, e facendo arrivare il grosso dei componenti per mare, avremo un risparmio rispetto a ora che arrivano a Macchia d'Isernia sbarcando a Livorno e poi su gomma fino in Molise". In moto si è messa anche la Regione Sicilia con la costituzione di una unità di coordinamento per la supervisione delle nuove infrastrutture da realizzare nell'area industriale per un totale di 150 milioni di euro, tra cui strade, illuminazione, il completamento del porto e la realizzazione di un interporto.

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Tag: Attualità , produzione , lavoro


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