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pubblicato il 1 dicembre 2011

Honda Earth Dreams Technology

Presentate a Tokyo le soluzione per tagliare del 30% la CO2 entro il 2020

Honda Earth Dreams Technology
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Honda ha svelato al Salone di Tokyo "Earth Dreams Technology", una famiglia di tecnologie che include sistemi di propulsione, trasmissione e trazione destinati ad essere implementati progressivamente su tutta la gamma di automobili del costruttore nipponico con l'obiettivo di diventare il numero uno al mondo per efficienza in tutti i segmenti entro tre anni e abbattere le emissioni di CO2 del 30% entro il 2020 per tutti i propri prodotti.

DAL BICILINDRICO AL V6
Oltre al già citato Diesel 1,6 litri, la nuova famiglia di motori parte dal bicilindrico di 660 cc, destinato alle kei car per il mercato giapponese, e va fino al V6 di 3,5 litri passando per varie cilindrate intermedie (1,3, 1,5, 1,8, 2 e 2,4 litri), tutte a benzina e dotate della distribuzione bialbero VTEC che controlla la fasatura e l'alzata delle valvole. Le novità riguardano lo studio degli attriti interni e delle perdite di pompaggio, in particolare nella fase di espansione.

TUTTI ATKINSON E INIEZIONE DIRETTA
Tutti i nuovi motori 4 cilindri e V6 utilizzano infatti il ciclo Atkinson, con rapporto di espansione maggiore di quello "fisico" di compressione ottenuto tenendo aperte le valvole di scarico per un tratto della risalita del pistone nella fase di compressione. Questo ciclo era stato finora adottato solo sui veicoli ibridi e in versione sovralimentata - in questo caso prende il nome di Miller - da Mazda negli anni '90 e, più recentemente, dalla Nissan Micra DIG-S. Sarà interessante verificare come i tecnici Honda abbiano controbilanciato la naturale perdita di potenza di questo tipo di motori - sul Miller bilanciata dal compressore volumetrico - che offrono naturalmente un maggior rendimento. In più arriva l'iniezione diretta, alla quale Honda era stata finora piuttosto allergica, evidentemente perché questa soluzione consente efficienze maggiori, ma complica la gestione delle emissioni inquinanti. In più l'1,8 e il 2 litri adottano l'EGR ad alta capacità sia per il lato di scarico sia per quello di aspirazione per raffreddare sia i gas di scarico sia l'aria immessa nella camera di scoppio, mescolata opportunamente con i gas di scarico rimessi in circolo.

L'IBRIDO, SI COMINCIA DAL PLUG-IN
Il 2 litri sarà inoltre dedicato al nuovo sistema ibrido e in questo caso sarà dotato di pompa dell'acqua elettrica. Il nuovo sistema avrà ovviamente la batteria agli ioni di litio prodotta attraverso la joint-venture con GS Yuasa e un motore elettrico da ben 120 kW. Stranamente, uscirà prima in versione plug-in nel 2012 su un'auto media (Accord?), con batteria ricaricabile, e poi normale nel 2013. Tre le modalità di guida: Hybrid, in modalità mista per la massima efficienza, engine-connected per le massime prestazioni e in velocità, EV ad emissioni zero.

UN IBRIDO INTEGRALE A DOPPIA FRIZIONE
A sorpresa, Honda ha anche annunciato anche un sistema ibrido che integra il motore elettrico nel sistema di trazione integrale attivo SH-AWD. Sarà utilizzato in combinazione con il V6 3.5 e avrà due motori elettrici posteriori, uno per ogni ruota, da oltre 20 kW e un altro da oltre 30 kW integrato nel cambio a doppia frizione a 7 rapporti accanto al motore. Un particolare che rivela come Honda, così come già fatto per le moto, stia studiando questo tipo di cambio anche per le sue autovetture. Quanto al nuovo SH-AWD ibrido, la sua caratteristica saliente sarà utilizzare i motori elettrici posteriori per regolare le coppie trasmesse alle ruote, in particolare a quella esterna, compito ora affidato invece a frizioni e ruotismi che pesano e assorbono potenza. Al motore integrato nel cambio va invece il compito di fornire maggior spunto da fermo, recuperare energia, riavviare il motore dopo le soste e spingere da solo la vettura oltre che fornire potenza e coppia aggiuntive, insieme ai due motori posteriori, quando sono richieste le massime prestazioni. Sarà inoltre interessante verificare se questo sistema prevede anche una modalità 4x4 tutta elettrica.

L'ELETTRICO PIÙ EFFICIENTE DEL MONDO
A questo proposito, Honda ha anche presentato l'architettura per auto elettriche annunciando di aver raggiunto la più alta efficienza al mondo per questo tipo di propulsione con un consumo di 29 kWh per 100 miglia, pari a 116 miglia per galloni equivalenti nel sistema di misurazione americano (2 l/100 km) che assegna all'auto equipaggiata di questo sistema (presumibilmente la FIT EV, ovvero la Jazz) un'autonomia di 198 km mentre con i criteri JC08 vigenti in Giappone si raggiungono i 210 km. Tutto questo grazie a un motore coassiale ad alta efficienza, a una trasmissione a basso attrito e a un sistema di servofreno elettrico che consente un recupero dell'energia più intenso. La ricarica della batteria agli ioni di litio avviene in meno di 3 ore attraverso la presa a 240 Volt e tre sono le modalità di guida offerte (SPORT, NORMAL, ECON).

SEMPRE PIÙ CVT
Oltre a dedicarsi al doppia frizione, Honda continua a credere nel cambio CVT, anzi più di prima e ne ha pronto uno nuovo in tre versioni da destinare rispettivamente ad auto piccole, compatte e medie. Le caratteristiche del nuovo CVT sono: numero parti ridotte, compattezza, cinghia più robusta, gamma rapporti più ampia, strategia di funzionamento adattativa più intelligente per governare al meglio la gestione idraulica (con pompa elettrica) delle pulegge aumentando il piacere di guida e naturalmente l'efficienza. Per quest'ultima voce, la nuova trasmissione consente un guadagno del 5% e del 10% rispetto all'automatico a 5 rapporti con convertitore di coppia destinato evidentemente a scomparire su Civic e Accord. Non è invece dato di sapere se questo nuovo cambio entrerà in applicazioni ibride "mild", come già avviene su Civic, Insight e Jazz/Fit.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Honda , auto giapponesi , nuovi motori , tokyo


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