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pubblicato il 13 dicembre 2011

Fiat, c'è il nuovo contratto

Via libera al "modello Pomigliano" in tutti gli stabilimenti

Fiat, c'è il nuovo contratto

Con la firma di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri, il Gruppo Fiat ottiene il sì dei sindacati, tranne quello della Fiom, al nuovo contratto collettivo di primo livello per tutti gli stabilimenti italiani del gruppo che sostituisce il contratto nazionale dei metalmeccanici disdetto a fine novembre dopo l'uscita da Confindustria.

I TERMINI
L'intesa, che interessa circa 86.000 lavoratori Fiat, ha validità di un anno e prevede un limite di 120 ore di straordinari al posto delle precedenti 40, 18 turni con tre turni al giorno per 6 giorni a settimana, la riduzione delle pause da 40 a 30 minuti, una maggiorazione dal 50 al 60% dello straordinario al sabato, l'aggiunta di un sesto scatto di anzianità quadriennale in aggiunta ai cinque biennali e un per il 2012 di 600 euro che spetterà anche a chi è stato in cassa integrazione. Cambia anche il sistema di rappresentanza sindacale: le Rsu diventano Rsa (Rappresentanze Sindacali Aziendali). Saranno elette la prossima primavera e potranno rappresentare solo le organizzazioni dei lavoratori che hanno sottoscritto il nuovo contratto, dunque la Fiom sarebbe esclusa.

MARCHIONNE: "UN SEGNALE DI SPERANZA"
Sergio Marchionne ha salutato l'intesa in una nota di Fiat Group, in cui definisce il nuovo contratto "una svolta storica per la nostra azienda e i suoi lavoratori. Con il nuovo contratto disponiamo di uno strumento moderno che rispecchia la realtà dell'industria a livello internazionale e che permetterà a Fiat e Fiat Industrial di diventare più efficienti e creare le condizioni essenziali per continuare ad investire nel Paese. Il nuovo contratto, inoltre, garantisce ai nostri lavoratori di mantenere inalterati tutti i diritti acquisiti e permette loro di essere i primi a beneficiare dell'aumento di produttività. I vantaggi economici in busta paga, infatti, saranno evidenti, grazie al maggiore utilizzo degli impianti e alla possibilità di fare straordinari in modo più flessibile. Si tratta di un'intesa che segna un significativo miglioramento per tutti. Quanto fatto oggi dimostra che i grandi passi si possono compiere quando si uniscono le forze, quando si lavora tutti nella stessa direzione e quando c'è una reale condivisione di intenti. E' un esempio che esiste una larga parte della società che dice no agli antagonisti per professione, che ha voglia di rimboccarsi le maniche e risolvere i problemi. E che, soprattutto, è disposta ad impegnarsi per trovare le soluzioni. Credo che tutto questo sia anche un segnale di grande speranza per il nostro Paese".

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Tag: Attualità , auto italiane , produzione , lavoro


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