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pubblicato il 20 dicembre 2011

Valeo crede nel compressore elettrico

Acquistati dalla CPT i brevetti per la sovralimentazione motorizzata

Valeo crede nel compressore elettrico

La Valeo ha acquistato dalla Controlled Power Technologies (CPT) il Variable Torque Enhancement System (VTES), ovvero il sistema di sovralimentazione con compressore elettrico che l'azienda britannica ha messo a punto in collaborazione del gigante francese di componenti per auto. Il VTES è un compressore centrifugo elettrico che funziona con la normale tensione elettrica di bordo a 12 Volt riuscendo a raggiungere 70.000 giri/min, un regime modesto rispetto a quello di un turbocompressore - compreso tra 200.000 e 300.000 giri/min, a seconda dei tipi e delle dimensioni -, ma molto più velocemente e dunque è in grado di assicurare una sovralimentazione più modesta, ma praticamente immediata: solo 350 millisecondi.

PER AUMENTARE PRESTAZIONI ED EFFICIENZA
L'acquisto da parte di Valeo di questa tecnologia dopo 3 anni di sviluppo congiunto indica la sua validità e probabilmente il fatto che ci sia già qualche cliente pronto perlomeno a sperimentare il VTES se non ad acquistarlo per sfruttarne in benefici. Da prove compiute su vari tipi di motore e veicolo, il VTES assicura parecchi vantaggi. Ad esempio: applicato su un motore a benzina di 1,4 litri assicura rispetto a un 1,6 litri aspirato il 13% in meno di CO2, il 40% in più di coppia e un aumento di potenza altrettanto consistente ai regimi medio-bassi, mentre su un Diesel per mezzi commerciali le emissioni di CO2 migliorano del 10% e si riducono i tempi di risposta del motore, pari se non migliori a quelli di un motore con sovralimentazione bi-turbo sequenziale.

O PER DIMINUIRE LE EMISSIONI INQUINANTI
Il sistema faciliterebbe anche il funzionamento dei dispositivi anti-inquinamento con il filtro antiparticolato e l'EGR. Nel primo caso, perché avere una maggiore quantità d'aria più velocemente ai regimi più bassi diminuisce naturalmente la produzione di particolato, dunque se ne accumula di meno nel filtro e c'è bisogno di minor rigenerazione. Questo vuol dire minori cicli di rigenerazione, meno consumo di carburante e meno CO2, ma anche possibilità di migliore messa a punto dei motori. La centraline infatti sono tarate per rallentare di qualche attimo la necessità di gasolio alla richiesta di coppia da parte del guidatore per attendere l'aria necessaria a bruciare il carburante in modo efficace e con la quantità minima di residui. Avere prima il comburente (l'ossigeno contenuto nell'aria) è dunque un beneficio automatico sia per le prestazioni sia per il piacere di guida. Nel caso dell'EGR, il vantaggio è vincolato alla posizione della valvola. Se quest'ultima è dopo il DPF, il VTES può essere usato per ripompare i gas riciclati. L'aumento delle velocità dovrebbe raffreddarli ulteriormente dando un ulteriore contributo alla riduzione dei NOx.

TURBO ELETTRICO? NO. O FORSE
Funziona o no? Se si chiede ai tecnici delle grandi case automobilistiche cosa pensano della sovralimentazione elettrica, la loro reazione è quasi stizzita. "Non funziona" è la loro risposta unanime, eppure qualcosa si muove e lo confermano le voci che vogliono imminente l'elettrificazione della sovralimentazione, almeno in assistenza a quella attraverso i gas di scarico. Sono già pronti turbocompressori dotati di motore elettrico in grado di vincere l'inerzia della girante per farle raggiungere regimi elevati in minor tempo lasciando poi ai gas di scarico il compito di portarle al massimo. IL VTES garantirebbe invece questo tipo di assistenza in qualità di componente aggiuntivo, dunque montato a monte del turbocompressore vero e proprio. In questo modo si ottimizzerebbero i tempi di risposta senza i costi e le complicazioni fluidodinamiche del doppio turbo e in modo più flessibile, visto che la centralina del motore potrebbe decidere in ogni momento se far intervenire il VTES o no e in che misura. E in più c'è il vantaggio di poterlo montare dove si vuole all'interno del vano motore.

I PRO, I CONTRO E LE SOLUZIONI
La Valeo è sicura di poter sviluppare ulteriormente questo sistema e assicurare così un guadagno di CO2 del 20%, se integrato con il sistema di recupero dell'energia di Valeo. Una percentuale che sicuramente metterà l'acquolina alle case, sempre che sia vantaggiosa in termini di costi e di peso, senza dimenticare un altro fattore fondamentale: un aggeggio da 1,7 kW di potenza che interviene in modo repentino e ripetuto sottopone la batteria a un lavoro degno di un sistema stop&start in termini di potenza, assai superiore in termini di cicli visto che le soste sono di molto inferiori in numero rispetto ai casi nei quali il compressore elettrico sarebbe chiamato a intervenire. Ma se un gigante come la Valeo ci crede, vuol dire che ha il modo per risolvere il problema. La soluzione? Potrebbe chiamarsi supercondensatore che è - guarda caso - il cuore del sistema microibrido e-HDi che la stessa Valeo ha messo a punto per i motori a gasolio del gruppo PSA Peugeot Citroen. A questo potrebbe riferirsi la Valeo quando parla di integrazione con il proprio sistema di recupero dell'energia. In questo modo sarebbe anche salvo il principio di recupero dell'energia: il turbo lo effettua sfruttando la velocità dei gas di scarico, il VTES sfruttando l'inerzia in decelerazione del veicolo. Staremo a vedere.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Curiosità , nuovi motori


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