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pubblicato il 22 dicembre 2011

La vecchia General Motors è morta

Ufficialmente chiusa Motors Liquidation Co., la bad company uscita dal Chapter 11

La vecchia General Motors è morta

La Motors Liquidation Co. nata General Motors è morta. Ne ha dato l'annuncio qualche giorno fa il Detroit News scoprendo che lo scorso 15 dicembre il giudice fallimentare Robert Gerber ha ufficialmente chiuso la bad company nella quale erano confluiti tutti i cespiti cattivi della casa automobilistica di Detroit dopo l'ingresso in regime di chapter 11 guidandone il deflusso di quelli buoni nella nuova General Motors.

PER UNA CHE RINASCE...
Una storia che molti hanno già dimenticato e che altri hanno cercato di far dimenticare, ma che accade proprio mentre una delle sue ex affiliate - la Saab - chiude definitivamente i battenti dopo un accanimento terapeutico dai contorni poco chiari. Deceduti in modo spiccio, ma meno doloroso, sono invece i marchi Pontiac, Saturn e Hummer, quest'ultimo archiviato dopo l'interessamento senza seguito del gruppo cinese Sichuan Tengzhong Heavy Industrial Machinery Company. E si parla di storicamente di tre gioiellini: Pontiac è uno dei primi marchi di GM e anche di quelli dotati di una certa tradizione sportiva, il secondo è figlio di una joint-venture con Toyota - la NUMMI, stipulata nel 1984 - che avrebbe dovuto fare faville ed invece ha pian piano perso forza propulsiva, Hummer è un'icona - nel bene, ma ultimamente molto più del male - del fuoristrada a stelle e strisce e della potenza militare americana. Ma in un paese dove tutto si crea se è funzionale e, se non lo è più, si distrugge questi sentimentalismi non possono esistere. Questa non è l'Europa che tenta di salvare tutto a tutti i costi.

LA STORIA DI UN AUTENTICO IMPERO
La vecchia General Motors era nata il 16 settembre 1908 a Flint, nello stato del Michigan e non distante da Detroit poi diventata quartier generale, per opera di Billy Durant il quale aveva fondato la Buick e negli anni successivi aveva acquisito altri 20 e più marchi come Oldsmobile - chiusa anche lei, ma poco prima del chapter 11 - Cadillac, Pontiac (allora chiamata Oakland) e Chevrolet per arrivare infine all'australiana Holden e alle europee Opel e Vauxhall fino alla Saab. La GM diventò già nel 1931 il primo costruttore americano e mondiale alle spese di Ford cedendo lo scettro solo nel 2008 a Toyota e per la maggior parte del secolo scorso GM fino al 1997 è anzi stata la compagnia più grande al mondo in assoluto, più di altri giganti come Microsoft, Intel, Boeing, Coca-Cola e altri ancora messi assieme. Per avere un'idea delle sue dimensioni, basti pensare che nel 1955, mentre la sua produzione superava i 5milioni di veicoli e il suo fatturato andava oltre il miliardo di dollari, aveva 525mila dipendenti solo negli Stati Uniti e altri 100mila all'estero, più delle popolazioni degli stati di Nevada e Delaware messi insieme. GM era anche il massimo esempio di public company: nei primi anni '60 erano oltre un milione i singoli sottoscrittori che ne possedevano azioni. Oltre 60 milioni dei veicoli prodotti da GM sono ancora in circolazione.

LE MACERIE...
Quanto è costato il fallimento della General Motors? Un prestito di 49,5 miliardi di euro da parte del Tesoro americano in via di restituzione ai quali vanno aggiunti i 120 milioni di dollari spesi per tutte le pratiche legali, 45,2 dei quali sono andati allo studio Weil Gotshal & Manges LLP il quale ha impiegato oltre 400 avvocati e 70mila ore di lavoro per dirimere tutti i problemi legali e assicurare così il passaggio più o meno indolore della vecchia General Motors a nuova vita. Al momento, tutto quel che rimane della vecchia GM - stimato in circa 800 milioni di dollari - è passato a quattro trust i quali si continueranno ad occupare della loro valorizzazione per ripagare i creditori. Tra questi c'è anche la Revitalizing Auto Communities Environmental Trust la quale possiede 65 fabbricati in 14 stati per una superficie totale di oltre 40 milioni di piedi quadrati, tra questi ci sono naturalmente vecchi stabilimenti come quelli già venduti alla Tesla (Freemont, California) e alla Fisker (Wilmington, Delaware), esponenti della nuova onda di costruttori di veicoli elettrici. Per liquidare gli altri cespiti potrebbero servire anni.

...E LA RINASCITA
La nuova General Motors, ripulita dei debiti e di tutti i rami secchi - compreso le decine di migliaia di persone allontanate sia negli uffici sia negli stabilimenti e gli oltre 1.700 concessionari revocati - intanto è tornata a volare ripagando a tempo di record i propri debiti e mettendo a segno profitti per 4,7 miliardi di dollari nel 2010 e di 7,1 miliardi solo nei primi nove mesi del 2011 anno nel quale dovrebbe anche riprendersi lo scettro di primo costruttore mondiale con soli 4 marchi, grazie alla debolezza di Toyota e alla posizione dominante sul mercato cinese. Jay Cooney, portavoce di General Motors, ricorda la missione dell'azienda "Fornire ai clienti i migliori veicoli al mondo" coniata a suo tempo da Bob Lutz, naturalmente facendo profitti, cosa che nel decennio precedente al 2009 è stata puntualmente disattesa, anzi ci sono state perdite complessive per oltre 80 miliardi di dollari sotto la presidenza di Rick Wagoner. Il Detroit News sottolinea anche come il passaggio tra vecchia e nuova GM sia stato più simbolico che di sostanza: il quartier generale, il dominio per gli indirizzi e-mail e persino il marchio commerciale e il nome sono rimasti gli stessi. La Fenice si chiama ancora General Motors, le sue ceneri si chiamano - anzi si chiamavano - Motors Liquidation Co.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , General Motors , detroit , dall'estero , lavoro , usa

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