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pubblicato il 15 dicembre 2011

Il brutto 2011 dell’automobile

Mercato a 1.750.000 targhe con la crisi che pesa su famiglie e giovani

Il brutto 2011 dell’automobile

1.750.000 vetture. E' questo il numero che meglio sintetizza il brutto anno che si sta chiudendo per l'automobile in Italia. Perché è un numero che gli addetti ai lavori non leggevano da oltre dieci anni e rappresenta un indicatore concreto di come la crisi economica mondiale stia iniziando a colpire gli automobilisti italiani. La fotografia del mercato dell'auto italiano è stata scattata nella tradizionale conferenza di fine anno organizzata dall'Unrae, l'Unione nazionale delle Case estere, in cui Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'associazione, ha spiegato come questo crollo verticale delle immatricolazioni (-10,8% rispetto al 2010) era ampiamente previsto perché si è verificato dopo 12 mesi di risultati costantemente negativi, con una piccola eccezione all'inizio dell'anno favorita dallo strascico delle immatricolazioni "incentivate" nel 2010.

GIOVANI E FAMIGLIE IN DIFFICOLTA'
Ma non c'è solo la contrazione nelle vendite. Con la crisi il mercato dell'auto italiano sta cambiando. Cambia chi compra l'automobile, per via dei problemi reddituali di famiglie e dei giovani che hanno spinto al ribasso la domanda aggregata dei "privati" del 17%. E cambia la tipologia di auto nuove richieste dagli italiani, che registra una forte diminuzione della domanda di vetture di piccole dimensioni (citycar e utilitarie) a fronte di un aumento della domanda di modelli trasversali, i cosiddetti crossover, in grado per la loro poliedricità di trasformarsi in prima ed unica auto di famiglia. E poiché usare l'automobile costa sempre di più, continua a diminuire il numero di chilometri percorsi dagli italiani: siamo al -10,9 % dal 2000 al 2011.

LA FISCALITA' NON AIUTA LE AZIENDE
Non se la passa meglio il comparto delle auto aziendali che rappresenta il 28% del mercato, con 1.961.579 vetture. L'Italia resta fanalino di coda in Europa per lo sviluppo di questo mercato a causa della fiscalità disincentivante. Nel 2011 è cresciuta la quota del noleggio lungo termine, ma sono anche cresciute le cosiddette "autoimmatricolazioni" ovvero le auto a km 0 immatricolate dai concessionari, tradizionale cartina tornasole delle difficoltà del mercato.

ALMENO SCENDE LA CO2
Pochi sono i numeri o le tendenze positive rilevate dall'Unrae. La principale consolazione è la diminuzione del livello di C02 emesso in media dal parco circolante che è sceso nei primi 11 mesi del 2011 a 130 g/km, in anticipo rispetto all'obiettivo dell'Unione Europea fissato per il 2012. Un contributo lo ha dato sicuramente la crescita delle motorizzazioni Diesel che nel 2011 è stato scelto sul 55% delle auto immatricolate a scapito, soprattutto, delle vetture alimentate a gpl o metano.

VERSO IL 2012
Il nuovo anno, purtroppo, non è atteso con maggior favore. La previsione dell'Unrae è di 1.680.000 nuove targhe, dato che sottintende comunque alcune stime ottimistiche. Il 2012, infatti, arriverà con un bassissimo portafoglio ordini e le manovre economiche del Governo per "mettere" in sicurezza i conti pubblici con un aumento della pressione fiscale diretta e indiretta non può far altro che rendere ancora più difficile la ripresa del mercato. Una piccola speranza è legata all'arrivo sul mercato delle auto elettriche: nel corso del 2012 saranno commercializzati decine di nuovi modelli. Ma il successo commerciale di questa nuova tecnologia per la mobilità è legato a doppio filo all'approvazione del decreto Ghiglia-Lulli-Scalera per l'incentivazione all'acquisto di auto a emissioni zero e ad una (seria) politica per lo sviluppo infrastrutturale della rete di distribuzione di energia per la ricarica della batterie.

Autore: Redazione

Tag: Mercato , immatricolazioni , incentivi , statistiche , tasse


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