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pubblicato il 23 dicembre 2011

Le donne della Fiom: "il contratto Fiat ci discrimina"

Per le operaie non c'è parità di trattamento

Le donne della Fiom: "il contratto Fiat ci discrimina"

Il nuovo contratto Fiat siglato lo scorso 13 dicembre, quello che estende a tutti gli stabilimenti del Gruppo torinese il cosiddetto "modello Pomigliano" è discriminatorio per le donne della Fiom, che in un appello invitano tutte le colleghe ad aderire alla campagna promossa dal sindacato per la cancellazione dell'accordo. In un volantino distribuito alle donne di tutti gli impianti, scrivono: "In fabbrica e sulle linee di produzione molte operaie già oggi denunciano condizioni di lavoro al limite della tollerabilità. Intensificare i ritmi, spostare la mensa a fine turno, tagliare le pause, imporre 120 ore di straordinario obbligatorio, penalizzare le assenze per malattia, significa imporre un modello lavoro in cui tutte e tutti saremo destinati ad ammalarci di più, pagando con la nostra salute la produttività che Marchionne rincorre sui mercati. Studi, scientifici dimostrano che le donne accusano più degli uomini danni da esposizione a ritmi e posizioni disagiate, a turni avvicendati a sovraccarico da stress!".

"L'accordo - si legge nell'appello -, invece di prestare particolare attenzione alla salute delle lavoratrici, al contrario è vergognosamente discriminatorio nei confronti delle donne perché le esclude dal premio straordinario 2012 (i famosi 600 euro che saranno distribuiti a giugno 2012) se sono assenti per maternità, allattamento, congedi parentali, malattia figli e legge 104. Altro che parità! E' un ritomo indietro di quarant'anni a prima della legge 903: lavoro con diritti, scelta della maternità e di una vita familiare, non possono essere colpevolizzati e puniti in una logica in cui il tempo di lavoro mangia il resto della vita e la produttività a qualanque costo viene legittimata come bandiera di progresso.

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Tag: Attualità , Fiat , produzione , lavoro


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