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pubblicato il 21 dicembre 2011

RC Auto: il 3% delle domande cela una truffa

Certificato di residenza e attestati di rischio i documenti più falsificati

RC Auto: il 3% delle domande cela una truffa

Non solo incidenti truccati (ogni cento in media due sono falsi), la truffa all'Rc Auto inizia molto prima, in ufficio, dove l'assicuratore riceve i documenti che l'automobilista gli sottopone per stipulare la polizza. Le manomissioni in questo caso sono tantissime, a cominciare dal tentativo di falsificare il certificato di residenza. Nel 40% dei casi, come segnala Facile.it, si arriva ad inventare persino lo stemma del Comune, oltre che i dati e le cariche dei responsabili amministrativi. Seguono, con il 38%, gli attestati di rischio con indicazioni scorrette in merito al numero dei sinistri causati negli ultimi cinque anni assicurativi.

I DOCUMENTI PIU' FALSIFICATI
Nel 17% dei tentativi di frode ad essere modificata è invece la carta d'identità: nelle fotocopie inviate i truffatori manomettono la città di residenza, che magicamente si sposta in città più "virtuosa" (spesso del Nord Italia). Nel restante 5% troviamo documenti di varia natura, tra cui i libretti di circolazione, di cui si vanno a modificare sia i dati del veicolo, sia quelli del proprietario. Benché tentativi di questo tipo provengano da tutte le regioni d'Italia, le aree in cui si concentra il maggior numero di frodi sono le stesse in cui i premi assicurativi sono più elevati. Questo è, purtroppo, un circolo vizioso; un alto numero di frodi (tentate o compiute) porta le compagnie ad avere tariffe più alte e alcuni automobilisti a cercare di ovviare a questi costi.

UN CONTINUO LAVORO DI INTERCETTAZIONE
"Già l'Isvap - ha detto Alberto Genovese, Amministratore delegato di Facile.it - è intervenuto a sottolineare la gravità di questo fenomeno, che si ripercuote su chi paga onestamente la propria assicurazione. Oltre ai rimborsi gonfiati è bene tener presente l'esistenza anche di questi tentativi di frode: insieme, per l'Isvap nel 2009 ammontavano ad 83.000 unità. Per quel che ci riguarda, lavoriamo costantemente per intercettare e segnalare ogni tipo di truffa. Il supporto delle amministrazioni comunali, dei database dell'ACI e dell'ANIA e, non ultimo, delle forze dell'ordine ci aiuta a limitare il più possibile il fenomeno".

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