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pubblicato il 15 dicembre 2011

Caro benzina, come si difendono gli italiani

E c''è chi non si fida più neanche del benzinaio...

Caro benzina, come si difendono gli italiani

L'impennata negli ultimi mesi dei prezzi dei carburanti, insieme agli altri rincari fra cui assicurazioni e bollo, ha avuto come conseguenza un minore uso dell'auto. E non poteva essere che così. Il pieno ormai è infatti un lusso, coem conferma l'ultimo rapporto Aci-Censis: il prezzo medio al consumo delle benzina è passato da 1,358 euro al litro del 2010 a 1,54 euro al litro nel 2011, senza contare che con le nuove accise siamo ormai sopra questa soglia di almeno 20 cent. Gli italiani non sono però rimasti inermi di fronte alla stangate ed hanno fatto delle scelte per salvare, almeno in parte, il proprio portafogli.

MEGLIO PARCHEGGIARLA
Il il 29,6% degli automobilisti italiani nell'ultimo anno ha ridotto l'uso dell'auto privata per via del caro benzina: si tratta di un incremento di 3 punti rispetto al 26,6% del 2010 e di più di 8 punti rispetto ai valori del 2009. Se 3 anni fa, per risparmiare sul carburante, erano 21 su 100 gli automobilisti sceglievano di ridurre l'uso dell'auto, quest'anno quasi 30 patentati hanno preso la stessa decisione.

CRESCE IL FAI DA TE
Chi proprio non può lasciare a casa l'auto ed è costretto a fare rifornimento, prova ad approfittare sempre di più degli sconti delle pompe self service: cresce di 4,4 punti percentuali rispetto al 2010 il self-service e cala del 7% il servito, anche se resta il preferito, sia sulle strade urbane (51,9% rispetto al 58,9%) che in autostrada (57,6% rispetto al 64,5%). Il "fai da te" raccoglie il 48,1% (41,1% nel 2010) delle preferenze sulle strade urbane e il 42,4% (35,5% nel 2010) in autostrada. Ma il self-service non piace molto alle donne: in città, infatti, se ne serve solo il 30,4%, in autostrada il 29,4%. Prendendo in considerazione solo il comportamento degli uomini, il self-service risulterebbe nettamente favorito sia in città (62,4%) che in autostrada (55,6%). Sale di un buon 5%, fino al 12,8%, il numero degli automobilisti controllano la corretta erogazione del carburante.

IL PENSIONATO A PIEDI, IL PRECARIO SI ARRANGIA
Che alternative? Dipende dalla condizione socioeconomica: gli occupati (dipendenti e indipendenti) e gli studenti si affidano al trasporto pubblico e alle 2 ruote; i precari prediligono car pooling e trasporto pubblico. le tre "categorie deboli": i disoccupati scelgono trasporto pubblico e bicicletta; pensionati e casalinghe optano per una passeggiata a piedi, anche perché impegni quotidiani e stile di vita glielo consentono, e al trasporto collettivo, che infatti nell'ultimo anno ha guadagnato utenti.

1.530 EURO ALL'ANNO
La principale voce di spesa del'automobilista è ormai il carburante: si spendono 1.530 euro in media all'anno, con un incremento del 2,3% rispetto al 2010. Gli italiani lo sanno bene e dunque la benzina rimane al primo posto con 83,9 %, un 15% in più rispetto all'anno scorso, fra le spese considerate "superiori al giusto". E visto che fare il costa sempre di più, sale di 5 punti percentuali fino al 12,8% anche il numero degli automobilisti controllano la corretta erogazione del carburante.

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Tag: Attualità , gpl , metano , carburanti alternativi , aci , tasse , carburanti


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