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pubblicato il 25 novembre 2011

Suzuki ricorre contro VW per riavere le proprie azioni

I giapponesi rivogliono il 19,89% della proprietà, ma Volkswagen rifiuta

Suzuki ricorre contro VW per riavere le proprie azioni

Come accade spesso nei divorzi fra coniugi, allo stesso modo sembra chiudersi il rapporto che per quasi 2 anni ha legato Suzuki e Volkswagen. Dopo l'annuncio ufficiale del 18 novembre scorso in cui Suzuki annunciava unilateralmente la fine dell'alleanza fra i due gruppi automobilistici, è arrivato oggi il turno delle recriminazioni portate in tribunale. La Casa di Hamamatsu è infatti ricorsa all'International Court of Arbitration (ICC) di Londra per recuperare quella quota azionaria del 19,89% di Suzuki acquisita nel dicembre 2009 da Volkswagen. Secondo i responsabili giapponesi questo ricorso al tribunale arbitrale delle controversie commerciali si è reso necessario a causa della mancata risposta Volkswagen alle richieste di restituzione.

ACCUSE RECIPROCHE
La richiesta fatta da Suzuki è quella di poter riacquistare entro novembre 2012 le proprie quote direttamente da Volkswagen o da un soggetto terzo designato da Suzuki. Il pacchetto azionario composto da 112,21 milioni di quote e pagato dai tedeschi quasi 1,7 miliardi di euro a fine 2009, è diventato quindi l'ultimo campo di battaglia in una sorta di guerra che ha visto di volta i due costruttori accusarsi reciprocamente di aver violato le clausole contrattuali dell'accordo che li legava. In un caso la Volkswagen ha denunciato il fatto che i giapponesi continuassero ad utilizzare i diesel Multijet Fiat sulle loro vetture invece dei TDI, cosa che procurava non pochi danni al gruppo tedesco soprattutto nello strategico mercato indiano. Dall'altra parte Suzuki accusava Volkswagen di non aver dato loro accesso alle tecnologie più importanti, come il BlueMotion per i motori più puliti ed efficienti.

VOLKSWAGEN SI RIFIUTA
Per via di questi e di altri problemi, come il fatto che Volkswagen avesse definito Suzuki una semplice "associata", l'unione fra i due non ha portato alla realizzazione di alcuna joint venture e la collaborazione commerciale si chiude come un matrimonio finito male. Suzuki ha anche aggiunto che fino a quando non riavrà le sue quote non è disposta a cedere quell'1,5% di azioni Volkswagen già acquisite. Da parte sua Volkswagen rigetta ogni accusa di aver violato i termini dell'accordo, si dice dispiaciuta del ricorso alla corte di arbitraggio e che non è disposta a cedere le azioni della Casa nipponica.

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Tag: Mercato , Suzuki , auto europee , auto giapponesi


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