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pubblicato il 28 novembre 2011

BMW e Toyota, scambio ibrido-Diesel

I due costruttori avrebbero già trovato l’accordo per barattare le rispettive specialità

BMW e Toyota, scambio ibrido-Diesel
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BMW e Toyota stanno portando avanti colloqui per un accordo che prevede lo sviluppo congiunto di veicoli a basso impatto ambientale e uno scambio di tecnologie che porterebbe la cessione del sistema ibrido giapponese a Monaco e i Diesel tedeschi nel cofano delle auto di Nagoya. Lo riporta il quotidiano economico Nikkei, il quale afferma che Toyota avrebbe chiesto a BMW la sua unità a gasolio 2 litri e sarebbe pronta a cedere in cambio il proprio sistema ibrido.

LA RISPOSTA A NISSAN-RENAULT-DAIMLER
Secondo alcuni analisti, l'accordo sarebbe la risposta a quanto fatto da Nissan-Renault con Daimler e per Toyota sarebbe l'integrazione dell'accordo stabilito con Ford per l'ibrido destinato invece ai SUV e pick-up. Lo scambio, oltre che strategico, avrebbe anche un valore economico visto che lo yen forte sta tagliando i profitti dei modelli ibridi, per la maggior parte prodotti in Giappone, mentre la carenza di un Diesel nella fascia 1,6 litri sta penalizzando le vendite di Toyota in Europa. Oltretutto, il 2,2 litri è svantaggiato dal punto di vista fiscale pur non offrendo sostanziali vantaggi in prestazioni rispetto ai 2 litri concorrenti, mentre l'unità di analoga cilindrata non è concorrenziale e non è pronta per l'Euro6.

IL TEMPO DELLE DECISIONI GIUSTE
Di un accordo tra i tedeschi e Toyota proprio sui motori Diesel si era parlato alla fine degli anni '90, quando era chiaro che i motori giapponesi non potevano reggere il ritmo della concorrenza. I nipponici allora decisero di sviluppare il già citato 2,2 litri con potenze da 150 a 177 CV - ma è sviluppabile fino a 204 CV - e un V6 3 litri che venne poi accantonato giudicando l'ibrido una soluzione migliore. Considerazione analoga fu fatta nel 2009 quando, due anni dopo aver deciso di sviluppare e costruire un 1,6 litri insieme a Isuzu da costruire in Polonia (dove viene fatto il 2,2 litri), la casa giapponese cassò anche questo progetto sotto la doppia pressione della crisi e dei problemi derivanti dai richiami giudicando incerto lo scenario di mercato relativo ai Diesel di piccola cilindrata. Alla luce dei dati di mercato, gli errori di valutazione sono evidenti tanto che nessuna casa giapponese nel frattempo si è fatta mancare motori nella fascia 1,6-2 litri, sia chiedendoli in prestito - vd. Mazda con Ford-PSA o Suzuki con Fiat - sia sviluppandoseli da soli, come sta facendo Honda. Ora il ritardo è enorme e colmarlo necessiterebbe investimenti insostenibili alla luce della situazione economica e della volatilità del mercato.

QUEL CHE INTERESSA A TOYOTA...
Facile dunque supporre che, qualora l'accordo vada in porto, Toyota prenderà da BMW anche l'1,6 litri ora utilizzato solo da Mini e il 3 cilindri che la casa tedesca sta sviluppando. L'interesse di Nagoya ad avere motori a gasolio pronti all'Euro6 sarebbe anche dettato dal crescente interesse per il Diesel negli USA dove anche alcune case giapponesi come Mazda e Nissan si preparano a commercializzarlo, senza contare che anche General Motors è pronta al grande passo con la Chevrolet Cruze dotata del 2 litri in vendita già in Europa, ma adattato per le normative anti inquinamento d'Oltreoceano, del tutto simili all'Euro6 pronta ad andare in vigore dal 2014. I tedeschi, che già riscuotono un certo successo con le loro versioni a gasolio negli USA, hanno aperto la strada e sono naturalmente i più attrezzati. Per tutti, l'adozione dei motori a gasolio risponde a un unico obiettivo: abbassare i consumi di flotta in vista dei limiti in tema di consumi ed emissioni stabiliti dal CAFE anche perché le vendite dell'ibrido, per quanto sostenute e superiori in percentuale a tutti gli altri grandi mercati, sono in calo dallo scorso anno. Ultimo elemento: i Diesel stanno vincendo la gara contro le emissioni inquinanti, anche a costi superiori, e sono naturalmente favoriti per i consumi e la CO2. L'ibridizzazione sta piuttosto diventando sempre di più un tratto comune di tutte le auto e non una forma di propulsione distinta nettamente da benzina e gasolio.

...E QUELLO CHE FA COMODO A BMW
Se BMW mettesse a segno questo colpo, si coprirebbe le spalle sul versante dell'ibrido e potrebbe dedicarsi interamente all'elettrico. Dopo infatti aver siglato un accordo specifico con PSA per la condivisione di componenti sui futuri sistemi ibridi - destinati probabilmente a integrare i motori a benzina che i due costruttori hanno sviluppato e costruiscono insieme - potrebbe attingere dai maestri del genere guadagnando un vantaggio competitivo sugli altri costruttori europei. Questi ultimi si trovano infatti a utilizzare nella stragrande maggioranza dei casi sistemi e componenti sviluppati da fornitori condivisi. In questo modo i costi sono accettabili, ma non vi è nessun vantaggio tecnologico in grado di fare la differenza. Con Toyota questo vantaggio potrebbe acquisirlo, sempre che a Monaco valutino in modo positivo le soluzioni tecniche del costruttore giapponesi e le giudichino adatte o adattabili per le loro vetture. Di sicuro, BMW è alla ricerca di soluzioni che portino l'autonomia in elettrico delle proprie ibride oltre i canonici 3 o 4 km e lo facciano meglio dei concorrenti. Ci sono poi considerazioni commerciali: l'ingresso sul mercato del Sol Levante continua essere difficile per tutti e l'amicizia di una casa giapponese aprirebbe molte porte.

BOCCHE TAPPATE, MA QUALCOSA SI MUOVE
Secondo ulteriori indiscrezioni, negli ermetici reparti di sviluppo delle Tre Ellissi sarebbero già al lavoro per verificare l'inserimento dei motori BMW nei cofani delle auto giapponesi. Non si fa invece menzione delle unità 6 cilindri che potrebbero fare la fortuna in Europa di qualche modello Lexus, anche se l'architettura in linea rende il loro adattamento più problematico. Interpellate sulla questione, BMW e Toyota hanno risposto con un laconico «no comment» che sostanzialmente conferma l'esistenza del dialogo alla vigilia del Salone di Tokyo dove BMW presenterà l'ActiveHybrid5 e Toyota la sua nuova GT 86. Potrebbe essere il luogo perfetto per annunciare l'accordo e dargli il via ufficiale.

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Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , auto europee , auto giapponesi , nuovi motori


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