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pubblicato il 25 novembre 2011

"Fiat restituisca Alfa a Finmeccanica"

Così il Codacons che critica la gestione del marchio da parte di Torino

"Fiat restituisca Alfa a Finmeccanica"

"Nel giorno in cui chiude Termini Imerese nessuno si preoccupa di fare i conti dei danni provocati dalla Fiat allo Stato Italiano". Inizia così una nota pubblicata dal Codacons in cui si critica la gestione da parte di Fiat del marchio Alfa Romeo da quando è stato acquistato da Finmeccanica nel 1986. L'Associazione dei consumatori accusa il Lingotto di non aver saputo "mantenere le promesse" e di averne anzi "smantellato" gli stabilimenti. Per questo ha inviato "una formale diffida al Ministero dell'Economia e al Gruppo Fiat, nella quale si evidenzia l'inadempimento contrattuale da parte dell'azienda torinese, e si chiede la restituzione del marchio Alfa Romeo a Finmeccanica (che per poco più del 30% appartiene al Ministero dell'Economia, ndr.), al fine di garantire il rilancio della stessa Alfa. L'Associazione - si legge nella nota - presenterà anche un esposto alla Corte dei Conti, finalizzato all'individuazione dei danni subiti dallo Stato e quindi dalla collettività". Nessun commento da Torino.

STABILIMENTI "DISFATTI"
Il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, non risparmia critiche al Gruppo Fiat che avrebbe a suo parere applicato una politica che negli anni avrebbe "disfatto gli stabilimenti simbolo del marchio Alfa Romeo, quello di Arese in primis, mentre altri stabilimenti - come quello di Pomigliano d'Arco - saranno destinati unicamente alla produzione di vetture Fiat". In base al piano aziendale infatti la Alfa 159, ormai prossima al pensionamento (verrà sostituita dalla Giulia nel 2013), sta per lasciare le linee di assemblaggio di Pomigliano d'Arco, dove invece è iniziata la produzione della nuova Fiat Panda, che dalla Polonia è stata riportata in Italia. Rienzi sostiene che "l'industria dell'Alfa Romeo non esiste più, e della Casa automobilistica rimane oggi solo il brand".

"UN DANNO ECONOMICO PER IL PAESE"
Il Codacons definisce la situazione attuale di Alfa Romeo "drastica" e ritiene che per rilanciare il brand sarebbe opportuno cederlo a Finmeccanica. E aggiunge: "Il danno economico per il nostro paese e per l'industria automobilistica nazionale, oltre che per lo Stato Italiano che ne è azionista (di Finmeccanica, ndr) attraverso il Ministero dell'Economia. La Fiat non ha saputo mantenere le promesse e sviluppare il marchio, che al contrario è stato depotenziato fino a giungere alla drastica situazione attuale. Il danno derivante dalla perdita di un marchio di enorme valore come l'Alfa Romeo - prosegue Rienzi - si ripercuote anche sui cittadini italiani, perchè viene depauperato il patrimonio del Ministero dell'Economia".

LE ALFA IN ARRIVO
Ricordiamo che secondo quanto annunciato da Fiat, la gamma Alfa Romeo dovrebbe ampliarsi nel 2013 con la Giulia, che entrerà in listino nel 2014; nel 2012 potrebbe arrivare una Giulietta GTA, mentre per il biennio 2013-2014 è prevista l'introduzione di nuovi modelli, come il SUV di segmento C, la MiTo restyling a 5 porte, una serie limitata della 4C Concept, la Spider del 'post-Brera' e appunto la berlina media superiore Giulia. Rimandato al 2013 il ritorno negli Stati Uniti, ritardo che poco è piaciuto ai concessionari statunitensi, mentre nello stesso anno sarebbe previsto l'assemblaggio di Alfa in Cina da vendere sul mercato orientale attraverso la joint venture con GAC.

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Tag: Attualità , auto italiane


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