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Tecnica

pubblicato il 5 dicembre 2011

Auto elettrica fuel cell: un futuro a benzina

Nasce negli USA una piccola pila combustibile alimentata anche a gasolio o metano

Auto elettrica fuel cell: un futuro a benzina
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Il futuro delle auto elettriche potrebbe dipendere ancora di più dal petrolio. La dichiarazione in sé può sembrare un paradosso, ma l'appena annunciata nuova pila a combustibile che utilizza benzina invece di idrogeno pare indicare proprio questa strada. L'inedita fuel cell, sviluppata a livello sperimentale dai ricercatori dell'Università del Maryland sfrutta lo stesso principio delle più note celle a combustibile che attraverso una reazione chimica trasformano idrogeno e ossigeno in energia elettrica, ma in questo caso la fonte d'energia può essere un più diffuso carburante petrolifero come la benzina, il gasolio, un biocarburante o il metano. Rispetto a dispositivi simili già utilizzati nelle grandi navi e in generatori fissi, la nuova fuel cell ha misure ridotte, e previa una reazione di reforming si adatta all'utilizzo sull'automobile. La sua applicazione ideale è quella a bordo delle vetture elettriche ad autonomia estesa (come Opel Ampera e Chevrolet Volt), dove funge da generatore elettrico per la ricarica delle batterie.

EFFICIENZA DOPPIA PER LE "RANGE EXTENDED"
Il grande vantaggio di questa pila a combustibile ad ossido solido (SOFC) va però ricercato non nei confronti di quelle a idrogeno, che al momento affranca solo in parte dalla dipendenza dal petrolio, ma nei confronti dei motori a combustione interna. Rispetto ad un classico motore a pistoni che genera energia elettrica la nuova fuel cell è due volte più efficiente, ovvero dimezza consumi ed emissioni. Il lavoro degli studiosi americani ha riguardato in particolare la miniaturizzazione del dispositivo, che risulta più piccolo di un propulsore a benzina e sviluppa la stessa potenza. Altro elemento chiave delle nuove celle a combustibile è la loro temperatura di esercizio, al momento ridotta a 650 gradi contro i 900 gradi di pile simili e abbattibile in prospettiva a 350 gradi centigradi. Ciò significa che possono essere prodotte a costi inferiori, con materiali comuni e a livello industriale. Eric Wachsman, il direttore dell'University of Maryland Energy Research Center parla di "risultati promettenti" e dell'esistenza di primi contatti con aziende per la commercializzazione della tecnologia.

SI COMINCIA DAI CAMION
La fuel cell del team di Wachsman ha misure contenute, nell'ordine dei 10 cm di lato ed è studiata per un funzionamento il più costante possibile, senza troppi cicli di accensione e spegnimento, proprio come fa il generatore di un veicolo "Range Extended". Le prime applicazioni della nuova tecnologia dovrebbero vedere coinvolti gli autocarri impegnati in lunghi viaggi, mentre l'utilizzo sulle autovetture appare un po' più lontano. Su questi stessi camion potrebbero debuttare già dal prossimo anno condizionatori, TV, forni a microonde e altre apparecchiature elettriche di bordo alimentate con celle a combustibile di questo tipo sviluppate da Delphi e Cummins. Il loro punto di forza è quello di fornire elettricità in cabina con un consumo ridotto dell'85% rispetto al motore a pistoni del veicolo tenuto acceso al minimo.

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Tag: Tecnica , idrogeno , auto elettrica , auto ibride , usa


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