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pubblicato il 7 dicembre 2011

Prezzi benzina: con la riforma della rete possono scendere?

OmniAuto.it vi spiega perché i gestori dicono di sì

Prezzi benzina: con la riforma della rete possono scendere?

Il prezzo della benzina vola spedito verso i 2 euro al litro, spinto dal decreto Salva Italia e dall'IVA al 23%, ma una possibilità di ridimensionamento dei listini arriva dalla riforma della rete di carburanti. Aveva iniziato a lavorarci il Governo Berlusconi e Faib e Fegica si erano fatte promotrici di un progetto di legge alternativo denominato "Libera la benzina!" ed ora il ministro dello Sviluppo e dei Trasporti, Corrado Passera, ha aperto ad un ulteriore cambiamento. Nella prima bozza del decreto Salva Italia compariva un articolo che riduceva il vincolo di fornitura in esclusiva dei carburanti - che obbliga i gestori degli impianti a rifornirsi da una unica compagnia petrolifera alle condizioni che essa determina unilateralmente -, ma quando il decreto ha ottenuto il via libera questa voce è stata messa da parte. "Il tema della liberalizzazione dei carburanti è talmente importante che ci torneremo di sicuro", ha detto Passera e gli automobilisti posso essere fiduciosi. OmniAuto.it ha intervistato sull'argomento il segretario nazionale di Fegica Cisl, Alessandro Zavalloni, ed ecco cosa ci ha detto.

OmniAuto.it: Quindi anche se il prezzo della benzina è alle stelle l'automobilista può sperare che con una riforma della rete il prezzo scenda?
Alessandro Zavalloni: "Non solo sperare. I cittadini di questo Paese debbono pretendere che, attraverso l'introduzione di regole eque e concorrenziali, i prezzi dei carburanti siano i più bassi possibile. Sia chiaro, i carburanti costeranno sempre 'troppo'. E' odioso finché si vuole, ma fintantoché la 'collettività' sceglie di finanziare attraverso le tasse su benzina e gasolio l'erogazione di altri servizi di interesse pubblico (buona parte del servizio sanitario nazionale, per esempio), questo sarà inevitabile.
L'aumento delle accise, assai pesante, andato in vigore questa notte, ne è la prova più evidente. Ma ciò non vuol dire che, dietro questa realtà, si possano continuare a nascondere e a proteggere quelle ingenti rendite di posizione, spesso persino assolutamente improduttive, che si oppongono alla riforma. Avere prezzi più bassi si può e questo i cittadini, non solo gli automobilisti, devono saperlo".

OmniAuto.it: Siete al corrente di come il Governo Monti vuole riformare la rete?
Alessandro Zavalloni: "Nella prima bozza del decreto "salva Italia" compariva un articolo che, nella sostanza, intendeva contenere al 50% il vincolo di fornitura in esclusiva dei carburanti che obbliga i gestori degli impianti a rifornirsi da una unica compagnia petrolifera alle condizioni che essa determina unilateralmente. Il Governo, poi, come ha spiegato il Ministro Passera, ha ritenuto di "congelare per approfondimenti" il tutto. Dal punto di vista di una categoria di decine di migliaia di piccole imprese che, attraverso le loro organizzazioni sindacali, chiedono da tempo il completamento della liberalizzazione del settore, il fatto che questo Governo abbia manifestato l'intenzione di intervenire per eliminare vincoli e rendite di posizione che ingessano mercato e prezzi, è un'ottima notizia. Il vincolo di esclusiva - insieme ad altri- è senz'altro uno degli strumenti sui quali si può lavorare efficacemente per ottenere una riduzione dei prezzi dei carburanti diffusa su tutta la rete di distribuzione".

OmniAuto.it: Siete stati coinvolti nella riforma?
Alessandro Zavalloni: "Alcuni esponenti di primo piano di questo nuovo Esecutivo, a cominciare dal Sottosegretario Catricalà, hanno una conoscenza approfondita del settore e, quindi, anche delle proposte di riforma avanzate da Faib e Fegica. Confidiamo davvero molto nella capacità, nella competenza e nell'autonomia di giudizio e di iniziativa che tali personalità potranno impiegare nell'affrontare questo compito, tanto complesso, quanto fortemente ostacolato in passato. Tuttavia siamo interessati, oltreché disponibili, ad offrire il massimo contributo di esperienza e di conoscenza dei meccanismi, anche i più nascosti, che governano il mondo petrolifero".

OmniAuto.it: Quali sono le proposte che avanzate?
Alessandro Zavalloni: "Faib e Fegica si sono fatte promotrici, fin da marzo scorso, di un progetto di legge denominato "Libera la benzina!", depositato agli atti parlamentari da oltre 100 tra senatori e deputati di tutti gli schieramenti, che ha raccolto il consenso anche di molte associazioni dei consumatori e la sottoscrizione di oltre 600.000 cittadini. Dal nostro punto di vista sarebbe utile e opportuno agire su diversi fronti: la creazione di un mercato all'ingrosso equo e trasparente che fissi listini pubblici dei prodotti petroliferi, per offrire strumenti di controllo certo sulla cosiddetta "doppia velocità" di adeguamento del prezzo, veloce in salita, lenta in discesa; l'estensione alla distribuzione carburanti delle funzioni dell'Autorità dell'energia elettrica e del gas, del Gestore del Mercato Elettrico e dell'Acquirente Unico, che hanno saputo ottenere unanime consenso e sensibili benefici per i consumatori; l'introduzione della cosiddetta "separazione delle reti" per impedire che pochissimi soggetti controllino, in regime di sostanziale monopolio, questi prodotti "dalla culla alla tomba"; la revisione, come detto, del vincolo di esclusiva che impedisce a decine di migliaia di impianti di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni migliori possibili (le stesse dei cosiddetti impianti "no logo", per intenderci) e quindi praticare i prezzi migliori possibili; una maggiore trasparenza nella pubblicità dei prezzi, imponendo la segnalazione del solo prezzo effettivamente praticato sull'impianto e vietando la proliferazione di quei cartelli di sconto di tutti i tipi, che con ogni evidenza confondono e ingannano gli automobilisti".

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Tag: Interviste , gpl , metano , carburanti alternativi , tasse , interviste , carburanti


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