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pubblicato il 14 dicembre 2011

Fiom-Marchionne, match a Pomigliano

Le stilettate del manager, le accuse del sindacato nel giorno della nuova Panda

Fiom-Marchionne, match a Pomigliano
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E' una partita a distanza quella che si gioca oggi a Pomigliano d'Arco per la presentazione della nuova Fiat Panda. I giocatori sono sempre loro: da una parte c'è Sergio Marchionne, dall'altra i lavoratori della Fiom di Napoli. Uno dentro, fra le linee produttive, visibilmente affaticato perché è da poco atterrato dagli Stati Uniti e a tratti seccato dal solito assalto all'arma bianca dei giornalisti. Gli altri, non molti, fuori dai cancelli. Scherzano con gli oltre 250 giornalisti presenti, ma sono comunque arrabbiati perché da ieri sono esclusi dalla rappresentanza delle fabbriche Fiat per effetto del nuovo contratto. Sorridendo, ai cronisti distribuiscono un volantino con le loro rivendicazioni, mentre Fiat fa altrettanto all'interno dello stabilimento con il discorso di Marchionne. Così, fogli alla mano, ci viene spontaneo confrontare le due posizioni.

MARCHIONNE: "PROMESSA MANTENUTA"
Marchionne lo dice subito "non è mia abitudine parlare ai lanci dei nuovi prodotti", ma oggi lo fa ed è chiaro il perché: vuol togliersi qualche sassolino dalla scarpa dopo oltre un mese di confronto serrato con i sindacati e di decisioni dure, come l'uscita da Confindustria e la disdetta del contratto nazionale. Infatti dopo i saluti arriva la prima stilettata verso il sindacato: "Agli scettici, ai detrattori, agli antagonisti per professione rispondiamo con i fatti" e più avanti aggiunge "Chi ancora dubita che in questo stabilimento si possano fare le cose e farle bene, non ha che da venire qui, vedere i reparti della fabbrica e parlare con la gente che ci lavora". Dal canto suo la Fiom risponde: "In questi mesi è successo di tutto, i lavoratori hanno continuato a subire la CIGS; sono stati definiti fannulloni da coloro che avevano il dovere di difenderli; sono stati accusati di essere assenteisti oltre ogni limite; di essere scarsamente produttivi; di utilizzare lo sciopero per fini funzionali al lavoro nero fatto altrove o per vedere le partite del Napoli. False accuse per poter sacrificare diritti e per modificare la prestazione lavorativa. A Pomigliano il tasso di assenteismo è il più basso di tutto il gruppo Fiat e si sino prodotte vetture straordinarie con il marchio Alfa".

FIOM: "LA PANDA NON BASTA"
Oggi però la protagonista è la nuova Fiat Panda. Per Marchionne "Decidere di portare la nuova Panda a Pomigliano non è stata una scelta basata su principi economici e razionali. Non era - e non è - la soluzione ottimale da un punto di vista puramente industriale. Lo abbiamo fatto considerando la storia della Fiat in Italia, quello che da sempre rappresenta e il rapporto privilegiato che ha con il Paese. Lo abbiamo fatto perché, nel limite del possibile - e senza pregiudicare la solidità della nostra azienda - riteniamo sia un nostro dovere privilegiare il Paese in cui Fiat ha le proprie radici. Pomigliano d'Arco, la Panda in Italia sono il simbolo di tutto questo, delle nostre sfide e del nostro impegno, delle nostre promesse mantenute". Ma la Fiom controbatte: "Sergio Marchionne, vogliamo ricordarlo, aveva deciso di chiudere due stabilimenti in Italia: Termini Imerese, che ha chiuso, e Pomigliano. Pomigliano non è riuscito a chiuderlo per la ferma opposizione della Fiom e di tutto il sindacato. Oggi l'avvio della produzione della Panda lo si deve a quelle lotte ed a quei sacrifici. Ma la Panda non basta, sono necessarie altre produzioni per garantire l'occupazione a tutti i lavoratori della Fiat di Pomigliano e dell'indotto.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , Fiat , produzione , lavoro


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