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pubblicato il 30 novembre 2011

A Milano le aziende si danno una “scossa”

Bosch e Arval hanno lanciato Companies for eMilan

A Milano le aziende si danno una “scossa”
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In un periodo di crisi climatica e con molte città attanagliate dallo smog, le auto elettriche potrebbero essere un'ottima soluzione per ridurre effetto serra e la concentrazione di inquinanti nell'aria. Peccato che a limitarne la diffusione sono i costi d'acquisto troppo elevati, la carenza di un'efficiente rete di ricarica e l'autonomia ancora modesta. Tre ostacoli che, di fatto, rendono per il momento inaccessibile la mobilità a batterie ai singoli cittadini. La valutazione cambia considerando le imprese. Che hanno maggiori capacità finanziarie, minori esigenze di spostamento e possono usufruire maggiormente dei benefici generati dai modelli a zero emissioni. Oltre a risparmiare sulle spese per il carburante, la manutenzione e il bollo (esente per 5 anni), l'adozione di un'auto elettrica consente ai dipendenti di accedere a corsie preferenziali, avere il parcheggio pubblico gratuito o l'accesso alle zone a traffico limitato. Compresa l'Area C, la zona di Milano soggetta a pedaggio (5 euro per tutti i veicoli, eccetto quelli elettrici e, per il 2012, ibridi, a GPL o metano) che entrerà in vigore dal 16 gennaio in sostituzione dell'Ecopass. E, non ultimo, di beneficiare dell'immagine positiva derivata dall'impiego di un modello a basso impatto ambientale. Che vale più di una campagna pubblicitaria.

NASCE COMPANIES FOR eMILAN
A comprendere le potenzialità del mercato aziendale sono Bosch e Arval che hanno ideato un progetto apposito per favorire la mobilità elettrica delle imprese - Companies for eMilan - nel quale Bosch fornisce il software di gestione per la ricarica e provvede a fare installare le colonnine presso la sede del cliente, mentre Arval mette a disposizione le auto elettriche attraverso contratti di leasing, noleggio a lungo termine o finanziamento agevolato comprensivi di assistenza, manutenzione e assicurazione. In pratica, le due società offrono una soluzione unica per avviare una flotta a emissioni zero che esclude soltanto il contratto con l'operatore che fornisce l'energia per la ricarica. Che le imprese possono scegliere liberamente. In realtà, il progetto è di tipo "aperto", cioè non obbliga gli aderenti all'acquisto di colonnine Bosch o all'acquisizione dei modelli a batterie tramite Arval.

HANNO ADERITO IN SETTE
Al momento le aziende che hanno aderito a Companies for eMilan sono sette. Oltre ai due promotori, sono presenti due società collaterali, quali la Bosch Rexroth e la BNP Paribas Real Estate "parente" stretta di Arval, altrettanti operatori energetici (Cofely di GDF Suez e Sorgenia) e la multinazionale della mobilità urbana Schindler. Aziende che dal primo trimestre del 2012 potranno usufruire di un veicolo elettrico e della stazione di ricarica nella propria sede. Che formerà, con le colonnine presso le altre aziende, una rete comune dove fare il "pieno" di energia in modo da incrementare il raggio d'azione potenziale. Per farlo sarà sufficiente verificare sulla mappa on line la dislocazione delle colonnine, prenotare on line la "presa" desiderata e utilizzare la carta magnetica che abilità alla ricarica e provvede alla fatturazione della corrente utilizzata. Che si potrà controllare, insieme ad altri parametri (kW consumati, costi per ricarica, risparmio di CO2, ecc.) dal portale web predisposto da Bosch.

MA QUANTO MI COSTI
Il costo per entrare nel progetto non è stato reso noto, ma da alcune dichiarazioni rilasciate possiamo stimare una spesa iniziale minima di circa 3-4.000 euro (tutti i prezzi sono IVA esclusa) necessari per acquistare la più economica delle colonnine fornite dalla Mennekes, partner di Bosch, e per i lavori per collegarla alla rete elettrica. Il prezzo sale per sistemi di ricarica più sofisticati, come quello fornito da Bosch (8.000 euro) che prevede due prese per il rifornimento contemporaneo a due auto in modalità lenta (3 kW) o rapida (fino a 22 kW) per chi vuole ridurre i tempi del "pieno" da 6-8 ore a 1-2 ore. A tali spese vanno aggiunti il prezzo del noleggio o leasing (stimabile in circa 500-600 euro/mese, più un anticipo) e quello per la gestione dei servizi, l'assistenza e la manutenzione dell'infrastruttura e del portale web (circa 400 euro/mese). Oltre al costo dell'energia che varia in base ai contratti. Ma che incide in modo modesto sul totale (per un "pieno" si spendono circa 2 euro).

LO SVILUPPO FUTURO
L'intenzione di Bosch e Arval è di arrivare ad avere almeno 20 aziende aderenti, ognuna con almeno un veicolo elettrico, entro la fine del 2012. Un numero che consentirebbe di procedere più rapidamente nello sviluppo del sistema che prevede diverse opzioni. Tra queste ne citiamo due. La prima è di integrare la rete Companies for eMilan con quella degli operatori energetici che offrono colonnine pubbliche, come A2A ed Enel, in modo ampliare le stazioni di "rifornimento" disponibili. Una potenzialità resa possibile dal pagamento della corrente in "roaming" come avviene sul mercato dei cellulari. La seconda è l'offerta di una pensilina fotovoltaica, con colonnina di ricarica integrata, realizzata da Bosch Rexroth per rendere a emissioni zero anche il ciclo della produzione elettrica. E che sarà disponibile in due configurazioni base: Small (4 posti moto e potenza installata di 2 kW) e Regular (2 posti auto e 3,6 kW). In entrambe i casi, la pensilina è collegata alla rete eletrica in modo da prelevare la corrente se i veicoli collegati sono molti o rilasciarla quando non ci sono auto o moto in ricarica. Eventualità, quest'ultima, che consente di guadagnare dalla vendita di energia "verde" come previsto dal Conto Energia.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Attualità , auto elettrica , milano


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